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The Rule Maker – Come Thon Maker potrebbe aver sconfitto la NCAA

Un lunghissimo viaggio, una tappa che potrebbe sembrare un traguardo ma è solo l’inizio. Thon Maker ha girato il mondo per coronare il sogno di arrivare in NBA, tra fama, dubbi e una Draft Night decisamente inaspettata, almeno fino a qualche mese fa.

SUD SUDAN, CANADA – Di storie particolari in NBA se ne vedono tante, quella di Thon Maker può non essere delle più poetiche ma certamente non la si può definire facile. Nato in Sudan (ora Sud Sudan), ha dovuto affrontare il primo lungo viaggio a cinque anni quando si è trasferito con la madre e i fratelli in Uganda per scappare dagli incubi che la Seconda Guerra Civile Sudanese offriva giornalmente. La famiglia Maker però si rese conto velocemente che l’Uganda non era un posto molto più tranquillo, specie perché la loro nuova nazione era un alleato militare del Movimento di Liberazione del Popolo del Sudan, la compagine indipendentista che si opponeva allo stato sudanese. Per questo motivo i Maker (questa volta è stata la zia a viaggiare con Thon e i fratelli) scapparono in Australia, dove vennero accolti come rifugiati.

E’ proprio a Perth, in Australia, che Thon ha scoperto il basket, insieme al calcio, nelle periferie di Mirrabooka. Thon impressiona tutti, anche perché a dodici anni era alto più o meno quanto è ora. Con l’aiuto di Edward Smith, personaggio conosciuto nell’ambiente australiano per aver aiutato tramite lo sport molti rifugiati, arriva prima a Sydney e poi negli Stati Uniti per portare il suo gioco a un altro livello. Cambia in pochi mesi due scuole in Louisiana per poi arrivare Carlisle School a Martinsville, in Virginia, contemporaneamente al raggiungimento della fama grazie a un video, targato ormai 2012, in cui le sue qualità sono state viste da oltre due milioni di utenti.

A livello liceale lascia tutti a bocca aperta, come dimostrano i 22.2 punti, 13.1 rimbalzi, 1.9 assist, 1.4 recuperi e le 4.5 stoppate di media. Con questi numeri è con un ball-handling sempre  più impressionante, è il momento di un nuovo video virale, questa volta da un milione e duecentomila click.

L’unica costante della vita di Thon è il viaggio, ecco perché, insieme al fratello, si trasferisce in Canada, all’Athlete Institute di Mono, Ontario, dove il già citato Edward Smith era diventato assistente allenatore, studiando alla Orangeville Prep, scuola frequentata anche da Jamal Murray, ormai ex Kentucky e settima scelta assoluta (Denver Nuggets) nel Draft 2016.

Ormai Thon Maker è sulla bocca di tutti, gli appassionati sono curiosi di vedere se può diventare un nuovo Kevin Durant o un Anthony Davis, deve solo scegliere il college in cui andrà a giocare per il suo, si suppone, unico anno universitario.

CONFUSO – “Il nuovo fenomeno”, “The Next Chosen One”. Insomma, i soliti aggettivi che vengono attaccati ai fenomeni mediatici sportivi nell’era social. Maker quindi decide di cavalcare l’onda e di riclassificarsi diplomandosi in anticipo, in sostanza non sarebbe arrivato al college nel 2016 ma nel 2015, pronto quindi per confrontarsi con giocatori quali il compaesano australiano Ben Simmons.

Maker viene quindi convocato per il Nike Hoop Summit in cui segna 2 punti (dalla lunetta) con 0/5 dal campo aggiungendo però 10 rimbalzi. Maker sembra più fuori luogo del previsto e molti iniziano a capire che tre minuti di giocate su YouTube non sono poi così esplicativi di un giocatore. Le offerte per lui restano tantissime ma la pressione inizia a essere tanta così Maker fa una cosa quasi senza precedenti: non prende alcuna decisione sul college e al tempo stesso non diventa professionista (alla Jennings e Mudiay, per capirci) ma ritorna ad Athlete Insitute a fare a tutti gli effetti un ulteriore anno di liceo, benché si fosse già diplomato.

LE MIGLIORI SCELTE DELLA MIA VITA – Molto probabilmente è proprio questo che Thon Maker sta pensando ora, dopo una serie di decisioni controverse ma sostanzialmente funzionali. Ma andiamo per gradi. Dopo la scelta di tornare al liceo, iniziarono a girare voci sulla poca stabilità, tecnica e mentale, di Thon Maker, sul fatto che fosse un bambino impreparato in un corpo di 216 centimetri con la quasi totale incapacità di gestire la pressione.  Fatto sta che quasi nessuno tornò a seguire Thon Maker nella sua nuova stagione in Canada, anche perché era risaputo che il ragazzo sudanese fosse dominante. Il fatto che una volta ogni tanto uscisse qualche immagine di questo tipo, faceva ricordare agli appassionati che il nuovo wannabe Durant-Garnett c’era ancora.

Ora però Thon non vola più alto tra i media e tra gli addetti ai lavori, anzi preferisce restare al coperto, senza che nessuno parli di lui.
Tutti si aspettano che Thon, a fine anno, scelga un college per seguire il normale iter. Durante il periodo di recruiting ho anche avuto l’occasione di parlare con un paio di assistenti in college presenti nella lista di Thon Maker e entrambi mi avevano detto di non aver chiaro cosa il ragazzo avesse in mente di fare, motivo per cui era quasi impossibile incentrare il recruiting su di lui, per quanto forte e talentuoso fosse.
Ma ecco che diventa tutto più chiaro quando Thon sgancia la bomba: ha deciso che andrà direttamente in NBA. “Impossibile, hanno fatto una regola apposta per impedire il passaggio dal liceo alla NBA, è così dal 2005”, abbiamo pensato tutti. Dopo varie consultazioni legali, la NBA gli ha dato il permesso di entrare al Draft dato che il talento cresciuto in Australia rientrava nei limiti di età (nato nel 1997), si era diplomato da un anno e aveva speso un’ulteriore stagione sui campi, che poi fossero liceali, collegiali o internazionali non è importante.

Rispunta quindi il nome di Thon Maker, rispuntano i video, rispuntano i dubbi. Maker sembra ancora grezzo nei fondamentali, difensivamente forte solo in potenza e fisicamente lontanissimo dall’essere un giocatore NBA, nonostante sia un grande lavoratore, come dimostra un netto miglioramento nella struttura muscolare, seppur eccessivamente longilinea. Addirittura iniziano a esserci dubbi sulla sua età.

In tutto questo marasma, Thon Maker ha fatto una cosa che in passato gli era stato impossibile fare: ha continuato a restare nascosto. Maker si è rifiutato di andare al Nike Hoop Summit 2016 (nel 2015 non aveva impressionato, come detto, e inoltre la squadra Internazionale, piuttosto scarsa, è stata asfaltata da Team USA), al Combine ha fatto solo test fisici (diventando peraltro il recordman nel salto in alto da fermo per un giocatore sopra i 210 centimetri) evitando ogni prova tecnica e ogni tipo di situazione di gioco cinque-contro-cinque. Ha cercato di restare un mistero per tutti. Questa tecnica di temporeggiamento, azioni vaghe e apparentemente inefficaci alla Quinto Fabio Massimo ha pagato più del previsto.

Nonostante molti Mock Draft lo dessero a fine primo giro, Maker viene scelto alla numero 10 assoluta da Milwaukee tra lo stupore generale. Gli esperti di The Vertical nella loro diretta di Yahoo Sports hanno anche rivelato che, parlando con l’agente di Thon, questo ha detto di non sapere come sarebbe andata la serata: “Primo giro? Non so, forse secondo. Sinceramente non ne ho idea”. Che lo sapesse o no poco importa, il ragazzo sudanese va infatti nel Wisconsin ad abbracciare con le sue lunghissime braccia i nuovi compagni, giocatori altrettanto alti e moderni quali Giannis Antetokounmpo e Jabari Parker. Probabilmente, anzi quasi certamente, non potrà contribuire fin da subito alla causa dei Bucks per i problemi di cui sopra ma resta un talento da tenere d’occhio. Ovvio che una decima scelta assoluta comporta diverse responsabilità, sta a lui infatti, per usare un paragone con altre scelte numero dieci, cercare di diventare un Paul George piuttosto che un Mouhamed Sene. A proposito di scelte con la numero dieci, una celebre scelta passata ha già espresso un suo giudizio nella notte del Draft.

MAKER 1 – 0 NCAA – Ciò che ha fatto Thon Maker è rivoluzionario e molto più importante di quanto si possa pensare. Thon infatti ha sconfitto la NCAA.
Come già accennato, dal 2005 ogni giocatore è obbligato ha frequentare almeno un anno di college basket prima di diventare professionista, cosa che può essere difficile per vari motivi: alcuni non si adattano al livello fisico/tecnico (ogni riferimento a Skal Labissiere e Cheick Diallo è puramente voluto), altri non riescono a combinare sport e studio, altri ancora finiscono per perdersi in una rete di soldi sottobanco e accordi discutibili in stile Jesus Shuttlesworth in “He Got Game”, mentre altri ancora provano l’avventura del professionismo dove possono anch’essi faticare contro dei veterani (come Brandon Jennings a Roma) o semplicemente finiscono in posti in cui il livello di competizione lascia solo ulteriori dubbi agli addetti ai lavori (Mudiay in Cina). Thon Maker ha tirato fuori il coniglio dal cilindro dato che ciò gli ha permesso di entrare in NBA dopo un anno in cui ha potuto allenarsi in tutta tranquillità, lontano dai riflettori, lontano dallo studio (ricordo che bisogna essere diplomati da un anno prima di arrivare in NBA), in un ambiente sicuro e che già conosce da anni, senza doversi allontanare dal fratello Matur, anch’esso un talento molto interessante, e dal sempre presente Edward Smith, tutore legale del ragazzo. Il tutto pur mantenendo l’hype che un ragazzo di 2.16m può lasciare quando lo si vede distruggere i coetanei o eseguendo un crossover degno di una guardia.

Le cifre parlano chiaro, con questa modalità che combina pochi rischi, curiosità, segretezza e hype, Thon Maker ha strappato una decima chiamata assoluta, non solo un titolo prestigioso ma anche e soprattutto un contratto garantito di 6 milioni di dollari nei suoi primi 4 anni di NBA (2+2 opzionali, per la precisione), contratto garantito con percentuali di rinnovo da Lottery Pick che non spetta invece ai Cheick Diallo e Skal Labissiere che hanno provato a mettersi in gioco nei migliori college d’America, Kansas e Kentucky, salvo poi fallire rispetto alle aspettative.

Insomma con una semplice decisione Thon Maker non solo si è costruito una decima chiamata in un Draft NBA, per quella conta anche il suo enorme talento, ma rischia soprattutto di aver messo il più grande bastone tra le ruote di una bicicletta chiamata NCAA dai tempi di Ed O’Bannon. Altri lo seguiranno in questo tipo di decisione? La NCAA cambierà il regolamento per modificare questa situazione? Esisterà una futura “Thon Maker Rule”? Al momento non c’è ancora nulla di concreto ma la situazione è molto più spinosa di quanto si pensi.  L’unica cosa certa è che agli addetti ai lavori NBA piace il mistero, vedere il meno possibile è più interessante di qualcosa che si conosce. E’ il principio della scatola misteriosa di Peter Griffin: perché prendere una barca quando c’è la scatola? Potrebbe addirittura essere una barca.