College Basketball Tour: presentazione dei Notre Dame Fighting Irish

Vi abbiamo già parlato di cosa sia il College Basketball Tour, l’evento che porterà in Italia alcuni dei più grandi college americani per delle partite di esibizione (clicca QUI per leggere l’articolo), ma ancora non vi abbiamo parlato delle squadre che prenderanno parte a questo evento. Il college basketball infatti è un movimento ancora in crescita in Italia e non tutti conoscono chi si metterà in mostra durante il tour che toccherà centro e nord Italia. Oggi, dopo aver parlato di Boston University e Providence (clicca QUI per leggere l’articolo) andiamo ad analizzare una delle più intriganti squadre presenti al College Basketball Tour, una squadra da cui ci si aspetta molto, soprattutto un riscatto a seguito di una stagione non entusiasmante: i Notre Dame Fighting Irish.

NOTRE DAME FIGHTING IRISH

Notre Dame è un college basato principalmente su due punti: la religione cattolica e il football americano. Nonostante ciò Notre Dame, ad anni alterni, ha dimostrato di poter fare la differenza anche nel basket grazie a giocatori importanti ma soprattutto grazie a gruppi compatti e ben allenati. Di nomi altisonanti usciti da Notre Dame ce ne sono a bizzeffe, solo per farne alcuni potremmo citare Orlando Wooldridge, Kelly Tripuca, LaPhonso Ellis, Troy Murphy, John Paxson, Adrian Dantley e il mitico Bill Lambeer. Tutti questi nomi sono quantomeno vintage ma ciò non vuol dire che negli ultimi anni Notre Dame sia stata una brutta squadra, al contrario è sempre riuscita a dire la sua grazie a gruppi di elementi non eccezionali a livello di talento ma ben allenati e motivati da coach Mike Brey, ormai da 13 anni sulla panchina dei Fighting Irish. Coach Brey, è proprio lui la chiave di volta di questo programma. Le cifre parlano chiaro, Notre Dame non raggiungeva il Torneo NCAA dal 1990 ma coach Brey, arrivato nel 2000, ci mise solo un anno per raggiungere il Grande Ballo, riuscendo a ripetere l’impresa per ben 9 volte in 13 anni. Notre Dame e Brey fallirono l’obiettivo nella passata stagione per motivi che capirete continuando a leggere l’articolo ma hanno tutte le carte in regola per rimettersi in carreggiata entro breve tempo. Per il resto la storia parla chiaro: Notre Dame è al nono posto nella storia della NCAA per presenze al Torneo NCAA con 32, nona per vittorie complessive con 1723 e tredicesima come percentuale di vittorie con 64.6%.

LA STELLA – Jerian Grant, Playmaker/Guardia, Senior

Jerian_Grant

Ora è il momento di esporsi. L’autore di questo articolo in questo momento ci sta mettendo il cuore, la penna e la faccia: Jerian Grant, secondo chi scrive, è un campione vero, uno dei giocatori più sottovalutati dell’intero panorama NCAA. Stiamo parlando di un playmaker/guardia dal talento cristallino, un giocatore in grado di cambiare l’andamento di una squadra come Notre Dame con la sua sola presenza. Non sto esagerando, l’anno scorso infatti ha tenuto medie da 19 punti, 6.2 assist con il 52% dal campo e il 41% da tre punti portando Notre Dame a un record di 8-4 ma il 21 dicembre fu sospeso dalla squadra per i suoi voti scolastici troppo scarsi e fu espulso dalla scuola. Da quel momento i Fighting Irish diedero il via a una serie da 6 vittorie e 12 sconfitte con tanto di una sconfitta al primo turno del torneo della ACC, un risultato che costrinse Notre Dame a non essere inclusa nel Torneo NCAA per la prima volta dal 2010. Come vedete, Jerian è paurosamente decisivo. Attaccante notevolissimo e difensore decisamente carente, Jerian Grant sa come mettere punti sul tabellone in ogni modo, dalla penetrazione al piazzato, dalla tripla in step-back al “palleggio arresto e tiro” in transizione e come se non bastasse in questi anni è migliorato in maniera impressionante nel playmaking, ora infatti trova i compagni con facilità sia dal pick’n’roll che leggendo i raddoppi durante una penetrazione ma anche leggendo i tagli dei compagni e i 6.2 assist della scorsa stagione ne sono la prova. Dal 28 maggio è stato riammesso a Notre Dame ed è pronto a dare il suo contributo, già al momento dell’espulsione infatti disse subito come non avesse intenzione di cambiare college o dichiararsi per il Draft, il suo obiettivo era ed è quello di completare il proprio percorso con i Fighting Irish.
Piccola curiosità su Jerian Grant e la sua famiglia che, come capirete, respira basket da sempre. Il fratello Jerami, ex Syracuse, è stato scelto all’ultimo Draft con la chiamata numero 39 mentre Jerai, il fratello maggiore, ha giocato a Clemson ed è passato poi anche per Brindisi nel 2012/13. Non male, ma il padre e lo zio restano al momento irraggiungibili. Harvey, il papà, ha giocato a Clemson e Oklahoma prima di essere scelto con la chiamata numero 12 al Draft 1988, punto di partenza di una carriera NBA durata 11 anni tra Washington, Portland e Philadelphia. Lo zio è un certo Horace Grant, gemello di Harvey, nome che non potete non conoscere visto che, dopo un’ottima carriera a Clemson e la decima chiamata al Draft 1987, ha giocato in NBA per 17 anni vincendo ben 4 titoli, tre con i Bulls di Jordan e uno con i Lakers di Kobe e Shaq. Non ci sono dubbi che nel DNA dei Grant scorra il basket.

STAGIONE 2014/15 – Come anticipato Notre Dame ha chiuso malamente l’ultima stagione, l’assenza di Grant e l’inconsistenza di alcuni giocatori hanno obbligato la squadra a chiudere il 2014 con un record di 15-17 (6-12 in ACC) perdendo nel primo turno del torneo della ACC. Il 2015 deve per forza essere l’anno della rinascita ma coach Brey dovrà riuscire a rendere competitiva, in una conference difficilissima, una squadra davvero giovane, i senior infatti sono solo due, Jerian Grant e Pat Connaughton. Notre Dame dovrà vedersela con le partenze di Eric Atkins, Garrick Sherman (secondo e quarto miglior realizzatore di squadra), Patrick Crowley, e Tom Knight, la cui carriera universitaria si è ormai conclusa, ma anche di Cameron Biedscheid, sophomore trasferitosi a Missouri. Situazione non facile quindi se consideriamo i soli tre freshman in arrivo dai licei, specialmente perché l’unico tra questi che pare davvero pronto ad avere un impatto fin da subito è l’ala forte Martin Geben. La quasi totalità delle responsabilità sarà riposta nelle mani delle due favolose guardie Jerian Grant e Pat Connaughton, quest’ultimo anche capitano e unica nota positiva della passata stagione nel post squalifica di Grant. Una notizia davvero interessante su Connaughton consiste nel fatto che lui già sa che nel futuro farà l’atleta professionista anche se nel baseball. Connaughton è stato infatti scelto al quarto round dai Baltimore Orioles e ha firmato un contratto per la loro squadra di Minor League ma, in base alle regole della MLB, potrà comunque giocare il suo ultimo anno universitario con Notre Dame. Nel reparto lunghi c’è grandissima attesa per Zach Auguste, giunto finalmente alla prova del nove grazie alla quale capiremo se effettivamente si tratta o no di un giocatore di livello. Se tutti questi tasselli riusciranno a combaciare perfettamente, magari con l’aiuto dalla panchina dei piccoli Demetrius Jackson e Steve Vasturia, allora Notre Dame potrebbe davvero tornare a essere un cliente scomodo per chiunque in ACC.

I temi sono tanti: riusciranno i nomi meno noti, a dimostrare di meritare di stare in una squadra con un tale prestigio? Riuscirà Pat Connaughton a confermarsi come uno dei migliori talenti della ACC pur restando concentrato sul baseball? Riuscirà Jerian Grant a mantenere dei buoni voti e a dimostrare di essere maturato così da far vedere a chiunque di essere una super stella della NCAA fino a guadagnarsi una buona chiamata al Draft 2015? Soprattutto riuscirà Notre Dame a confermarsi una potenza riscattando la stagione 2013/14 e riuscendo così a tornare al Torneo NCAA? Difficile rispondere a tutte queste domande ma per certo una cosa la sappiamo: la prima pietra i Fighting Irish la porranno al College Basketball Tour.

Foto: bleacherreport.com // indysportslegends.com