Temi NBA: OKC la più forte ad Ovest, Howard porta a scuola Drummond, Bull ancora vivi

I THUNDER SONO I PIÙ FORTI AD OVEST – Dopo la splendida vittoria ottenuta giovedì contro i Warriors, schierando le seconde linee, Popovich ha deciso di ributtare nella mischia i Big Three per la sfida con i Thunder. Se gli Spurs hanno limitato bene Kevin Durant, costringendolo a soli 17 punti, non sono però riusciti a frenare le due guardie di OKC: a decidere il match, infatti, sono stati Russell Westbrook (31 punti) e Reggie Jackson (21), con quest’ultimo che ha ricacciato indietro gli avversari, tornati a -3 nell’ultimo quarto, mentre RW ha dato loro il colpo di grazia nei minuti finali. A San Antonio non sono bastati i 23 punti di Tony Parker ed i 17 a testa di Tim Duncan e Marco Belinelli, con l’italiano che è partito in quintetto al posto di Kawhi Leonard, fermo per un problema ai denti. E così i Thunder si sono imposti per 113-100 e adesso il bilancio delle sfide con gli Spurs in questa stagione è di 2-0. Inoltre, vincere in Texas ha un valore ancora più importante per OKC che, semmai ne avesse avuto bisogno, ha capito che possono battere San Antonio, nonostante questa sia ancora una grande squadra.

HOWARD È ANCORA IL MIGLIOR CENTRO DELLA NBA – Dei Pistons si può dire che non sono ancora una grande squadra, ma hanno un reparto lunghi impressionante. Però dall’altra parte c’era un Dwight Howard voglioso di dimostrare che è ancora lui il miglior centro della lega: contro gente del calibro di Drummond, Monroe e Smith, l’ex Lakers ha sfoderato una prestazione da 35 punti, 19 rimbalzi, 5 assist e 3 stoppate, conducendo i Rockets alla vittoria per 114-97. Da segnalare per i Pistons il ritorno in campo di Gigi Datome, che dopo tanti, troppi ne, ha avuto modo di scendere in campo per circa 12 minuti, mettendo a referto 9 punti (4/5 dal campo, 1/1 da oltre l’arco), 3 rimbalzi e 1 assist. Rispetto al mese scorso, Howard sta salendo decisamente di colpi: è passato da 16.7 a 21.2 punti, da 11.6 a 14.5 rimbalzi, dal 54.5% al 61.9% dal campo e dal 55% al 60.4% dalla lunetta. Ha quindi persino acquisito maggior fiducia dalla lunetta: i segnali sono buoni, può essere un gran 2014 per Dwight.

CHE PERDITA PER I NETS – Stanotte i Nets non sono scesi in campo, ma sono loro ad aver sofferto la perdita più grave della giornata. La dirigenza, infatti, ha annunciato che Brook Lopez si è rotto il piede durante l’incontro perso contro i Sixers e molto probabilmente ha già finito la sua stagione. Con Indiana sempre più certezza e con gli Heat che sono semplicemente gli Heat, le speranze dei Nets di arrivare quantomeno alla finale di Conference sembrano velleitarie, soprattutto dopo l’infortunio di uno dei suoi giocatori fondamentali.

BIG LINEUP? MACCHÈ, KNICKS PRESI A SCHIAFFI – Se Brooklyn piange, New York non ride. I Knicks sono riusciti a perdere anche stanotte per 95-87 contro i Grizzlies. Quest’ultimi hanno avuto la meglio grazie al vero e proprio dominio a rimbalzo: 56-29 il bilancio definito imbarazzante da Mike Woodson, che ormai non sa dove mettere mano per provare a rimediare una situazione più che critica. Stavolta tra i peggiori c’è finito Andrea Bargnani, che ha segnato solo 3 punti e preso 2 rimbalzi in 23 minuti nel suo ritorno in quintetto: se Woodson pensava di avere una “big lineup” con Chandler ed il Mago contemporaneamente in quintetto, la partita di stanotte lo ha subito smentito.

I BULLS NON SONO ANCORA MORTI – Nessuna squadra nella NBA ha dovuto affrontare tanti problemi e tanta sfortuna come i Bulls. Stanotte pensate che, oltre a Rose, avevano fuori Butler, Deng e Hinrich e avevano perso 13 delle ultime 16 partite. Ma la truppa di coach Thibodeau ha lottato in campo come se non ci fosse un domani ed è riuscita ad imporsi con grande merito per 100-84 sui Cavaliers. Se Chicago ha finalmente raggiunto quota 100 punti, il merito lo deve anche all’ultimo arrivato, D.J. Augustin, che stanotte è sembrato per la prima volta un vero giocatore di pallacanestro, mettendo a referto 18 punti e 10 rimbalzi.

DOLCE VIAGGIO NELL’ATLANTIC DIVISION PER I WIZARDS – La scorsa domenica i Wizards si stavano leccando le ferite dopo una sconfitta con i Clippers, la quarta consecutiva. Poi hanno incontrato tre squadre dell’Atlantic Division ed hanno fatto festa grande: dopo aver messo ko le due newyorkesi, non che fosse una grande impresa, stanotte Washington si è imposta per 106-99 anche sui Celtics, facendo registrare una striscia di 3 vittorie consecutive fuori casa che mancava addirittura dal dicembre 2006. Gran prova balistica di Trevor Ariza, autore di 27 punti con 5/8 da oltre l’arco, mentre John Wall ha messo a referto 20 punti, 9 assist e ben 6 recuperi.

SUNS DA APPLAUSI, MA CHE OCCASIONE SPRECATA DA DALLAS – I Suns provano a prendere il largo, mettendo ko i Mavericks per 123-108 in uno scontro diretto per i playoffs. Dallas sperava di recuperare Phoenix, ed invece adesso vede il quinto posto distante due partite. Per una squadra come quella dei Mavericks, che l’anno scorso è finita di pochissimo fuori dalla post-season, il margine d’errore è pochissimo: se una sconfitta contro i lanciatissimi Suns ci può stare, è quella di venerdì contro in casa contro una squadra mediocre come i Raptors a far male. Anche perché sarebbe veramente un peccato non premiare l’ennesima stagione sopra le righe di Dirk Nowitzki con un’ultima corsa nei playoffs.

BAGARRE PER L’OTTAVO POSTO – La Western Conference regala sempre emozioni: siamo solo a dicembre, ma la corsa ai playoffs è già caldissima. I Warriors sono tornati alla vittoria, e lo hanno fatto asfaltando i Lakers, che in back-to-back hanno ceduto per 102-83. In quel di Los Angeles, invece, i Clippers hanno avuto vita facile sui Nuggets (112-91 il finale), con quest’ultimi che sono incappati nella terza sconfitta in fila. Adesso la classifica vede Denver all’ottavo posto con un record di 14-12, ma raggiunta da Golden State, che viaggia con 15-13. Chi è il favorito per l’ultima piazza disponibile? A prima vista, i Warriors hanno un chiaro vantaggio in termini di talento. Ma i Nuggets potranno comunque contare su Danilo Gallinari, un rinforzo sicuramente non da poco, visto il suo talento e la sua leadership all’interno del team nella scorsa stagione.