NCAA Speciale March Madness

I 5 migliori prospetti per il Draft NBA ancora in corsa nel Torneo NCAA

#5 DOMANTAS SABONIS, PF/C – GONZAGA
Nonostante si siano presentati con la testa di serie n.11, i Bulldogs sono molto più temibili di quello che si potrebbe pensare. Lo hanno dimostrato soprattutto nel secondo round, in cui hanno ottenuto una convincente, splendida vittoria su Utah (#3). Gonzaga si è imposta con un risultato nettissimo di 82-59 ed ha messo nuovamente in vetrina Domantas Sabonis, figlio del grande Arvydas. Dopo la doppia-doppia da 21 punti e 16 rimbalzi realizzata nel primo round contro Seton Hall, il lituano ha vinto nettamente il duello con Jakob Poeltl, centro austriaco che è ritenuto tra i più forti dell’intero panorama collegiale. Sabonis non solo ha confermato una certa durezza mentale e il solito gioco spalle a canestro, ma ha anche mostrato una certa versatilità offensiva, che lo ha portato a firmare anche 3 assist, un paio di canestri dalla media e una tripla, che sicuramente agli scout non sarà passata inosservata. Contro Utah, Domantas ha messo a referto un’altra doppia-doppia, stavolta da 19 punti (8/12 dal campo) e 10 rimbalzi, di cui 4 offensivi. In ottica NBA potrebbe essere inquadrato nel ruolo di 4, in cui potrebbe fare carriera se dovesse sviluppare ad un certo livello il suo jumper. Il lituano è un sophomore e la sua età (20 anni a maggio) lascia presagire margini di crescita importati: se dovesse dichiararsi per il Draft, verrebbe scelto sicuramente al primo giro, forse anche tra le prime 20 chiamate.

#4 GRAYSON ALLEN, G – DUKE
Dopo aver contribuito con 23 punti, 10 rimbalzi e 5 assist al successo di Duke nel primo round contro UNC-W, facendo passare in secondo piano il 4/12 dal campo in confronto al 15/17 dalla lunetta, il talentuoso sophomore dei Blue Devils è stato strabiliante nella seconda partita. È stato lui, infatti, il principale mattatore della sfida con Yale, la cui favola si è interrotta dinanzi ai suoi 29 punti con 10/15 al tiro e 5/7 da tre. Se già nel suo anno da matricola Allen era un giocatore con un jumper solidissimo e terribilmente efficace, quest’anno è diventato sempre più una minaccia seria anche da oltre l’arco, tanto da presentarsi al Torneo con il 41.7% da tre (contro il 34.6% della stagione scorsa). Contro Yale ne ha dato una chiara dimostrazione, mostrando anche quel “killer instinct” che nella NBA non può che essere apprezzato. Se dovesse presentarsi al Draft, si vocifera che gli Hornets sarebbero interessati a chiamarlo con la n.22, soprattutto se Jeremy Lin dovesse rinunciare alla “player option” da 2.2 milioni.

#3 BRICE JOHNSON, F – NORTH CAROLINA
Nella sua ultima stagione in NCAA, questo ragazzo del ’94 è definitivamente esploso, tanto da affermarsi come uno dei giocatori più determinanti dell’intera nazione. Johnson si è presentato al Torneo con 16.8 punti, 10.5 rimbalzi, 1.5 stoppate e il 61.9% dal campo in 27.6 minuti di media ed ha giocato due partite eccellenti su entrambi i lati del campo. Prima ha contribuito all’eliminazione di FGCU (#16) con 18 punti (7/11), 7 rimbalzi, 3 assist, 8 stoppate, 1 recupero e 0 palle perse; poi ha dominato Providence (#9) con una doppia-doppia da 21 punti (7/9 dal campo, 7/7 dalla lunetta) e 10 rimbalzi, aggiungendo anche 2 stoppate. Brice sta disputando davvero una gran stagione e la sua stella sta nitidamente brillando in questo Torneo: non stupitevi, se al Draft dovesse essere una lottery pick.

#2 BUDDY HIELD, SG – OKLAHOMA
8/14 dal campo, 3/6 da tre, 8/9 dalla lunetta, per un totale di 27 punti, conditi da 5 rimbalzi, 2 assist, 2 stoppate e 2 recuperi: nel primo round questa è stata la linea statistica di Hield, uno dei giocatori più talentuosi ammirati negli ultimi anni di college basketball. Se dovessimo indicare un nome di un giocatore che per stile ricorda Steph Curry, il primo che ci verrebbe in mente sarebbe proprio quello di Buddy: il quale, però, è addirittura più efficiente dello Steph di Davidson, con il suo pazzesco 46.4% da oltre l’arco su 8.5 tentativi di media. Buddy è un attaccante mortifero, che viaggia con 25 punti di media: dopo aver eliminato senza troppi problemi CSU Bakersfield (#15), Oklahoma vuole spingersi il più avanti possibile sulle ali di Hield. Un senior del suo talento, oltre che della sua efficacia dalla lunga distanza, potrebbe tranquillamente rappresentare già un buon giocatore da rotazione nella NBA: difficile che scenda oltre la n.10 del prossimo Draft.

#1 BRANDON INGRAM, F – DUKE
Con Ben Simmons che non ha raggiunto il Torneo con la sua deludentissima LSU, sono tanti i riflettori puntati sul freshman dei Blue Devils, che per alcuni potrebbe anche essere la prossima prima scelta del prossimo Draft, proprio a discapito di Simmons. Forse finora Allen è stato più decisivo di Ingram, che però ha comunque segnato rispettivamente 20 e 25 punti contro UNC-W e Yale, mettendo in mostra le sue importantissime capacità su entrambi i lati del campo: questo ragazzo, appena 18enne, difende tranquillamente su tre ruoli, ha tante soluzioni offensive (anche da oltre l’arco, come testimonia il 3/7 contro Yale) e ha degli enormi margini di crescita fisica. Il suo avvenire nella NBA è assicurato, ma intanto Duke confida in lui per provare ad arrivare fino in fondo.