Thunder senza Ibaka e Spurs con Parker a mezzo servizio. Come cambiano gli equilibri della serie?

Roma. Thunder e Spurs si sono appena lasciate alle spalle squadre toste come Clippers e Trailblazers ed è già tempo di ricominciare a far sul serio. Le finali di Conference iniziano lunedì e non c’è tempo per lunghi riposi e relax. Ci si gioca tutto fin da subito. In un angolo del ring di questo pirotecnico combattimento, nel senso più sportivo del termine, vi sono Durant e Westbrook che ci provano per davvero dopo la cocente delusione del 2012, dall’altro ci sono i soliti, gli immancabili, i “vecchi” San Antonio Spurs. Le ore che precedono la prima partita che si giocherà all’AT&T Center di San Antonio, Texas, non sono tanto tranquille, anzi.
Entrambi gli staff medici sono a lavoro per cercare di capire e analizzare le condizioni fisiche di due dei possibili protagonisti della serie, ovvero sia Serge Ibaka e Tony Parker. Partiamo dalla situazione clinicamente più definita, vale a dire quella di “Air Congo”, al secolo Serge Ibaka. Nel tentativo di stoppare una penetrazione di Chris Paul, il centro dei Thunder attera in maniera brusca sul terreno di gioco, prova ad accompagnare la discesa dalle solite altezze proibitive scaraventandosi a terra ma i risultati non sono così efficaci. Prova a rialzarsi ma stenta addirittura a camminare e guadagna la via degli spogliatoi.7583630 I Thunder vinceranno poi Gara6 ma il post partita non è dei migliori perché la risonanza magnetica effettuata nelle ore successive ha evidenziato una lesione muscolare del polpaccio destro. I tempi di recuper sono molto incerti e lo staff medico dichiara “OUT INDEFINITELY” Serge Ibaka. In parole più semplici, Playoff finiti per il lungo naturalizzato spagnolo. Se da un lato coach Brooks perde una pedina fondamentale del suo scacchiere, coach Pop deve fare i conti con un altro guaio fisico, sicuramente di entità minore rispetto a quello di Air Congo. Preoccupano in casa Spurs le condizioni di Tony Parker, vero leader e trascinatore di San Antonio in questi PO. Durante il primo tempo di Gara5 contro i Portland Trailblazers il playmakerino francese lascia il campo, va negli spogliatoi e viene seguito a ruota dal medico di squadra Paul S. Saenz e dal general manager R.C. Buford. La partita sfilerà via bene per gli Spurs e Parker non farà rientro in campo anche per una questione di precauzione ma anche nel caso di Tony la risonanza magnetica non darà eccellenti notizie. Il nativo di Bruges soffre infatti di un fastidio muscolare al tendine posteriore del ginocchio, non nuovo a trattamenti specifici di risanamento. Le condizioni sono tenute sotto controllo e lo stesso Popovich si dice fiducioso già per l’opening game di lunedì sera. La previsione e la scelta più plausibile è quella, per lo meno a inizio serie, di un utilizzo limitato del franco-belga che, però, potrebbe influire non poco sull’economia del gioco degli Spurs.

Thunder senza Ibaka e Spurs con Parker inizialmente a mezzo servizio. Come possono cambiare le frontline e i set difensivi delle due squadre? La risposta non è così di facile intuizione come potrebbe essere. Le implicazioni offensive da una parte e difensive dall’altra possono effettivamente alterare gli equilibri di una serie che almeno sulla carta non vede favoriti. Cominciamo dalle scelte che dovrà fare coach Brooks che dovrà quindi fare a meno del suo miglior lungo. L’impatto in questi Playoff di Serge è sicuramente positivo: 12.2 punti, 7.3 rimbalzi e 2.2 stoppate le sue medie durante questi primi 2 round, il tutto condito da un preciso 61.6% dal campo. ibakaIl rammarico di non averlo sarà doppio viste e considerate le cifre che ha fatto registrare durante la Regular Season nelle partite contro gli Spurs: 14 punti di media con 11.5 rimbalzi e ben 4 stoppate ad allacciata di scarpe. La scelta non semplice di coach Brooks si fonda su due concetti diversi: può inserire nella frontline un positivo Steven Adams, il rookie neozelandese che tanto ha fatto bene nella serie contro i Clippers, oppure giocare la carta del doppio playmaker, spostando Kevin Durant nella posizione di numero 4. Quest’ultima soluzione, però, potrebbe non convincere del tutto Brooks che nella metà campo difensiva dovrebbe far affidamento su un KD accoppiato con uno tra Splitter e Duncan. Sarà una valutazione molto difficile, in particolar modo quella che riguarda proprio l’ambito difensivo. Ibaka è quell’ancora difensiva che consentiva all’area di OKC di rimanere chiusa, imperforabile anche grazie alle incredibili doti atletiche del centro congolese. La delicata decisione di Brooks, dunque, dovrà tener conto anche dell’impatto dei lunghi nero argento. Offensivamente parlando, le responsabilità di Westbrook e Durant aumenteranno e se l’MVP mantiene le percentuali delle serie precedenti saranno dolori per chiunque si ponga dinanzi a lui.

La situazione di Parker è leggermente diversa ma sicuramente non meno complessa dal punto di vista della gestione. Popovich dovrà in qualche modo abbassare il minutaggio di Tony per avere magari meno punti ma allo stesso tempo minuti e giocate di qualità. Le medie di TP9 sono stratosferiche in questi PO: 19.3 punti (media scesa per via dell’ultima partita da 0 punti in 10’), 5.6 assist per gara e il 48,5% dal campo. Mentre per Ibaka si fa un discorso più difensivo che offensivo, qui si è costretti a fare il contrario. Sebbene Parker sia un discreto difensore, non bisogna nascondere il ruolo di primo violino offensivo nei set di San Antonio. Rimpiazzare inizialmente o preferire un altro giocatore al franco-belga è una decisione tutt’altro che semplice. Un’idea potrebbe essere quella di far partire Manu nel quintetto ma l’accoppiamento con l’esplosivo Westbrook sarebbe complesso. La scelta più logica sarebbe quella di inserire nello starting five il vero sostituto di Parker, ovvero sia Mills, ma sappiamo che coach Pop non è nuovo a sorprese, anche se cercherà di recuperare il prima possibile un giocatore di fondamentale importanza. Tony-Parker1Qualora il fastidio muscolare di Parker dovesse essere eccessivo tanto da costringere il playmaker a dare forfait, gli Spurs dovranno far ancor più affidamento sulle doti dall’arco di Green, sulla difesa e sulla corsa di Leonard e sul talento finissimo di Tim Duncan. Una situazione simile già si è riscontrata in questi PO, precisamente con Mike Conley. In Gara6 il playmaker di Memphis aveva accusato lo stesso problema al ginocchio ma nella gara successiva era regolarmente in campo, anche se non al 100%. Forse, e dico forse, sapendo di Conley, un piccolo sorriso può scappare anche ad uno come Popovich.

Gli equilibri dell’intera serie possono cambiare in base a queste due defezioni ma sicuramente queste Finals di Conference non perdono il loro prestigio e il loro fascino. Una sfida da vivere fino in fondo, tutto di un fiato.