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NBA Preview: Warriors, nuovi “Big Three” per riportare il titolo sulla Baia

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A meno che non abbiate passato la vostra estate in vacanza dalle parti di Marte o su un qualsiasi altro pianeta del sistema solare, dovreste essere a conoscenza di ciò che è successo il 4 luglio 2016, quando theplayerstribune.com ha pubblicato una lettera firmata da Kevin Durant, all’interno della quale il nativo di Washington annunciava la decisione di lasciare gli Oklahoma City Thunder per approdare ai Golden State Warriors, vicecampioni NBA. Com’era facilmente immaginabile, oltre ad aver mandato in “down” i server del sito, la decisone di Durant ha dato il via a ogni tipo di discussione sulla bontà della scelta, esattamente come accadde l’indomani dell’8 luglio 2010, quando LeBron James comunicava tramite la ESPN di “portare i propri talenti a South Beach”. Con l’aggiunta dell’ex OKC, gli Warriors rafforzano ulteriormente il proprio ruolo di regina della Western Conference e la candidatura a favorita per il titolo, in coabitazione con i Cleveland Cavaliers.
Affrontato il (doveroso) discorso Durant, vanno messi agli atti altri cambiamenti per la squadra della Baia: si parte dalla panchina, dove il vice di Steve Kerr non sarà più Luke Walton, emigrato nella sua Los Angeles per rivestire il difficile ruolo di capo allenatore dei Lakers nell’anno 1 D.K. (Dopo Kobe). Oltre a Harrison Barnes (che, per ovvie ragioni, non è stato rifirmato dopo l’arrivo di Durant), la grande perdita per Golden State si registra sotto i tabelloni, con Andrew Bogut che raggiunge proprio Barnes nel roster dei Dallas Mavericks. Al suo posto, sempre dal Texas, arriva Zaza Pachulia che, dopo l’ottima stagione terminata a oltre 8 punti e 9 rimbalzi di media, è pronto a prendere il posto in quintetto lasciato dall’Australiano ex prima scelta al Draft.
Dagli Spurs, poi, arriva anche David West, forse all’ultima vera occasione di mettersi al dito un anello da campione NBA, che va a rinforzare un reparto lunghi del quale fanno parte, oltre al georgiano, anche Varejao e il neo arrivato McGee, chiamato a sostituire Ezeli, accasatosi a Portland.

DOVE ARRIVANO:steph
Ripetere il 73-9 risulta parecchio difficile, anche in vista dei playoff, dove l’aver tirato il freno a mano può tornare utile per avanzare senza troppi intoppi in una conference comunque non semplicissima. I veri antagonisti sono, ancora una volta, i soliti San Antonio Spurs, che però potrebbero pagare il dazio del ritiro di Tim Duncan, nonostante sia stato rimpiazzato nel miglior modo possibile, ovvero con Pau Gasol, in uscita dalla poco fortunata avventura con gli Chicago Bulls.
Con il potenziale offensivo a disposizione di Kerr, il minimo obiettivo stagionale è il raggiungimento delle Finals, a condizione, però, che lo spogliatoio non “imploda” come già avvenuto per i Lakers dell’edizione 2012/13. Se Kerr sarà bravo a far convivere in un pollaio tutti i suoi “galli”, allora la strada per il secondo titolo in tre anni potrebbe essere meno impervia del previsto.

QUINTETTO IDEALE:

Curry – Thompson – Durant– Green – Pachulia.  Sesto uomo: Iguodala

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