Lo sapevate che... NCAA Rubriche

La storia di Travis Bader, diventato per caso miglior tiratore di sempre della NCAA

Il più grande realizzatore da tre punti nella storia della pallacanestro collegiale ha ricevuto una sola borsa di studio in Division I, ha dovuto saltare il suo primo anno e avrebbe dovuto giocare (forse) cinque minuti a partita una volta che sarebbe stato ammissibile. La sua storia nasce praticamente per caso, da un incidente, o meglio, da un ritardo di due ex compagni di squadra.

Nel caso in cui ve lo foste perso, ed è probabile, visto che non essendo un nome altisonante della NCAA non se n’è parlato moltissimo, il 2 febbraio del 2014 Travis Bader ha spezzato il record di triple a bersaglio di J.J. Redick, il veterano dei Clippers che ha segnato 457 canestri da oltre l’arco nel corso della sua carriera a Duke. Ma adesso c’è chi ha fatto meglio di lui e si è preso il primo posto: nel match dei suoi Oakland Golden Grizzlies in quel di Milwaukee, Bader ha riscritto la storia a 6’17’’ dalla fine del primo tempo, quando in uscita dai blocchi ha piazzato la bomba del sorpasso su Redick. Al termine della stagione, che ha segnato anche la fine del suo indimenticabile periodo al college, la shooting guard classe ’91 è entrato nel libro dei record della NCAA non solo per il maggior numero di triple segnate (504), ma anche di quelle tentate (1.246), viaggiando con una media del 40.5%.

Bader ha coltivato questo traguardo per quattro anni praticamente nell’anonimato, dato che la squadra, fatta eccezione per il suo anno da freshman, non ha mai colto risultati rilevanti all’interno della Horizon League e quindi non è riuscita a qualificarsi al Torneo NCAA. Ma ciò non toglie che la sua storia sia sensazionale. Per questo motivo, facciamo un tuffo nel passato e torniamo alla mattina del 12 novembre 2010.

Siamo a Morgantown, West Virginia. I Grizzlies sono pronti a partire dall’hotel per la sessione di tiro e per preparare gli ultimi aspetti di un match difficile, dato che i padroni di casa sono reduci da un’apparizione alle Final Four. Tutti sono pronti, eccetto due ragazzi: Reggie Hamilton e Ledrick Eackles, che arrivano sull’autobus con un minuto di ritardo. Un infuriato coach Greg Kampe ha comunicato d’istinto ai due ragazzi che non avrebbero iniziato la partita, senza però sapere ancora chi diavolo avrebbe fatto giocare al loro posto. Dopo un po’ si è girato verso Bader e gli ha fatto un cenno col capo, come a dire “ragazzo, tocca a te”.

A quel punto un misto di adrenalina e nervosismo ha assalito Travis che, al termine della sessione di tiro, ha sentito la necessità di chiamare una delle sue sorelle maggiori per calmarsi un attimino. Non appena si è alzata la palla a due del match tra West Virginia e Oakland, la magia ha avuto inizio: la matricola dei Grizzlies è apparsa devastante, infilando subito 8 dei primi 10 punti della sua squadra e facendo aprire così gli occhi su di lui, innanzitutto al suo allenatore. Ed è così che è nato il mito di Bader, che tra l’altro ha anche formato una gran coppia con il ritardatario Hamilton: nella stagione successiva, sono diventati una delle rarissime coppie di guardie a realizzare nella stessa annata almeno 100 triple a testa.

Tra tutti i college di Division I, solo Oakland ha offerto un posto a Bader. Essendo cresciuto a 10 minuti di auto da Michigan State, dove suo padre ha trascorso otto anni in qualità di coordinatore della squadra di pallacanestro, il piano era quello di entrare a far parte dei fortissimi Spartans di coach Izzo, se non fosse arrivata nessuna offerta dalla D-I. Ma alla fine Oakland è arrivata e Travis ha potuto fare qualcosa di importante da protagonista vero, senza correre il rischio di passare per un raccomandato.

Cosa che non è, perché stiamo parlando di un ragazzo che durante tutti gli anni del suo liceo si è diviso tra gli allenamenti in un Breslin Center vuoto dopo la scuola e quelli a casa del suo migliore amico, trascorsi tirando fino a quando non calava del tutto il sole. Una volta al college, il suo impegno non è di certo cambiato, forse è addirittura aumentato: non essendo la palestra esclusiva della squadra di basket, Bader era solito arrivare alle prime luci del mattino per fare un po’ di allenamento extra e la sera non si ritirava, se non aveva fatto almeno 500 tiri.

Nel corso di questa estate non è stato scelto al Draft ed ha svolto le Summer League con i Sixers, ma soprattutto si è guadagnato il suo primo contratto da professionista con l’Asvel Basket, squadra che milita nel massimo campionato francese.