Giocatori europei in NCAA, prima parte: circa il 5.5% degli atleti di Division I proviene dal Vecchio Continente

L’avventura negli Stati Uniti di Amedeo Della Valle è stata innegabilmente un caso mediatico in Italia: non eravamo troppo abituati a seguire le gesta di un nostro connazionale in NCAA. In realtà altri due italiani, i friulani Giacomo Zilli (UNC Asheville) e Alberto Ganis (Cal Poly), hanno disputato la stagione 2013/2014 in Division I. Della Valle ha deciso nel 2011 di trasferirsi negli Stati Uniti per frequentare la prestigiosa Findlay Prep High School prima di accettare la borsa di studio offerta dalla Ohio State University. In NCAA ha disputato due stagioni a circa 9.5 minuti e 3.3 punti di media e poi ha scelto di tornare in Italia per vestire la casacca della Grissin Bon Reggio Emilia.

Effettivamente non sono molti gli esempi di giocatori italiani che hanno sorvolato l’oceano per giocare a basket a livello di Division I. Tra gli attuali giocatori di Serie A, Tomas Ress e Andrea Crosariol hanno calcato i parquet della D1. Il capitano senese è stato alla Texas A&M dal 1999 al 2003, mentre il centro della Reyer ha giocato per Farleigh Dickinson dal 2003 al 2006. Daniel Hackett è stato il playmaker degli USC Trojans dal 2006 al 2009. Un altro nome noto ad aver avuto una carriera in America è Ivan Gatto, che adesso gioca a Treviso: vestì la maglia degli Weber State Wildcats tra il 1999 e il 2001. Si può citare Marco Baldi, ex giocatore di Milano e Cantù che frequentò la St. John’s University alla fine degli anni ’80. Un caso recente è quello di Gaetano Spera, a St. Peter’s per qualche mese prima del ritorno in patria.

Il numero degli europei in NCAA sta crescendo progressivamente: nella stagione 2013/2014 sono stati più di 200 i giocatori nati nel Vecchio Continente ad aver fatto parte del roster di una delle oltre 350 squadre di Division I. Attribuendo ipoteticamente dieci giocatori ad ogni squadra, raggiungeremmo una percentuale di giocatori europei vicina al 6%. La maggior parte di loro ha frequentato una high school o una preparatory school negli USA prima di approdare al college, ma non mancano gli esempi di ragazzi passati alla Division I direttamente da una squadra europea. La presenza nel Vecchio Continente di progetti come la Canarias Basketball Academy e la Urspringschule facilita questo processo (per ulteriori informazioni leggi la seconda parte).

La nazione europea maggiormente rappresentata in Division I è la Gran Bretagna e non si può essere sorpresi: sono circa 10mila i ragazzi nati nel Regno Unito che si trovano attualmente a studiare negli States. Al livello massimo della NCAA hanno giocato nella stagione appena terminata 26 giocatori nati in Gran Bretagna. Alcuni di loro hanno ricoperto ruoli marginali in programmi cestistici di alto livello: è il caso di Robert Gilchrist a Florida State e di Lee Goldsbrough a Providence. Il più rappresentativo tra i sudditi della regina in Division I è probabilmente Luke Nelson, freshman degli UC Irvine Anteaters nella Big West. Nel 2013 Nelson, a soli 17 anni, è stato eletto miglior giocatore della British Basketball League, il secondo campionato di basket più importante del Regno Unito. Nella sua prima stagione in California ha segnato 11.8 punti in 29 minuti di media e ha giocato nel primo turno del NIT.

Al secondo posto troviamo la Germania, che ha avuto 25 giocatori in Division I nella stagione 2013/2014. Una buona parte dei giocatori tedeschi in NCAA proviene dalla Urspringschule, una scuola di Schelklingen che cerca di coniugare istruzione e pallacanestro alla maniera delle high school americane. In questo caso non è difficile trovare il giocatore più importante del lotto: Niels Giffey, membro del quintetto base dei Connecticut Huskies campioni NCAA. Esterno da 8.4 punti di media con il 48.3% dall’arco nel suo anno da senior, Giffey non è passato da una high school o da una prep school statunitense prima di approdare al college: il tedesco, per giocare a UConn, ha lasciato l’Alba Berlino. Giffey intende prendere parte alla Summer League in estate e ha già diverse squadre tedesche interessate alle sue prestazioni. Anche Christian Standhardinger di Hawaii ha onorato la sua ultima stagione in NCAA: 18 punti e 8.5 rimbalzi di media, che gli hanno fruttato la convocazione al Reese’s College All-Star Game. Nella Big Sky c’è un’università, Eastern Washington, che ha ben tre giocatori tedeschi nel roster.

Al terzo e al quarto posto troviamo due delle nazioni che sviluppano solitamente alcuni dei migliori giocatori europei: Serbia e Lituania. 24 giocatori serbi hanno avuto una chance in Division I, anche se non hanno lasciato particolarmente il segno. Nikola Jovanovic, tuttavia, è riuscito a giocare 20 minuti di media per gli USC Trojans in una conference competitiva come la Pac-12. Tra i 15 lituani spicca invece Egidijus Mockevicius (lo abbiamo intervistato nella terza parte), che è arrivato ad Evansville dopo due stagioni di grande livello nel secondo campionato lituano. Mockevicius è stato anche un giocatore di rilievo nelle rotazioni della nazionale lituana che ha vinto gli Europei U-20 nel 2012. Nella sua seconda stagione in maglia Aces ha tenuto 10.5 punti e 8.3 rimbalzi di media. Il suo connazionale Mindaugas Kacinas, sophomore di South Carolina, è rimasto in campo per 24 minuti a partita nella SEC.

Uno degli 11 francesi, Will Yeguete di Florida, ha giocato le Final Four. 11 giocatori anche per Croazia e Olanda: i giocatori olandesi passano solitamente dalla Canarias Basketball Academy prima di sorvolare l’Atlantico, come ha fatto Joey van Zegeren (lo abbiamo intervistato nella terza parte), che gioca 22 minuti di media a Virginia Tech in ACC. Tra le altre nazioni che hanno giocatori in Division I troviamo la Spagna (8); la Danimarca e la Lettonia (6);  la Grecia e la Svezia (5); il Belgio, la Russia e la Slovacchia (4); la Finlandia, l’Italia, il Montenegro, la Norvegia, la Repubblica Ceca e la Turchia (3); la Bosnia, la Bulgaria, la Georgia, Israele, la Romania e la Svizzera (2); l’Austria, l’Estonia, l’Irlanda, l’Islanda, la Macedonia, la Polonia, il Portogallo, l’Ucraina e l’Ungheria (1). La conference con il maggior numero di giocatori nati in Europa è la Conference USA (14), seguita da SEC (13) e Big West (12). Sono 9 negli europei nella Pac-12, 7 quelli nell’ACC.

CLICCA QUI PER LA SECONDA PARTE: CBA e Urspring, scuole di basket in Spagna e Germania
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Photo: Niels Giffey schiaccia contro Florida in semifinale (uconn.edu)