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Come nasce la Silent Night? Alla scoperta di una delle più famose tradizioni NCAA

Taylor University segna i primi due punti. Ci sono più di 2.500 persone attorno al campo da gioco, eppure nessuna emette un suono, mostra un’emozione o batte le mani. La scena si ripete altre due volte, poi però il canestro di Darayl Johnson per l’ottavo punto di Taylor smuove la situazione: la folla rimane silenziosa, ma si avverte che l’atmosfera sia diversa e abbia acquisito una certa elettricità. Poco dopo Keaton Hendricks, un freshman, attacca il ferro, trova il layup vincente e subisce anche fallo, permettendo alla sua squadra di arrivare in doppia cifra e soprattutto al pubblico di esplodere in un grande boato, seguito dalla solita calca di gente festante sul parquet, come se la propria squadra avesse vinto il titolo nazionale.

Tutto questo è la Silent Night, edizione 2014, ovvero una delle più antiche e famose tradizioni legate alla pallacanestro collegiale. In pratica tale evento consiste nell’osservare in assoluto silenzio la partita del venerdì precedente alla sessione di esami, fino a quando la squadra di casa non segnerà il decimo punto, dando così via ai festeggiamenti. Quello che in pochi sanno, però, è che la Silent Night non è sempre stata come la vediamo ora. Quando Jay Kesler era il rettore della Taylor University, a partire dal 1980 la tradizione prendeva il nome di Holipalooza e si svolgeva nel seguente modo: dopo aver assistito alla partita di pallacanestro, gli studenti erano invitati nella residenza universitaria del rettore, dove quest’ultimo si faceva trovare in pigiama, offriva biscotti e raccontava storie di natale. Il tutto si concludeva con una preghiera e la visione del film “A Christmas Story”. Con la pausa semestrale dietro l’angolo, tutto ciò era fatto per far sentire gli studenti di Taylor come in una grande famiglia.

Tale tradizione è stata portata avanti in maniera invariata per quasi un decennio. Nel 1988 sempre il rettore Kesler si presentò alla partita del venerdì precedente agli esami in pigiama; un anno più tardi tutti gli studenti seguirono il suo esempio. Ed è così che ha iniziato a prendere vita la Silent Night, che poi si è trasformata sostanzialmente in quella che conosciamo anche noi oggi a partire dal 1997: allora per la prima volta l’università di Taylor assistette in totale silenzio all’incontro, fino a quando la squadra non realizzò il suo decimo punto.