Derrick Gordon ha trovato la sua libertà: la storia del primo gay del basket collegiale

Lo scorso mercoledì, su richiesta di Derrick Gordon, shooting guard al suo secondo anno, il coach di Massachusetts, Derek Kellogg, ha convocato una riunione di squadra. Due settimane dopo la cocente sconfitta di UMass per mano di Tennessee nel primo turno del Torneo NCAA, Gordon aveva un segreto che voleva condividere con loro, prima che col mondo: è gay. Nessun atleta attivo nella Division I tra college basketball, football, baseball o hockey ha mai avuto il coraggio di dichiarare la propria omosessualità pubblicamente.

Dopo anni passati ad aspettare che qualcun altro rompesse questa barriera, Gordon ha deciso che non aveva più intenzione di aspettare ulteriormente. Le gambe gli tremavano, ma Gordon stavolta ha preso coraggio ed ha condiviso la verità con la squadra. Il transfer da Western Kentucky per poco non lo ha portato a chiudere con il basket, dopo aver saltato la stagione precedente per via del regolamento NCAA. E’ stata un’aggiunta importante per UMass, per via del suo talento offensivo, grazie al quale sa essere molto pericoloso sia in jumper che attaccando il ferro. I tifosi, e Gordon stesso, erano entusiasti di averlo in squadra per i prossimi tre anni.

Ma le cose sono iniziate ad andar storte quando la scorsa estate l’ormai ex fidanzato di Derrick ha postato una foto su Instagram di loro due davanti ad un bar gay in New Jersey. Quasi come se volesse essere scoperto, Gordon ha messo “mi piace” all’immagine e qualche ora dopo i compagni di squadra hanno iniziato a chiedergli se fosse gay. Lui ha negato ripetutamente, ma ciò non ha impedito agli altri giocatori di prenderlo di mira con risatine e commenti malevoli per settimane. E questa cosa ha lentamente consumato Derrick: “E’ stato il punto più basso della mia vita – ha dichiarato – Non volevo più giocare a basket, ma solo andare a nascondermi da qualche parte”. Queste sono parole forti, che fanno capire al meglio il disagio di un ragazzo che è cresciuto a pane e basket. Tra l’altro è questo sport che lo ha portato lontano da un “cattivo vicinato” e da un sistema scolastico pubblico non proprio perfetto.

Proveniente da Plainfield, New Jersey, Gordon è stato un ottimo giocatore della superpotenza St. Patrick High School, dove ha giocato con gente del calibro di Kyrie Irving e Michael Kidd-Gilchrist. Il fratello gemello, Darryl, non è stato così fortunato da ricevere un invito ad una scuola privata, e così è stato risucchiato dal sistema di quella pubblica, finendo in carcere per droga. Il che è stato un durissimo colpo per Derrick, legatissimo a suo fratello: “Mi sento molto in colpa per quello che gli è successo. L’ho un po’ trascurato mentre ero al liceo, se avessi parlato di più con lui, forse avrei capito che si trovava in una situazione difficile ed avrei potuto aiutarlo”. Se tutto va bene, Darryl dovrebbe essere rilasciato in tempo per l’esordio di UMass nella prossima stagione a novembre.

Intanto quest’annata è finita, ed è stata abbastanza altalenante per i Minutemen. Dopo esser partiti con 10 vittorie consecutive, 16 nelle prime 17, ed essere diventati i n.12 del ranking nazionale, hanno iniziato a faticare e nelle 16 uscite finali, hanno fatto registrare un record di 8-8, perdendo poi al primo turno del Torneo contro Tennessee. Gordon invece ha faticato molto all’inizio, tirando 5/20 dal campo nelle prime due partite, poi però nel 2014 ha trovato il ritmo giusto ed il suo gioco offensivo è decollato, chiudendo con 9.4 punti ed il 47.8% di media. Tutto questo mentre fuori dal campo viveva in uno stato di perenne solitudine e preoccupazione di essere scoperto.

Praticamente non usciva mai nelle zone del Massachusetts per paura che qualcuno potesse riconoscerlo mentre andava ad una festa o in un bar gay, ma si sentiva al sicuro solo il quel di New York. Ad esempio lo scorso capodanno lo ha trascorso in un club gay di Manhattan, non dormendo e prendendo due treni per arrivarci, semplicemente perché voleva essere in un ambiente in cui potesse essere se stesso in forma anonima. “Questi anni per me sono stati una tortura – ha dichiarato Derrick – Andavo in giro fingendo di essere qualcun altro. E’ come se indossassi una maschera, adesso però sono pronto a togliermela ed a farmi vedere dalla gente per quello che sono realmente”.

Le prime crepe nella maschera di Gordon sono scaturite dall’incontro con Davis, un ex giocatore della NFL apertamente gay e direttore esecutivo del progetto “You Can Play”. Gordon era alle prese con l’isolamento che lo stava spingendo verso la decisione di abbandonare lo sport che amava, ma Davis è riuscito a fargli cambiare idea. Nelle ultime quattro settimane, con la stagione verso la fine, le conversazioni tra i due sono diventate sempre più frequenti e Derrick da uno stato di depressione è passato alla speranza, scoprendo che ci sono tanti altri atleti gay che vivono la loro vita apertamente e serenamente.

La notte del 14 marzo ha cambiato tutto per sempre: UMass aveva appena perso contro George Washington nei quarti di finale del torneo dell’Atlantic-10. Gordon aveva giocato una buona partita in quell’occasione, ma la delusione per la sconfitta era cocente. A bordocampo c’era Davis, che lo ha portato a Manhattan e gli ha fatto conoscere due personalità gay importanti nello sport: Jared Max, ex conduttore radiofonico di ESPN, e Anthony Nicodemo, coach della Saunders High School. Due settimane dopo, Gordon e Nicodemo erano diretti a Philadelphia per andare a trovare degli amici. In quel viaggio Derrick ha conosciuto tante altre personalità di un certo livello che hanno fatto coming out nel passato. E questo ha reso urgente il suo bisogno di dire la verità a tutti.

Appena tornato a casa, nella serata del 30 marzo ha detto alla sua famiglia che è gay: se il padre ha faticato un po’ ad assimilare la cosa, la madre non è sembrata particolarmente sorpresa. La mattina seguente ha preso il treno diretto ad Amherst, ansioso di svelare il suo segreto anche alla squadra. Mercoledì scorso, dopo che l’allenatore Kellogg ha rotto il ghiaccio, Gordon ha rivelato ai suoi compagni che è gay. Ed ha condiviso con loro la sua storia di isolamento: non c’era un viso che fosse uno non in lacrime in quel momento nello spogliatoio. Adesso Derrick è fiducioso del fatto che sarà in grado di condividere le sue esperienze con il resto della squadra, che dal suo canto sarà in un certo qual modo messa alla prova dal punto di vista dell’umanità.

Nel frattempo Gordon si può godere la sua libertà ritrovata: tutt’ad un tratto si è sentito nuovamente se stesso, si è sentito una persona più leggera, pronta a vivere felicemente e serenamente. Adesso sta già guardando avanti ed ha tutta l’intenzione di far esplodere la sua carriera: sente che la prossima stagione di UMass può essere speciale, Derrick non sarà soddisfatto fino a quando non sentirà parlare dei Minutemen nelle conversazioni sul titolo nazionale.