NCAA Speciale March Madness

Chiamatelo “Mr. March”: ecco perché Tom Izzo è il miglior allenatore da Torneo NCAA

tom izzo

Da quando sulla panchina c’è quel maestro di vita e di pallacanestro che risponde al nome di Tom Izzo, marzo è sempre stato il mese più eccitante dell’anno per Michigan State. Dopo aver vinto il torneo della Big Ten, gli Spartans clamorosamente non hanno ottenuto la testa di serie n.1, ma si sono dovuti accontentare della n.2. Poco male, perché MSU è comunque da considerare tra le favorite per le Final Four, dato che stavolta può contare non solo su uno dei migliori allenatori nella storia del college basketball, ma anche su un talento del calibro di Denzel Valentine che, nonostante l’infortunio subito nel bel mezzo della stagione, potrebbe essere il primo giocatore di sempre a chiudere una stagione in NCAA con una media di almeno 19 punti, 7 rimbalzi e 7 assist.

Ma torniamo a Tom Izzo, che ormai è conosciuto anche come “Mr. March”, soprannome che si è conquistato con ampio merito, dato che stiamo parlando di un uomo che nelle ultime 19 stagioni ha sempre condotto i suoi ragazzi a uno degli eventi più prestigiosi e attesi dell’anno, pur facendo parte di un ateneo che non può essere considerato ai livelli di quelli di Duke, Kansas, Kentucky. Ma soprattutto la sua Michigan State raramente si è limitata a fare da comparsa, dato che per 13 volte è arrivata almeno alle Sweet 16 e in 9 occasioni è approdata alle Elite Eight. Nel caso in cui non lo sapeste, il motto di Izzo nel mese di marzo è il seguente: “Se i giocatori vincono la prima, io vincerò la seconda”. Può sembrare una delle classiche frasi fatte, e invece corrisponde alla pura realtà: pensate che nel terzo round i suoi Spartans hanno la miglior percentuale di vittoria della storia, grazie ad un record di 13-1.

L’obiettivo per l’edizione di quest’anno del Torneo NCAA sarà quello di provare a conquistare l’ottava Final Four dell’era Izzo, che tra l’altro, secondo un’analisi di Neil Paine, giornalista di “FiveThirtyEight”, è l’allenatore più vincente nella storia della March Madness, se si confrontano le vittorie ottenute con quelle che erano le aspettative iniziali. Ad esempio, una testa di serie n.7 (come Michigan State l’anno scorso) mediamente vince 0.9 partite a Torneo, ma gli Spartans nel 2015 sono andati ben oltre le previsioni, raggiungendo le Final Four. Non sarà quello che ha vinto più titoli NCAA, anche perché non è alla guida di un super potenza collegiale, ma i numeri parlano chiaro: dal 1985 ad oggi, nessun altro allenatore ha vinto inaspettatamente più partite di lui. In conclusione, vi lasciamo con un paio di numeri interessanti che aiutano a comprendere ulteriormente la grandezza del lavoro svolto nel corso degli anni da Tom Izzo. 

13 – Come le vittorie conquistate da coach Izzo quando ha incrociato un’avversaria con un seed più alto di quello della sua Michigan State. Le ultime due, arrivate nello scorsa edizione contro Oklahoma e Louisville, gli sono valse il record assoluto: per quanto riguarda i successi inaspettati, nessuno è neanche lontanamente paragonabile a lui, tanto che Rollie Massimino e Lute Olsen sono già a -2. E il tassametro scorre ancora…

9 – Come le presenze alle Elite Eight, che gli Spartans tendono a vincere spesso e volentieri sotto la guida di Izzo: pensate che hanno un record di 7-2, a dimostrazione del fatto che il signore seduto in panchina “Mr. March” lo è fino in fondo.

1 – Come l’unico successo ottenuto alle Final Four. In pratica, è come se Michigan State vestisse i panni della cenerentola per l’intero mese di marzo, salvo poi tornare alla normalità con l’avvento di aprile. Infatti, solo due volte gli Spartans sono arrivati a giocarsi il titolo nazionale, vincendolo nel 2000, mentre nelle altre cinque occasioni sono sempre usciti in semifinale.

7 – Nonostante ciò, dal 1999 ad oggi Izzo ha portato la sua squadra tra le quattro migliori del panorama cestistico collegiale per ben sette volte. Nello stesso arco di tempo, nessuno è riuscito neanche lontanamente ad avvicinarsi: pensate che coach K è a quota 4 (e allena Duke, non proprio gli sbarbatelli dietro casa), così come Billy Donovan, mentre Roy Williams può vantare cinque apparizioni. La differenza tra Izzo e questi tre allenatori citati sono i titoli, dato che Tom ne ha vinto solo uno. Ma non va dimenticato che lui è spesso e volentieri partito in qualità di outsider, e comunque può vantare la quarta striscia più lunga di sempre con le sue 18 apparizioni consecutive al Torneo (condite da 13 Sweet16 e 9 Elite Eight), che sono diventate 19 quest’anno.