Final Four NCAA, perché Louisville è favorita

Finalmente è tempo di Final Four, su 347 squadre presenti nella Division I ne sono rimaste solo quattro, tutte disposte a qualsiasi cosa per vincere l’ambitissimo titolo. Diamo ora uno sguardo più approfondito a quella che, secondo chi scrive, è favorita alla vittoria finale e cioè Louisville.
I Cardinals sono vicini a coronare una stagione clamorosa in cui si sono resi protagonisti vincendo il titolo della regular season della Big East (condiviso con Georgetown e Marquette) e il titolo del torneo della medesima conference, Ma facciamo un passo indietro.

PERCORSO
Louisville comincia la sua stagione alla grande vincendo contro dodici delle tredici squadre affrontate nelle sfide all’esterno della conference perdendo solo contro Duke tra l’altro di soli cinque punti di scarto in una gara in cui i Cardinals si sono ritrovati privi del centro Gorgui Dieng, infortunato, effettivamente l’unico lungo della squadra la cui assenza ha garantito campo libero alla coppia Plumlee-Kelly. Arrivati al momento in cui la stagione si accende davvero la squadra del leggendario coach Pitino riesce ad inanellare quattro vittorie consecutive contro squadre della Big East raggiungendo anche il primo posto nel ranking assoluto stilato dalle testate giornalistiche ma proprio nel momento in cui tutto sembra andare nel verso giusto arriva la sconfitta di soli due punti contro Syracuse a cui seguono altre due sconfitte consecutive contro Villanova e Georgetown. In un attimo la stagione che sembrava poter essere quella buona inizia a prendere una brutta piega ma è proprio in certi momenti che si vede la forza delle squadre di Rick Pitino: nelle ultime undici partite della stagione Louisville porta a casa dieci vittorie con l’unica eccezione della sconfitta dopo cinque overtime contro Notre Dame, gara che vale il primato come partita più lunga nella storia della Big East. Questa incredibile striscia positiva garantisce a Louisville la condivisione del titolo della regular season della Big East e la rende una delle favorite al titolo nel torneo di conference, titolo conquistato vincendo proprio contro tre squadre contro cui avevano perso in stagione e cioè Villanova, Notre Dame e Syracuse, tenendo sempre uno scarto minimo di dodici punti dall’avversario. In questi due tornei di conference anche i singoli giocatori dei Cardinals hanno fatto incetta di premi, nella stagione regolare infatti Dieng è stato eletto miglior difensore della Big East ed è stato nominato anche nel miglior quintetto della conference insieme al compagno Russ Smith mentre Peyton Siva è scelto come miglior studente-atleta dell’anno nella Big East per i suoi risultati in campo e tra i banchi di scuola oltre che come miglior giocatore del torneo di conference.

Già così i Cardinals presenterebbero un biglietto da visita impressionante ma la vera perla della stagione di Siva e compagni è il Midwest Regional in cui hanno letteralmente divorato ogni singolo avversario vincendo rispettivamente contro North Carolina A&T con uno scarto di 31 punti, contro Colorado Stato di 26 punti, contro Oregon di 8 punti e contro Duke di ben 22 punti, tutte vittorie che hanno garantito a Russ Smith il premio di miglior giocatore del Midwest Regional e al solito trio Smith-Dieng-Siva la presenza nel miglior quintetto del regional. Dati del genere sono davvero incredibili, specie la vittoria su Duke che restava l’unica squadra non proveniente dalla Big East in grado di battere i Cardinals nella stagione 2012/13.

CHIAVI DI VITTORIA
Alla luce di certi risultati qualsiasi squadra sarebbe intimorita dall’incontrare i Cardinals ma è sufficiente il curriculum per vincere le Final Four? Ovviamente no. Vediamo dunque nello specifico perché i Cardinals sono per il sottoscritto i grandi favoriti.
Non dimentichiamoci che anche nella passata stagione Louisville ha raggiunto le Final Four salvo poi perdere in semifinale contro Kentucky, poi vincitrice del titolo, e che in questa stagione Pitino ha potuto contare su ben 5 dei 9 giocatori presenti l’anno scorso trovandosi così alla guida di un gruppo già maturo e molto unito a cui si è aggiunto il freshman Montrezl Harrell, un giocatore con centimetri e tanta energia dalla panchina, il tipico elemento che l’anno scorso è mancato terribilmente ai Cardinals.
Tra le chiavi di Louisville inoltre come potremmo non citare Rick Pitino? Il suo gioco è sempre stato la chiave del successo dell’ateneo del Kentucky e mai è stato efficace come quest’anno, la sua idea di spartire equamente i possessi tra i vari giocatori si è rivelato fondamentale per non dare un punto di riferimento agli avversari e la sua volontà di controllare costantemente il ritmo di gioco ha sempre obbligato gli avversari ad adattarsi alle volontà di Russ Smith e compagni, spesso infatti Louisville parte con un ritmo basso salvo poi accelerare da zero a cento in un secondo per realizzare il parziale dell’allungo definitivo prendendo i rivali alla sprovvista.
Il terribile infortunio accorso a Kevin Ware è un’ulteriore incentivo alla vittoria dei Cardinals che faranno di tutto per vincere in nome del compagno motivati anche e soprattutto dalle parole del sophomore in maglia numero cinque.
Non dimentichiamoci di considerare anche il calendario di Louisville, in semifinale dovrà affrontare Wichita State che è sicuramente una buona squadra ma non è paragonabile con le superpotenze già affrontate e distrutte dai ragazzi in maglia rossa in questa stagione, in un’eventuale finale invece potrebbe affrontare Syracuse, squadra già battuta una volta in stagione e un’altra volta nella finale del torneo della Big East. La squadra che più di tutte potrebbe infastidire i Cardinals è Michigan ma anche in questo caso Pitino ha i giocatori necessari per poter tener testa ai Wolverines: Dieng a centro area sarebbe un duro avversario per Mitch McGary, freshman e inesperto oltre che più basso, mentre se esiste una coppia di piccoli in grado di limitare Trey Burke e Tim Hardaway Jr. questa è proprio quella formata da Siva e Smith.
Serve dire altro? Non credo. Questi Cardinals fanno davvero paura.

GIOCATORE CHIAVE: Gorgui Dieng
Sarebbe banale dire Russ Smith o Peyton Siva, specie il primo che al momento è in una forma incredibile tanto che negli USA hanno già creato due neologismi legati al suo nome: Russ-credible e Russ-believeble, per il fatto che il suo modo di giocare lo rende piuttosto lontano dalla realtà a cui noi umani siamo abituati. Dunque perché Dieng? Perché spesso in stagione si è visto come i due piccoli della squadra fossero intercambiabili, quando uno aveva una brutta prestazione era l’altro a fare la differenza mentre il senegalese ha dimostrato di essere insostituibile, quando lui gioca male anche i Cardinals non rendono come al solito, non è una caso dunque che la prima sconfitta contro Duke sia arrivata in concomitanza con un suo infortunio. Dieng è l’unico vero “perticone” della squadra e la sua difesa a centro area sarà fondamentale contro organici fisici come quelli di Wichita State, Michigan e Syracuse ma non dovrà tralasciare anche la fase offensiva in cui è migliorato clamorosamente in questa sua stagione da junior.

Photo: Siva festeggia mostrando orgoglioso la scritta Louisville // tampabay.com