College Basketball Tour Diary – Seconda tappa: Michigan Wolverines

E’ ormai il 20 di Agosto ed è ora di tornare sul treno per seguire una nuova tappa vicentina del College Basketball Tour, quella contro Michigan. C’è ancora qualcuno che non conosce il College Basketball Tour? In parole povere, si tratta di una manifestazione in cui alcune delle più importanti squadre del panorama collegiale americano sbarcano in Italia per delle partite di esibizione sfidando selezioni locali. Chi avesse bisogno di più spiegazioni non deve fare altro che leggersi l’articolo introduttivo (clicca QUI per leggerlo).

Nella prima tappa del 12 Agosto è andata in scena Notre Dame (clicca QUI per leggere il resoconto della giornata) e questa volta sono ancora più curioso di vedere cosa succederà sul parquet. Michigan non è infatti solo la squadra di maggior blasone presente a questa edizione del College Basketball Tour ma è anche quella che più dovrà cambiare rispetto alla stagione appena conclusasi. Le partenze di McGary, Stauskas e Glenn Robinson III verso la NBA hanno privato la squadra dei suoi tre fuoriclasse, inoltre la fine della carriera collegiale di Jordan Morgan, neo acquisto della Virtus Roma (clicca QUI per leggere la sua storia) e il trasferimento di Horford a Florida hanno provato i Wolveries di ogni punto di riferimento nel reparto lunghi. L’evento di Vicenza sarà dunque fondamentale per valutare le nuove rotazioni di Michigan e per rispondere ad alcune domande: chi sarà il nuovo leader? Chi il lungo di riferimento? Il sistema di gioco sarà lo stesso dell’anno scorso? La partita di questa sera sarà anche un ottimo indicatore per capire il livello fisico della squadra dato che si tratta di un back-to-back, ovvero della seconda partita in due giorni, ieri sera infatti Michigan ha vinto per 93 a 53 contro un’altra selezione locale, peraltro schierando Caris LeVert in quintetto come a dimostrare che ormai la stella della squadra ha recuperato a pieno dalla frattura da stress al piede rimediata alla fine della stagione 2013/14.
Michigan, come detto nell’articolo di presentazione (clicca QUI per leggerlo) è una squadra giovanissima, l’unico senior infatti è Max Bielfeldt, quasi mai utilizzato, e gli unici due junior sono LeVert e Albrecht, quest’ultimo anch’esso utilizzato dalla panchina. Ergo ci troviamo davanti a una squadra tutta da scoprire e ben più imprevedibile di Notre Dame di cui bene o male conoscevamo le rotazioni e la struttura portante della squadra. Occhi puntati quindi su LeVert, il più nitido materiale da NBA in squadra, ma anche sul playmaker Derrick Walton Jr., l’anno scorso inserito nel miglior quintetto Freshman della Big Ten, su Mark Donnal, da cui ci si aspetta molto dopo un anno da redshirt, e Kameron Chatman, sulla carta il miglior true freshman dell’ultima recruiting class di Michigan.

Arrivato a Vicenza incontro il mio collega e amico Niccolò Costanzo, penna di MY-Basket.it, arrivato da Roma per l’occasione, e insieme a lui mi dirigo al palazzetto. Ormai sono di casa tra lo staff del College Basketball Tour quindi presento a Niccolò qualche persona dello staff, ci facciamo due chiacchiere sulle squadre presenti al Tour di quest’anno e andiamo a vedere il riscaldamento. A questo punto ricordo che non per tutti i Wolverines l’Italia è una meta nuova e sconosciuta, specialmente riguardo il basket. Mark Donnal infatti ci aveva già giocato nel Marzo/Aprile 2013 quando, ancora liceale, fu invitato al JIT (Junior International Tournament) di Lissone come membro di una selezione dei migliori giocatori dell’Ohio. All’epoca dominò il torneo, chissà che l’Italia quindi possa essere per lui un’ennesima rampa di lancio.

La partita comincia con un’ottima intensità e il Petrarca Padova dimostra di saper dare filo da torcere a Michigan grazie alle giocate di De Nicolao e Prandin (quest’ultimo autore di 18 punti) ma appunto per questo motivo la squadra di coach Beilein inizia a fare sul serio alzando il livello del proprio gioco già dal secondo quarto per poi esplodere nel secondo tempo finendo così per demolire gli avversari con l’impietoso risultato di 116-52.
Clamoroso lo spettacolo offerto da Caris LeVert, autore di 17 punti, 8 rimbalzi e 4 assist con un notevole 3/4 da tre punti, il tutto coronato da giocate spettacolari e da un paio di schiacciate che hanno fatto esplodere il palazzetto. Insomma, LeVert ha dimostrato che l’infortunio al piede è solo un lontano ricordo e che la prossima stagione di Michigan sarà nel segno del suo numero 23. Ottimo anche Walton Jr., autore di 9 punti, 4 assist e 4 recuperi, ma soprattutto di una partita molto lucida in cabina di regia, con una maturità da fare invidia a molti senior. Walton Jr., l’anno scorso nel miglior quintetto di freshman della Big Ten, non ha mai forzato un tiro o una situazione e ha sempre facilitato le giocate dei compagni oltre a rivelarsi uno dei più attivi in difesa.
Oltre ai due fenomeni della squadra ci sono stati segnali importanti anche da Irvin e Chatman, due giocatori molto simili in grado di attaccare il ferro come di tirare da fuori (Irvin è complessivamente 11/16 da tre punti nelle tre partite giocate finora in Italia). Il loro fisico potente e ben costruito rende ancora più impressionante le loro doti da tiratori ma nella prossima stagione NCAA dovranno imparare a convivere senza pestarsi i piedi a vicenda e senza snaturare il gioco dei Wolverines. Molto bene Donnal che con i suoi 20 punti e 11 rimbalzi ha demolito il Petrarca Padova nel secondo tempo pur mostrando di non essere un favoloso giocatore da post basso ma rivelandosi letale con il tiro dalla media distanza, molto morbido per un giocatore della sua stazza. La più piacevole sorpresa della serata, oltre alla forma fisica di LeVert, è stata Aubrey Dawkins, guardia/ala freshman autore di 14 punti di cui 12 nel primo quarto rivelandosi il mattatore principale del primo allungo di Michigan segnando in ogni modo, dalle penetrazioni al tiro da fuori.
Partita abbastanza deludente per Spike Albrecht, playmaker junior, responsabile di un non entusiasmante 25% al tiro (peggior prestazione tra i Wolverines) ma soprattutto di alcune scelte abbastanza folli e non adatte a un ragazzo che si accinge a giocare la sua terza stagione collegiale.

LeVert

Caris LeVert

A fine partita mi sono fiondato, aiutato dal fido Niccolò Costanzo, a cercare di intervistare qualche giocatore. Michigan ha un’organizzazione quasi militare a riguardo e riuscire a strappare qualche parola non è stato facile ma ci siamo comunque riusciti. Il primo con cui abbiamo parlato è stato coach Beilein: “siamo una squadra molto giovane ma il nostro obiettivo rimane quello delle ultime annate. Questa è Michigan e i tifosi si aspettano di vincere il titolo di conference ogni anno quindi l’obiettivo è sempre quello. Ci dobbiamo concentrare sul fatto di migliorare ogni giorno di più. Prendiamo ad esempio questa partita, domani mostrerò almeno sessanta video di situazioni prese da questa sfida, alcuni per indicare cosa dobbiamo migliorare e altri per mostrare cosa abbiamo fatto bene e sarà un punto di partenza per quello che è il nostro principale obiettivo, ovvero migliorarci“. Poi ha continuato parlando dei tanti freshman: “voglio che siano molto coinvolti e che imparino le dinamiche di squadra. Se devo considerare la partita di oggi vi consiglio di guardare quanti assist hanno fatto e come hanno difeso, sono queste le cose che mi piace notare in un gruppo di giovani giocatori che iniziano e capire i meccanismi della squadra“. Coach Beilein ha anche parlato della sua stella Caris LeVert: “so che è un pezzo importante della squadra. Gli dico le stesse cose che dissi a Trey Burke, Nik Stauskas, Mitch MgGary e Tim Hardaway Jr., giocatori che al loro arrivo a Michigan non erano nemmeno lontanamente considerati come dei potenziali talenti NBA. Come loro anche LeVert deve cercare di migliorarsi sempre, allenarsi duramente e diventare il miglior giocatore possibile“. Il coach ha anche fatto qualche commento sul College Basketball Tour: “è fuor di dubbio che questa esperienza ci aiuterà a crescere e servirà ai ragazzi anche dal punto di vista culturale. A Roma e a Verona, dove alloggiamo ora, i ragazzi hanno imparato moltissime cose sulla cultura e sull’arte italiane. Inoltre qui le loro reti telefoniche non funzionano quindi sono costretti a parlare di più tra di loro e questa è un’ottima cosa“.
Abbiamo parlato anche con il super talento Caris LeVert: “sto rientrando dall’infortunio e ormai mi sto allenando da circa undici settimane per tornare al pieno della forma e penso di esserci vicino, al momento sono solo felice di stare in campo e di aiutare i miei compagni in questa serie di partite in Italia“. LeVert si è anche espresso sui suoi punti deboli da affinare in vista della NBA: “senza dubbio devo lavorare principalmente sulla forza e sulla stabilità di condizione oltre che in generale sul mio gioco nella sua interezza“. Anche lui ha parlato del Tour: “Per molti ragazzi della nostra squadra è la prima volta oltreoceano e sicuramente è una bella occasione per vedere posti nuovi oltre che per legare come gruppo, specialmente quest’anno che in squadra ci sono moltissimi freshman“.

Si conclude così questa seconda tappa del College Basketball Tour. Contento per aver visto in azione una grande squadra e un po’ rammaricato per la fine di questa tappa, sono già concentrato alla sfida del 25 Agosto tra Boston University e il Vicenza All-Star Team che sicuramente regalerà una partita più equilibrata e ci servirà anche per osservare una squadra che solitamente non viene mai passata sugli schermi televisivi.

Foto: Pagina Facebook del College Basketball Tour