Temi della notte NBA: Miami fa già paura, male Rose al ritorno, LA è della panchina dei Lakers

GLI HEAT FANNO GIÀ PAURA – Prima partita della stagione, contro un avversario di tutto rispetto e desideroso di vincere come pochi per dare subito un segnale alla NBA, e prima vittoria convincente degli Heat. La truppa di coach Spoelstra ha subito dimostrato di essere ancora più forte e completa dell’anno scorso. Con i Big Three al di sotto dei loro standard abituali, gli Heat hanno dominato l’incontro grazie al supporting cast, che ha segnato la bellezza di 42 punti nella vittoria per 107-95 sui Bulls. LeBron James ha messo a referto 17 punti, 6 rimbalzi e 8 assist, ma altri 6 giocatori hanno chiuso in doppia cifra: Bosh ha segnato 16 punti, Chalmers 13 con 4 assist, Battier, Cole e Allen 11 a testa. Dopo un primo quarto equilibrato, Miami ha preso in mano le operazioni del gioco ed ha piazzato un gran parziale di 31-5 che ha praticamente ammazzato la partita, visto che ha spedito gli avversari a -21. Dopo aver toccato anche il -25, i Bulls hanno provato a rendere più interessante il finale con un accenno di rimonta, guidata da un Carlos Boozer da 31 punti, ma gli Heat hanno gestito senza troppi patemi d’animo.

IL RITORNO DI ROSE – 552 giorni dopo l’ultimo canestro in regular season, Derrick Rose è tornato a calcare ed a segnare su un parquet NBA. Il suo impatto sulla partita è stato devastante, giocando ad una velocità tre volte superiore a quella degli avversari, in difficoltà dinanzi alle sue accelerazioni brucianti. I primi minuti hanno immediatamente fatto pensare che fosse tornato al meglio, se non addirittura più forte di prima, ma con il passare del tempo ha mostrato di doversi ancora scrollare di dosso la ruggine, chiudendo con 12 punti (1/7 da oltre l’arco, 4/15 dal campo), 4 assist e 5 turnovers.

PANCHINA LAKERS IRREALE – Quando le tue seconde linee segnano complessivamente 76 punti, difficilmente puoi pensare di perdere la partita. Alla vigilia dell’incontro, giusto i tifosi più ottimisti ed innamorati avrebbero scommesso sui Lakers in questo incontro, perché sulla carta la differenza tra i due roster è imbarazzante. Ed invece i gialloviola hanno scoperto di non essere da buttare, grazie ad una miscela di gioventù ed energia che in uscita dalla panchina ha segnato tutti i 41 punti nell’ultimo quarto di LA, conducendola ad una meritata vittoria per 116-103. Dopo un primo tempo equilibrato, i Clippers hanno provato il primo vero strappo della partita con un break di 0-6 che è valso il +8. I Lakers, però, hanno ridotto le distanze a -3 in apertura di ultimo quarto ed hanno poi iniziato un vero show offensivo, segnando da qualsiasi zona del campo e lasciando a dir poco increduli gli avversari, ai quali non sono bastati di 15 punti e 11 assist di Chris Paul ed i 19 punti di Blake Griffin. Per i gialloviola da segnalare i 22 punti di Henry, i 16 con 6 assist di Farmar, i 13 di Meeks, i 12 con 8 rimbalzi di Hill, mentre tra i titolari gli unici a chiudere in doppia cifra sono stat Pau Gasol (15 punti e 13 rimbalzi) e Nick Young (13 punti).

IL DEBUTTO DI OLADIPO, LA PRIMA VITTORIA DEI PACERS – Modesto. Così si può definire il debutto in NBA della seconda scelta assoluta, Victor Oladipo. In 22 minuti in uscita dalla panchina, ha messo a segno 12 punti, anche se tirando con 4/11 da campo, conditi da 3 rimbalzi, 2 assist ma anche 3 turnovers e altrettante stoppate subite. Il piano estivo dei Pacers era quello di costruire una panchina migliore, in grado di non far pesare troppo l’assenza dei titolari nei loro momenti di riposo: dopo un primo tempo giocato più da pre-season che da regular, sono state proprio le seconde linee di Indiana a decidere il match con un parziale di 15-1 che ha spezzato le resistenze avversarie e lanciato i padroni di casa verso la vittoria finale per 97-87. Paul George ha iniziato bene la stagione, guidando i suoi con 24 punti, 6 rimbalzi e 5 assist, mentre Lance Stephenson ha disputato una partita altrettanto globale con 19 punti, 7 rimbalzi e 5 assist. Per i Magic è un po’ un mistero perché non sia stato impiegato di più Andre Nicholson, che nel primo tempo ha avuto a disposizione 12 minuti, segnando la bellezza di 18 punti.