NCAA Speciale March Madness

East Regional Preview: North Carolina davanti a tutti, Kentucky e Indiana le rivali più agguerrite

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L’East Regional risulta interessante soprattutto per l’alto numero di potenze del college basketball che contiene. Non tutte sono accreditate per fare strada, ma alcune di loro hanno grandi aspettative per questo Torneo. Prima fra tutte North Carolina, ma anche Kentucky e Indiana hanno più che legittime ambizioni. Andiamo a scoprire alcune delle squadre più interessanti di questa porzione di tabellone.

LA NUMERO UNO ─ NORTH CAROLINA
I Tar Heels non avevano il seed #1 nel proprio Regional dal Torneo del 2012, quando erano la testa di serie principale del Midwest. In quell’annata, UNC si fermò solamente ad un passo dalle Final Four contro la #2, quella Kansas di cui la stella era Thomas Robinson. L’edizione 2011/2012 dei Tar Heels era piena di talento, profonda e completa. Anche chi segue solamente la NBA riconoscerà un paio di nomi di quel quintetto: Kendall Marshall, Reggie Bullock, Harrison Barnes, John Henson e Tyler Zeller, con James Michael McAdoo e P.J. Hairston ad uscire dalla panchina. Anche questa volta, nel giro di qualche anno potremmo ritrovarci al piano di sopra la maggior parte dei Tar Heels attuali. Per esempio Brice Johnson, che è cresciuto anno dopo anno fino a diventare un’autentica forza della natura. UNC fa affidamento su di lui per assicurarsi punti e rimbalzi nel pitturato. Il regista, Marcus Paige, è abbastanza diverso da Kendall Marshall, ma è comunque uno degli elementi più affidabili nel ruolo a questi livelli. E poi c’è Justin Jackson, che è migliorato molto dal punto difensivo. Dopo aver vinto il titolo ACC (mancava dal 2008, quando Tyler Hansbrough fu MVP), UNC arriva al Torneo con credenziali importanti, dovute al suo gioco efficace e gradevole, con ampia circolazione di palla. Occhio ai Tar Heels.

LA RIVALE ─ KENTUCKY
Il sistema degli one and dones adottato da coach Calipari per i suoi Wildcats non sempre permette a Kentucky di avere la squadra più talentuosa della nazione, come invece avvenuto nel 2012 e l’anno scorso. Però, questo è ormai assodato, Kentucky è sempre una squadra che può scalare le graduatorie e vincere le partite grazie al talento degli interpreti. Il titolo della SEC, per la 29a volta, è andato a loro dopo la vittoria all’overtime su Texas A&M. Protagonista assoluto (della partita e della squadra nel complesso): Tyler Ulis, autore di 30 punti e 5 assist. Il piccoletto (è alto 1.75m) ha preso i gradi di leader della squadra, dopo che aveva comunque giocato 23.8 minuti di media nella squadra che un anno fa ha fatto una stagione (quasi!) perfetta. È un leader e un passatore eccezionale, un giocatore che potrà sicuramente mettersi in mostra in questo Torneo. I riflettori saranno puntati anche su Skal Labissiere, freshman considerato un potenziale fuoriclasse della NBA del futuro. La stagione dell’haitiano, però, è stata ben al di sotto delle aspettative (6.5 punti e 3.1 rimbalzi in 15.6 minuti di utilizzo) e le sue quotazioni sono crollate: quale vetrina migliore del Torneo per rilanciarsi? Attenzione anche al freshman Jamal Murray, autentico trascinatore con 20.1 punti e 5.1 rimbalzi a partita.

LE OUTSIDERS ─ INDIANA, NOTRE DAME, PROVIDENCE
Michigan ha cambiato le carte in tavola eliminando gli Hoosiers dai Playoffs della Big Ten, ma comunque Indiana resta una delle squadre più interessanti di questo Regional. Più di 82 punti segnati a partita e un points differential di +14 sono dati intriganti, ma c’è un qualcosa di più interessante da guardare quando ci si trova davanti agli Hoosiers: Yogi Ferrell. Il senior è definitivamente sbocciato, facendo registrare le migliori cifre della carriera praticamente in ogni voce statistica (17 punti, 5.5 assist, 45.9% dal campo e 41.7% dall’arco). Lo scontro iniziale con Chattanooga, però, è agevole solo sulla carta: è una squadra che sa difendere forte e che ha saputo non pagare fino ad ora l’assenza di Casey Jones.

I Fighting Irish arrivano invece al Torneo con la stessa coppia che, l’anno scorso di supporto a Jerian Grant, spaventò la Kentucky (apparentemente) imbattibile di Karl-Anthony Towns nella finale del Midwest Regional (i Wildcats vinsero per 68-66). Demetrius Jackson è un playmaker dalle grandi doti di ball-handling e dalla spettacolare visione di gioco, Zach Auguste è un lungo solido che ha saputo trovare maggiore continuità ed è una minaccia quando innescato in situazioni dinamiche. È attorno a loro che si sviluppa il gioco di Notre Dame, con l’energia positiva di Vasturia e i tiri da fuori di Beachem a fare da degno contorno. Per UND potrebbe esserci, a seconda dell’esito delle First Four, una sfida intrigantissima contro Michigan al secondo turno.

Providence non è solo Kris Dunn e questa è già di per sé una notizia degna di interesse. Il sophomore Ben Bentil si è affermato come miglior marcatore della squadra a 21.1 punti di media, in aggiunta a 7.8 rimbalzi. Nella prima partita dei Playoffs della Big East, Bentil ne ha segnati 38 con 16/24 al tiro e 5/9 da tre. Dunn, certo, resta comunque l’attrazione principale, anche per il fatto di essere una potenziale scelta da Top5 nel prossimo Draft NBA. Il playmaker dei Friars ha disputato una stagione da 16 punti, 5.5 rimbalzi e 6.4 assist. Providence è una squadra solida, concreta. Non per forza spettacolare, ma comunque insidiosa per le avversare che dovranno affrontarla, USC in primis. Se al terzo turno dovessero affrontarsi North Carolina e Providence, non date per scontato l’esito dell’incontro.

LA POSSIBILE CENERENTOLA ─ STONY BROOK
Per i Seawolves si tratta della prima partecipazione al Torneo nella storia dell’ateneo. La testa di serie numero 13 causa a Stony Brook un accoppiamento subito proibitivo contro Kentucky, ma sappiamo bene che in un contesto di partita secca sono i grandi giocatori a fare la differenza e il college newyorkese ha un fuoriclasse: Jaamel Warney. Un tornado che si è abbattuto sull’America East a suon di punti e rimbalzi. Nel primo turno dei Playoffs di Conference, ha realizzato contro UMBC una doppia-doppia da 27 punti e 23 rimbalzi. Ancora meglio ha fatto in finale, contro Vermont: 43 punti, 10 rimbalzi, 4 stoppate e 18/22 al tiro. Un lungo dominante sulle due metà campo, con un’ottima mano ed un’efficacia che non si limita alle situazioni spalle a canestro. Stony Brook è una delle migliori squadre della nazione per efficienza difensiva e per dominio a rimbalzo, per cui la prima partita per Kentucky potrebbe risultare più complessa del previsto.