Temi NBA: OKC, il ko che non ti aspetti. Love disumano, ma vince LA. Stephenson insegue Schrempf

TRIPLA-DOPPIA DI LANCE, PACERS IN SCIOLTEZZA – Con 12 punti, 10 rimbalzi e 10 assist, Lance Stephenson ha firmato la terza tripla-doppia della sua stagione. Nessun altro giocatore NBA ne ha messe a referto di più: per i Pacers (22-5) è addirittura il primo giocatore con almeno tre triple-doppie in una stagione dai tempi di Detlef Schrempf (4 nel 1992-93) e la stagione non è ancora a metà. In tutto questo i Pacers hanno vinto in scioltezza tra le mura amiche contro i Celtics (12-17), imponendosi per 106-79 anche grazie al dominio sotto i tabelloni: 53-41 il bilancio dei rimbalzi, ma a fare la differenza sono stati i 50 punti segnati da Indiana nel pitturato contro i soli 22 avversari. Buona la partita di Paul George, che ha segnato 18 dei suoi 24 punti nel terzo quarto, quando i Pacers hanno definitivamente chiuso i conti. Positiva anche la prova di Roy Hibbert, autore di una doppia-doppia da 15 punti e 12 rimbalzi, mentre il rientrante Danny Granger, alla sua seconda apparizione dopo l’infortunio, ha messo a referto 12 punti con 4 triple mandate a bersaglio.

IL KO CHE NON TI ASPETTI – Clamorosa sconfitta per i Thunder, che vedono andare in frantumi l’imbattibilità casalinga e la striscia di nove vittorie consecutive per colpa dei Raptors. OKC ha forse sottovalutato un po’ troppo l’avversario, incappando in una pessima serata al tiro (36.8% dal campo) e perdendo anche tanti palloni (19). 104-98 il finale di un match che i Thunder sembravano avere in mano quando, dopo un primo tempo difficile, sono rientrati in campo con un atteggiamento diverso ed hanno ribaltato il risultato, arrivando fino al +11. Di fronte, però, avevano una squadra che si sta specializzando in rimonte: dopo aver recuperato dal -19 contro i Mavericks nella scorsa uscita, i Raptors (11-14) hanno giocato un ultimo quarto clamoroso, piazzando un parziale decisivo di 29-14, scaturito innanzitutto da una buona difesa, che ha costretto OKC ad un misero 20% dal campo (5/25), ma anche da un attacco incisivo e soprattutto più aggressivo (9/18 al tiro e 10/13 dalla lunetta nei 12’ finali). Toronto ha mandato ben cinque giocatori in doppia cifra, contro i due dei Thunder (27 punti per Westbrook, 24 per Durant): il migliore è stato Kyle Lowry con 22 punti, 9 assist e 7 rimbalzi, mentre DeMar DeRozan e Amir Johnson hanno contribuito con 17 punti a testa.

MA LOVE È LEGALE? – Kevin Love fa qualcosa di inumano, mettendo a referto in una sola partita 45 punti, 19 rimbalzi e 6 assist, numeri che non si vedevano dai tempi di Hakeem Olajuwon, in una partita dei suoi Rockets proprio contro i Timberwolves. Ma neanche stavolta l’impressionante Love è bastato a Minnie per strappare una vittoria importante, che le avrebbe permesso di tornare al 50% di vittorie (adesso il record è 13-15). I Clippers (20-9) sembravano essere ormai tagliati fuori quando Love ha fatto 1/2 dalla lunetta, dando ai T-Wolves 4 punti di vantaggio a 18 secondi dal termine. Ma LA è riuscita incredibilmente a pareggiare grazie ad un layup veloce di Jamal Crawford e ad una rubata di Chris Paul, che ha lanciato sempre Crawford per il canestro che è valso l’overtime. Qui le due squadre si sono risposte colpo su colpo, fino a quando a 38 secondi dalla fine Jared Dudley ha infilato la tripla del sorpasso che ha spostato l’inerzia dalla parte dei Clippers: nei secondi finali Paul è stato bravo a congelare il risultato dalla lunetta. A Minnesota non è bastato quindi un frontcourt devastante: Love e Nikola Pekovic (34 punti e 14 rimbalzi) hanno combinato addirittura 79 dei 116 punti dei Timberwolves, anche se il montenegrino ha fallito due occasioni per vincere l’incontro alla fine dei tempi regolamentari. Per i Clippers da segnalare la gran prova di Blake Griffin, autore di 32 punti e 10 rimbalzi, mentre Chris Paul ha messo a referto una doppia-doppia da 19 punti e 13 rimbalzi.