Andrew Wiggins si dichiara per il Draft: ha ancora molto da provare per sfondare nella NBA

Lunedì sera, Andrew Wiggins ha sciolto ufficialmente tutti i (pochi) dubbi sul suo futuro, annunciando la scelta di lasciare Kansas dopo un solo anno per dichiararsi al Draft NBA. «Vorrei aver avuto più tempo per stare qui e fare le mie cose – ha dichiarato – Sono triste, nel Torneo ho giocato per l’ultima volta con la maglia dei Jayhawks… ma mi sono divertito molto nel tempo che ho trascorso qui, non avrei potuto chiedere di meglio».

Uscito dal liceo come il giocatore più pubblicizzato dai tempi di LeBron James, il 19enne canadese quest’anno ha dovuto fare i conti con delle aspettative davvero troppo grandi. Forse è per questo che, nonostante le sue medie da 17.1 punti, 5.9 rimbalzi, 1.5 assist, 1.2 recuperi e 1 stoppata ed un titolo di regular-season della Big 12, la sua stagione è considerata da diversi addetti ai lavori deludente. Per la maggior parte delle volte, Wiggins non è apparso il giocatore attorno a cui costruire una franchigia, per il momento non sembra avere la personalità ed il carattere per caricarsi una squadra sulle spalle e trascinarla al successo. Lo ha dimostrato nei due appuntamenti più importanti della stagione, nel Torneo di Conference, ma soprattutto in quello nazionale, dove Kansas è uscita prestissimo contro una modesta Stanford. Di sicuro la sua ultima partita della breve carriera collegiale è stata tutt’altro che indimenticabile: non è riuscito ad imporre il suo talento ed a tirare i suoi dai guai, chiudendo con soli quattro punti (sei tiri presi) ed altrettanti turnover nella sconfitta al terzo round.

Nonostante ciò, il talento e l’enorme potenziale che possiede sono assolutamente innegabili, ed è per questo la molti general manager non sembrano essere particolarmente preoccupati per la sua ultima partita disastrosa o per una personalità che ancora non è uscita del tutto. Questo perché le squadre investono tantissimo tempo per studiare un giocatore nel corso dell’intera stagione, e di conseguenza non si lasciano influenzare da qualche brutta partita, anche se in occasioni importanti. Ma di certo sanno che Wiggins a volte tende ad estraniarsi dal gioco, proprio come sanno che per il momento un altro top-freshman come Jabari Parker ha problemi di consistenza difensiva.

Wiggins ha un atletismo fuori dal comune ed ha quindi tutti gli strumenti necessari per sfondare come ala nella NBA. In transizione è praticamente un treno impossibile da fermare, ma non solo: in questa stagione in NCAA ha mostrato a tratti un jumper pericoloso ed il potenziale per essere un difensore sopra la media. Se verrà scelto alla n.1 dipenderà sostanzialmente dalle preferenze della squadra che avrà la prima scelta assoluta, ma di certo Wiggins non scenderà oltre la top 3.

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