Temi NBA: no Kobe? No problem. Difesa vince le partite, Irving di nuovo clutch, rispetto per Suns e Bobcats

IMBARAZZO NETS – Il 12 dicembre tutto sembrava finalmente iniziare a girare per il verso giusto per i Nets, che avevano appena ottenuto una solida vittoria contro i Clippers, la terza consecutiva, anche grazie al ritorno di un ottimo Deron Williams. Invece, una settimana dopo Brooklyn è tornata ad essere quella pessima di novembre: stanotte ha subito la terza sconfitta nelle ultime quattro uscite, ma a far male è soprattutto come e contro chi è maturato il ko. I Nets sono riusciti nell’impresa di perdere all’overtime per 121-120 contro i Sixers, che ultimamente non erano proprio in vena di vittorie ed erano pure privi di Michael Carter-Williams. E l’assenza di Joe Johnson non può essere un alibi per una squadra come i Nets. A questo punto se i Knicks vinceranno la loro prossima partita, torneranno a battagliare per il titolo di squadra meno imbarazzante di New York e dintorni.

NO KOBE? NO PROBLEM – Partita spettacolare, quella disputata dai Lakers contro i Timberwolves, battuti per 104-91. Davanti al proprio pubblico, i gialloviola non si sono nascosti dietro l’infortunio di Kobe Bryant ed hanno risposto sul campo con una grande vittoria. Guidati da un Nick Young da 25 punti in uscita dalla panchina e da un Pau Gasol che sembra aver ritrovato entusiasmo, i Lakers hanno aggiornato il loro record positivo senza Kobe (11-9, 2-4 con il #24). Intendiamoci, nessuno sta dicendo che LA è una squadra migliore senza il suo giocatore più forte e carismatico, ma questi Lakers hanno dimostrato di riuscire a cavarsela anche senza di lui, che potrà quindi prendersi il tempo che gli serve per tornare al 100% ed inserirsi nei meccanismi della squadra magari gradualmente, e non come accaduto qualche settimana fa.

HEAT DEVASTANTI – I Kings sono riusciti a rimanere in partita con gli Heat per un quarto. Poi praticamente per i campioni in carica è stato poco più di un allenamento, conducendo senza grossi problemi per il resto dell’incontro ed imponendosi per 122-103. Alla fine di questa sfida rimarrà solo il poster rifilato da LeBron James al malcapitato rookie Ben McLemore. Gli Heat hanno spesso tenuto ritmi blandi nella regular season all’epoca dei Big Three, ma nelle ultime uscite hanno alzato il ritmo e stanno cogliendo vittorie importanti e solide, come per mandare un segnale alla NBA, semmai ce ne fosse ancora bisogno.

LA DIFESA VINCE LE PARTITE – Chi si aspettava una sfida appassionante ed equilibrata tra Rockets e Pacers è rimasto decisamente deluso. Indiana ha completamente spazzato via Harden e compagni, vincendo con oltre 30 punti di scarto (114-81 il finale del match). Per una volta i valori in campo hanno rispecchiato quelli statistici: i Rockets sono il terzo miglior attacco e primi per canestri da oltre l’arco e tiri liberi, mentre i Pacers sono la miglior squadra nella difesa sul perimetro. E, visto che l’attacco fa vendere i biglietti ma la difesa fa vincere le partite, Indiana ha costretto gli avversari ad un pessimo 4/22 da oltre l’arco, mentre nella metà campo avversaria ha giocato un basket corale ed efficace, conquistando una vittoria praticamente mai in discussione.

IRVING DI NUOVO CLUTCH – Lo scorso 6 novembre i Cavaliers avevano ceduto contro i Bucks nei minuti finali, quando la loro stella, Kyrie Irving, aveva sbagliato una conclusione fondamentale da oltre l’arco. Considerata la sua reputazione da giocatore clutch, quella sconfitta, sommata alla recente subita per mano dei Blazers negli ultimi secondi grazie alle giocate di Lillard, aveva un po’ bloccato Irving. Che però stanotte ha avuto modo di prendersi la rivincita contro Milwaukee: nell’overtime è salito in cattedra con 10 punti e 3 assist, guidando i suoi alla vittoria per 114-111.

SPLENDE IL SOLE SU PHOENIX – Suns e Sixers sono state le grandi sorprese del mese di novembre. Ma se Phila si è ormai sgonfiata, anche a causa dell’assenza di Carter-Williams, Phoenix continua a vincere e convincere, tanto che partita dopo partita sta diventando una realtà. Pronosticati come la peggior squadra ad Ovest, i Suns stanotte hanno colto un altro grande successo in ottica playoff, imponendosi sul campo dei Nuggets per 103-99. Ancora una volta da sottolineare il contributo offerto dai gemelli Morris, che hanno combinato 39 punti in uscita dalla panchina. Phoenix adesso si trova al sesto posto della Western Conference, ad una sola vittoria di distanza dai Clippers.

IL RISPETTO PER CHARLOTTE – Dopo diverse stagioni difficili, i Bobcats hanno finalmente guadagnato un po’ di rispetto nel panorama NBA. La franchigia di MJ stanotte è andata a vincere su un campo non facile come quello di Detroit per 116-106, confermando di essere tranquillamente all’altezza delle squadre di medio livello della Eastern Conference. Stanotte a trascinare i Bobcats ci ha pensato Kemba Walker, che ha infilato la bellezza di 34 punti, condannando i Pistons alla sconfitta. Adesso Charlotte si trova al quarto posto ad Est: tifosi dei Bobcats, se esistete, preparatevi ad ospitare una serie di playoffs!

CHE BEI RAPTORS SENZA GAY – Se i Bobcats volano, anche i Raptors non scherzano: nonostante le continue voci di mercato e la trade che ha portato via da Toronto Rudy Gay, la truppa di Casey stanotte è salita all’ottavo posto della Eastern Conference grazie ad una bella vittoria all’overtime sui Mavericks. Vittoria che assume un valore non indifferente, dato che per una squadra dell’Est che non si chiami Miami o Indiana vincere in casa di una squadra dell’Ovest con almeno il 50% di vittorie è una vera e propria impresa. Tra l’altro i Raptors sembrano giocare meglio senza Gay: il record da quando ha lasciato Toronto è di 4-2, ma soprattutto adesso l’attacco sembra essere bilanciato in modo migliore. Basti pensare che stanotte tutti i 5 titolari dei Raptors hanno messo a referto almeno 15 punti.