Alla scoperta di Arizona: i segreti della miglior squadra della NCAA

Già nella preseason ad Arizona veniva riconosciuto il potenziale di essere uno dei migliori team della nazionale. Iniziamo subito a dire che i Wildcats non sono solo Aaron Gordon, che è certamente un grande talento, non a caso miglior realizzato dell’under 19 che ha vinto la medaglia d’oro quest’estate. C’è Nick Johnson, guardia tiratrice che ha un jumper molto solido, ma allo stesso tempo è un ottimo atleta. Ci sono Kaleb Tarczewski e Brandon Ashley, che già avevano mostrato di avere del potenziale nella loro stagione da freshmen. Ma la cosa più importante di tutte è che finalmente Arizona ha un playmaker in grado di coinvolgere i compagni di squadra che risponde al nome di T.J. McConnell.

Stanotte i Wildcats hanno ottenuto l’ennesima vittoria convincente della stagione, andando ad espugnare il campo di UCLA per 79-75. Adesso sono 16 le vittorie consecutive e ancora 0 le sconfitte: Arizona non solo sta confermando il potenziale che le si riconosceva quest’estate, ma sta dimostrando di essere meritatamente la n.1 del ranking. Nella scorsa stagione le squadre si sono alternate in testa una continuazione: basti pensare che nel solo mese di gennaio il primo posto è passato tra le mani di quattro squadre diverse. Quest’anno, invece, i Wildcats sono saldamente alla n.1 da cinque settimane consecutive: questo perché hanno subito trovato la quadratura del cerchio ed hanno anche dimostrato una certa abilità nel riuscire a vincere quando non riescono ad esprimersi al meglio.

Tutto merito della loro difesa e di T.J. McConnell, che sta rendendo più di quello che ci si aspettava. E’ il miglior passatore della NCAA e riesce a creare per i compagni tanti tiri puliti che chiedono solo di essere spediti dentro al canestro. In quattordici delle sedici partite disputate finora ha smazzato almeno 5 assist: stanotte sono stati 7 i passaggi decisivi, arricchiti anche da 7 rimbalzi. Per capire meglio l’impatto che ha sulla squadra, basta considerare che Mark Lyons, point guard titolare di Arizona nella scorsa stagione, ha servito almeno 5 assist sono in cinque occasioni in tutta la stagione.

L’altruismo di McConnell è sicuramente una delle chiavi dei Wildcats: tra l’altro il suo giocare per gli altri, finalizzato alla vittoria della squadra, sembra aver contagiato anche i compagni, che non si preoccupano particolarmente delle loro statistiche. Prendiamo ad esempio Aaron Gordon, uno dei giocatori più talentuosi della nazione e di sicuro una lottery pick: sta viaggiando con “soli” 12.3 punti di media, ma tira con oltre il 51% dal campo, prende 7.9 rimbalzi a partita e soprattutto è un fattore in difesa. Provando a riassumere quello che passa per la testa di Gordon e compagni, la filosofia è “la vittoria è la statistica più importante”.

In questo momento è difficile non affermare che Arizona è la miglior squadra della nazione, così come è difficile immaginare che non possa giocarsi le sue carte fino in fondo: magari arriveranno momenti difficili, ma i Wildcats hanno talento, mentalità ed un bel sistema di gioco. Anche quando offensivamente fa fatica, la truppa di coach Sean Miller è estremamente difficile da bucare in difesa, non solo per la stazza imponente dei vari lunghi e per la buona predisposizione di un talento come Gordon, ma anche per l’importante difesa sul perimetro che fanno McConnell e Johnson. Proprio quest’ultimo, stanotte ha tenuto Jordan Adams, il miglior marcatore di UCLA, a 12 punti con un pessimo 4/15 dal campo.

Nella scorsa stagione fu Lousiville a chiudere alla n.1 del ranking, vincendo poi il torneo NCAA: ma prima di trovare la quadratura del cerchio, perse tre partite di fila a gennaio ed una in cinque overtime contro Notre Dame. Arizona, invece, continua a migliorare vittoria dopo vittoria ed è riuscita ad evitare la sconfitta anche in tre trasferte difficili, come quelle di San Diego State, Michigan e UCLA.

Questa potrebbe essere la miglior squadra che Arizona abbia mai avuto.