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Vita da point guard: Irving affonda sempre di più, Lillard continua a fare la storia

lillard irving

Siamo davvero così sicuri che con questo Kyrie Irving i Cavaliers avrebbero fatto meglio nelle scorse Finals? Per il prodotto di Duke, ormai 23enne, è arrivato il momento di decidere cosa fare da grande: in questo momento, nonostante le grandi capacità realizzative, è ben lontano dall’essere una delle migliori point guard della NBA. Anzi, è una di quelle più ridicolizzate dall’avversario di turno: stanotte i Cavaliers, che hanno tenuto a riposo LeBron, sono stati asfaltati per 113-99 dai Wizards, in una partita che praticamente non c’è mai stata, anche a causa di Irving, che ha sì segnato 28 punti, ma è stato egoista in attacco e praticamente nullo in difesa (ad onor del vero, i compagni non è che abbiano fatto meglio). Kyrie, infatti, ha perso nettamente il confronto con John Wall, autore di 21 punti e 13 assist in neanche tre quarti (29 minuti) e di un plus/minus di +23, contro quello da -22 di Irving. Il quale già nella notte di venerdì era stato ridicolizzato difensivamente da un’altra point guard, Kyle Lowry, che in quell’occasione ha trascinato Toronto al successo con un career-high di 43 punti con 15/20 al tiro. Ormai il #2 dei Cavaliers è carta letta, tutti sanno di poter trarre vantaggio dalla sua pessima difesa: dopo la pausa per l’All-Star Game, i playmaker avversari viaggiano con 25.8 punti di media ed una percentuale reale di tiro del 66.3%. Tra l’altro, dopo il ko con Toronto, James ha commentato la grande prestazione di Lowry dicendo che “questo è ciò che fa un All-Star”, mandando una frecciatina, neanche tanto velata, ad Irving, che in quella circostanza si era fermato a soli 10 punti e 1 assist. Insomma, attualmente tutte le fortune di Cleveland passano da LeBron, perché è lui a dover indicare non solo la via difensiva, ma anche quella offensiva, con Kyrie che non sembra ancora avere la maturità necessaria per leggere bene le situazioni e fare le scelte migliori per la squadra.

Per rimanere in tema di “vita da point guard”, spostiamoci a Portland, dove si sta scrivendo una delle storie più positive e affascinanti di questa regular season NBA. Nonostante sia stato letteralmente snobbato per l’All-Star Game, Damian Lillard sta continuando a disputare la sua miglior stagione in carriera, ma soprattutto a spostare gli equilibri come pochi altri: i Blazers hanno perso quattro dei loro titolari nel corso dell’estate, eppure sono ancora saldamente in corsa per un posto nei playoffs. Stanotte Portland è andata a vincere ad Indiana, e indovinate chi è stato il mattatore dell’incontro? Sì, proprio Damian che, in una notte in cui il suo nuovo “compagno di merende” – C.J. McCollum – si è preso un attimo di riposo, ha realizzato 33 punti ed ha trascinato con sé tutta la squadra, inclusa la panchina, dalla quale sono usciti un Gerald Henderson da 8/9 dal campo e un Meyers Leonard da 17 punti. Nelle undici partite disputate questo mese, Lillard ha segnato 29.8 punti a partita ed i Blazers hanno perso solo 2 volte, togliendosi tra l’altro la soddisfazione di rifilare un +32 ai Warriors di Steph Curry. Inoltre, stanotte Damian ha segnato almeno 20 punti per la decima partita consecutiva, cosa che non era ancora mai accaduta nella sua carriera. Adesso Portland è attesa da un mese di marzo davvero tosto, in cui dovrà vedersela con Toronto, Golden State, Oklahoma e San Antonio nel giro di due settimane, ma con un Lillard così in fiducia e soprattutto così leader, tutto è possibile.