Che Shock: Wichita State elimina Ohio State e torna alle F4 dopo 48 anni!

Finale West Regional – #9 Wichita State Shockers – #2 Ohio State Buckeyes
E’ datata 19 Marzo 1965 l’ultima apparizione di Wichita State ad una Final Four. La grande favorita, nonché vincitrice, era la mirabolante UCLA di coach John Wooden e Gail Goodrich, e, Lew Alcindor, quello che sarebbe diventato Kareem Abdul-Jabbar, era “solamente” il liceale più forte d’America. Sono passati 48 anni; John Wooden ci ha purtroppo lasciato, il 4 Giugno del 2010, Gail Goodrich ha 69 anni e si gode la pensione, Kareem Abdul Jabbar è considerato uno dei migliori cinque giocatori della storia del gioco, nonché miglior marcatore della storia della NBA.
E’ servito quasi mezzo secolo per rivedere gli Shockers ottenere, a suon di grandi prestazioni, il miglior palcoscenico del College Basketball. La squadra di Gregg Marshall è infatti entrata di diritto nella storia del torneo, grazie a due eliminazioni clamorose, la prima nel terzo turno ai danni di Gonzaga, #1 della West Region, la seconda, nelle Elite Eight, ai danni di una delle squadra più toste del tabellone, Ohio State. I Buckeyes, nettamente favoriti per l’accesso alle Final Four, si sono fatti eliminare dagli Shockers e dal loro gioco sicuro e bilanciato, supportato da una difesa solidissima, guidata dai lunghissimi e atletici Early e Hall.
Il primo tempo è un capolavoro di Wichita State, che tirando più del 50% da tre, e difendendo alla grandissima su Craft e Thomas, riesce a chiudere sul 35-22 per un clamoroso più 13 di margine. Il miracolo dei ragazzi di Gregg Marshall, però, non può arrivare con una passeggiata simile, anche se il più 20, sul 53-33, ad inizio ripresa, sembra presagire una tranquilla seconda frazione di gioco. Ohio State, sfruttando la maggior esperienza ed un tasso atletico nettamente superiore a quello di Wichita State, ha realizzato un’insesorabile rimonta, spinta da LaQuinton Ross, l’eroe delle Sweet Sixteen, e da un arruffone ma volentieroso Deshaun Thomas. Se a tutto ciò aggiungiamo la crisi inesorabile dell’attacco della squadra di Marshall, possiamo facilmente immaginare come i Buckeyes abbiano sperato fino all’ultimo di poter realizzare il colpaccio.
La drammaticità del finale è facilmente evidenziabile dal -3 Ohio State, dopo i liberi di Shannon Scott, vista la difficoltà di rimettere il pallone per gli Shockers, totalmente in bambola, a causa dell’incredibile rimonta realizzata dai ragazzi di Thad Matta.
L’eroe di giornata è, però, Tekele Cotton, che, nelle due uniche occasioni in cui Wichita State riesce a “giocare” un’azione, realizza una clamorosa tripla e prende un rimbalzo offensivo che riconsegna la palla nelle mani del miracolato Vanvleet, che realizza allo scadere il canestro dell’ennesima fuga degli Shockers. Ohio State resta in corsa ma non può bastare, perché Wichita State non molla, soprattutto a livello difensivo, e ottiene una vittoria, che da strameritata diventa pressochè miracolosa.
Grandissima delusione per Ohio State, che si rammarica di non aver mai segnato dalla lunga distanza, cosa che avrebbe fatto chiaramente la differenza, visto il margine ridotto del finale. Impresa, invece, per Wichita State, che si qualifica a discapito della testa di serie #9, grazie ad un collettivo di altissimo livello, che ha dimostrato di poter sopperire alle mancanze di esperienza mostrate anche nella gara decisiva per l’accesso alle Final Four. Pitino e Coach K sono avvisati.

#9 Wichita State Shockers: Early 12, Hall 8, Armstead 14, Cotton 10, Baker 9, Vanvleet 12, Orukpe 2, Williams 3, White
#2 Ohio State Buckeyes: Craft 9, Smith 5, Thomas 23, Thompson 4, Williams, Ross 19, Scott 6, Ravenel

FOTO: i festeggiamenti di Wichita State // AP Photo/Mark J. Terrill