Il dominio e la crescita di Joel Embiid: sarà la prima scelta del Draft 2014?

Dominio allo stato puro. Solo così si può descrivere l’impatto che sta avendo Joel Embiid nelle ultime settimane. Il camerunense, che ha iniziato a giocare a basket solo qualche anno fa, sta dominando le partite, pur senza toccare molti palloni in attacco. Stanotte Kansas ha conquistato un importante successo per 80-78 su Oklahoma State ed Embiid è stato senza ombra di dubbio l’MVP del match, pur prendendo solo sei tiri. Sì, perché per poco il camerunense non ha chiuso con una pazzesca tripla-doppia: 13 punti, 11 rimbalzi e 8 stoppate recitava il suo tabellino al termine dell’incontro.

“Mio Dio, quanto talento che c’è in questo ragazzo! E’ veramente bravo”, ha esclamato Travis Ford, coach dei Cowboys.  Queste parole sono una testimonianza del fatto che nessuno si sarebbe mai aspettato che fosse davvero così forte e che soprattutto migliorasse così tanto nel giro di pochi mesi, tanto da renderlo probabilmente la top pick più talentuosa ed allo stesso tempo con  i migliori margini di crescita del prossimo Draft. Nessun altro prospetto può tenere testa allo strapotere fisico di Embiid (213 cm x 113 kg), ed infatti gli avversari sono costretti preparare il loro piano partita tenendo conto della capacità del 19enne di Kansas di proteggere il ferro e della sua abilità in post basso.

Ovviamente Embiid ha sempre avuto questi mezzi fisici fuori dal comune, ma con il passare del tempo si stanno scoprendo sempre di più le sue numerose abilità: non solo sta migliorando i movimenti ed il tocco, ma sta mostrando di possedere anche una buona conoscenza del gioco, che gli permette spesso di fare la cosa giusta. Per fare un esempio, ci ha messo poco ad imparare che dal post può essere letteralmente immarcabile: fa canestro con una continuità disarmante se non viene raddoppiato, ma quando il raddoppio arriva, riesce sempre a trovare il compagno libero e sono comunque dolori.

Inoltre, è migliorato anche il suo tempismo difensivo: basti pensare che contro Oklahoma State ha inflitto agli avversari 8 stoppate, commettendo solo 2 falli in 32 minuti di gioco. E ad un certo punto ha intimidito così tanto gli avversari, che questi hanno semplicemente rinunciato alla conclusione contro di lui.

Andrew Wiggins, compagno di squadra e diretto concorrente del prossimo Draft, è un ottimo difensore, ma non può incidere su una partita nel modo in cui Embiid ci riesce. E in attacco abbiamo visto diverse volte Wiggins faticare, nel momento in cui le difese gli prestano attenzioni particolari: basti pensare che stanotte i Cowboys lo hanno costretto a soli 3 punti e 2 rimbalzi. Jabari Parker al momento sembra più pronto di Wiggins, anche se ultimamente sta avendo problemi ad infilare i suoi tiri quando conta. Embiid, invece, sta facendo la differenza ogni volta che mette piede sul parquet: basti pensare che ha dominato gli ultimi 7 minuti del primo tempo contro Oklahoma State, pur prendendo solo un tiro.

Probabilmente i gm, che hanno sempre mostrato una tendenza a scegliere con la prima chiamata il miglior lungo della nazione, staranno fantasticando su quanto ancora può migliorare Embiid nella NBA, se dopo tre anni scarsi che gioca a basket è già in grado di essere così dominante nel college. Non solo al momento sta giocando magnificamente, ma ha anche solo 19 anni e dei margini di crescita che nessun altro ha: vista la moria di lunghi veramente forti nella NBA, può rappresentare una soluzione valida fin da subito ed ha anche tutte le carte in regola per diventare dominante nel giro di qualche stagione. Se ho la prima scelta ed il mio centro titolare non è una superstar della lega, scelgo ad occhi chiusi Embiid, con buona pace di Wiggins e Parker.