Thunder-Spurs, gara 6: Diaw è da favola, il supporting cast dei Thunder non esiste

La magia del ritorno di Serge Ibaka è durata solo due partite. Anche se la serie è tornata alla Chesapeake Energy Arena, gli Spurs hanno strappato la vittoria e parteciperanno alle Finals per la sesta volta dal 1999. Strappato è effettivamente il termine più adatto per indicare quanto gli Spurs hanno fatto in gara 6. Senza Tony Parker, che non ha giocato il secondo tempo per un problema alla caviglia, San Antonio ha guadagnato un buon vantaggio, sprecato in un finale in cui Westbrook ha provato a capovolgere i destini della gara. Neanche una straordinaria tripla di Ginobili ha sbloccato la situazione. Bisogna segnalare, però, un goaltending non rilevato dagli arbitri nell’ultimo minuto, con Ibaka che aveva stoppato un layup dello stesso Ginobili che aveva già toccato il tabellone. Nell’overtime i Thunder, esausti a causa delle solite rotazioni accorciate (52 minuti per Durant, 49 per Ibaka, 47 per Reggie Jackson e 44 per Westbrook), non sono stati in grado di attaccare con intensità. Dall’altra parte, Duncan ha dimostrato che nemmeno Ibaka può creargli problemi e ha segnato 7 punti consecutivi per la vittoria, chiudendo la gara a quota 19 punti e 15 rimbalzi.

I PROTAGONISTI INATTESI: MILLS E DIAW – Di Duncan e del suo straordinario impatto nel supplementare abbiamo già parlato, così come abbiamo già detto che Tony Parker non è entrato in campo nel secondo tempo. Nel terzo periodo Popovich è partito con Cory Joseph, che ha avuto ancora una volta un buonissimo impatto. Ma la svolta è arrivata con Mills: l’australiano non è di base un gran difensore, ma ha quella qualità unica di muoversi in continuazione. E talvolta questa strategia paga. Il playmaker degli Spurs ha avuto un ruolo fondamentale nella metà campo difensiva durante il parziale 19-11 con cui San Antonio ha chiuso il terzo quarto, con una palla rubata e uno sfondamento subito. L’impatto di Mills e Cory Joseph è stato fondamentale per superare la paura causata dall’assenza di Parker: gli Spurs hanno segnato 37 punti nel quarto quarto. Il vero eroe di gara 6, però, resta Boris Diaw. Il francese ha fatto pentole e coperchi: playmaker, difensore di razza e, per una sera, anche realizzatore affidabile e costante. Quando due artisti della pallacanestro come Duncan e Diaw sono all’opera contemporaneamente,  non potrà che venirne fuori un capolavoro. Diaw ha dominato i Thunder con 26 punti, 8/14 dal campo, 3/6 dall’arco e 4 rimbalzi.

QUELLE GESTIONI INCOMPRENSIBILI – Il protagonista di gara 6 è stato Diaw e, ne diamo atto ai Thunder, effettivamente non è facile controllare un giocatore così dinamico e versatile. Ma alcune decisioni dello staff tecnico di OKC, come al solito, destano più di qualche perplessità. Per esempio, Caron Butler non ha messo piede in campo. L’esterno dei Thunder aveva 23.3 minuti di media in questi Playoffs e aveva giocato 43 minuti complessivi nelle due vittorie casalinghe sugli Spurs. Nel primo tempo Brooks ha provato a buttare nella mischia Jeremy Lamb, con pessimi risultati. D’altronde, non è facile per un giocatore inesperto ritrovarsi in campo in una gara così importante dopo essere stato utilizzato col contagocce per più di mezza stagione. L’esperimento Lamb è durato 6 minuti, per il resto Brooks si è semplicemente limitato a non fare sostituzioni, con l’unica eccezione di Fisher che ha sopravanzato Perkins e Adams nelle rotazioni per stabilire un quintetto piccolo. Sì, Derek Fisher. In quella che potrebbe essere l’ultima gara della sua straordinaria carriera è rimasto in campo per 33 minuti. Non senza difficoltà: Brooks ha optato per il cambio sistematico sul pick and roll quando Ginobili portava palla. Il risultato? Ibaka su Ginobili e Fisher a tenere in post uno tra Duncan e Diaw. Il matchup dei sogni, per gli Spurs.

THUNDER: LA PANCHINA NON ESISTE – Derek Fisher è stato l’unico giocatore della panchina a far registrare dei punti segnati. 5, per la precisione. I restanti 102 punti dei Thunder sono arrivati esclusivamente dal quartetto formato da Westbrook (34), Durant (31), Jackson (21) e Ibaka (16). La panchina degli Spurs ha segnato 51 punti, con Diaw (26) e Ginobili (15) grandi protagonisti. In una gara del genere, alla lunga i titolari – per giunta sempre in campo – finiscono per terminare le energie. L’ultimo a mollare è stato Westbrook, fondamentale nella rimonta a fine quarto periodo, prima con un canestro in contropiede dopo un’incredibile rubata e poi con i due liberi del pareggio. Durant aveva già terminato le energie e aveva perso, scivolando per terra a 15” dal termine, una palla che poteva costare la gara ad OKC già nei regolamentari. Nel supplementare KD ha segnato 0 punti con 0/3 dal campo, Westbrook 4 con 1/5. Se i Thunder vorranno avere successo in futuro, dovranno certamente trovare dei comprimari all’altezza e gestire meglio le energie di Westbrook e Durant.