La NCAA e LeBron James ai piedi di Shabazz Napier: può essere una stella in NBA?

Dopo le Final Four, sono in molti a sostenere che Shabazz Napier sia uno dei migliori giocatori del basket collegiale della sua generazione. Al suo anno da senior, ha coronato la carriera con UConn trascinandola al titolo nazionale. Insomma, ha chiuso il college come lo aveva iniziato, ovvero trionfando nel Torneo NCAA. Con la differenza che nel 2011 faceva la riserva di un Kemba Walker stellare, mentre quest’anno è stato il leader tecnico ed emotivo di UConn.

Napier ha trascorso il mese di marzo e la prima settimana di aprile a scalare posizioni nei Mock Draft di esperti e appassionati, grazie all’attenzione aggiuntiva che hanno avuto gli Huskies durante il loro cammino, ma niente di quello che ha fatto durante il Torneo è davvero una novità: gioca ad alto livello ormai da tre stagioni. Eppure, le sue grandi prestazioni nella March Madness gli hanno procurato tanti altri fan, anche di un certo spessore. Basti pensare che un certo LeBron James non ha aspettato nemmeno la fine del primo tempo della finalissima per esprimere il suo parere: “Non esiste che venga scelta una qualsiasi point guard prima di Shabazz nel prossimo Draft”.

Nonostante la forte esposizione della stella degli Heat, Napier sicuramente non sarà tra le prime scelte il prossimo giugno, quindi non ripercorrerà le orme di Walker. Tuttavia, adesso in molti si sono resi conto delle grandi qualità della stella di UConn e difficilmente verrà scelto oltre il primo giro. Anche se per Draft Express non vale più di una delle prime chiamate al secondo giro, mentre NBADraft.net lo ha fatto risalire fino alla n.24, che tra l’altro sarebbe la scelta dei Bobcats del suo ex compagno Walker. C’è da dire che a giugno si presenteranno point guard di alto livello come Russ Smith, Keith Appling, Deonte Burton, Dante Exum, Marcus Smart e Tyler Ennis. Se tutti questi giocatori hanno poco o nulla da invidiargli dal punto di vista tecnico e fisico, nessuno di loro ha trascinato la propria squadra tutt’altro che eccezionale al titolo nazionale.

La qualità migliore di Napier è sicuramente lo shooting range. Ha tirato con poco più del 40% da oltre l’arco nelle ultime due stagioni e nel Torneo ha dimostrato che non avrebbe nessun problema ad adattarsi alla maggior distanza della linea in NBA rispetto alla NCAA: è capace di sfoderare canestri da distanza siderale, ma soprattutto di crearsi e segnare tiri dall’alto coefficiente di difficoltà direttamente dal palleggio. In questo ricorda un po’ Steph Curry, se proprio si vuole fare un paragone con una stella della lega. La sua percentuale generale dal campo (42.9%) non è esaltante, ma c’è da considerare che molti dei suoi tiri sono forzati: questo perché quando l’attacco di UConn non gira, lo schema è palla a Shabazz e speriamo che s’inventi una giocata delle sue.

Ma la motivazione principale per cui non sembra godere di alta considerazione tra i general manager della NBA è probabilmente da ricercare nel suo fisico. Al piano superiore playmaker della sua stazza difficilmente trovano spazio, ma non va dimenticato che stiamo parlando di un giocatore che guida la squadra campione nazionale in punti, assist e rimbalzi. Sì, avete letto bene, proprio i rimbalzi: ne prende 5.9 a partita, un’enormità per uno col suo fisico, ma alla mancanza di centimetri compensa con un’energia ed una volontà decisamente fuori dal comune, due qualità che forse gli scout dovrebbero tenere più presenti.

Magari Napier non avrà la stessa visione di gioco di un playmaker più puro come lo è Ennis di Syracuse, ma pur avendo quasi tutto il peso offensivo della squadra sulle spalle, quest’anno non ha mancato di offrire 4.9 passaggi decisivi di media ai compagni. Il dato delle palle perse (circa 3 ad allacciata di scarpe), non è dei più incoraggianti, ma chi ha visto giocare UConn si è accorto che diverse arrivano a causa di compagni, in particolare nel reparto lunghi, non sempre all’altezza della situazione. Non a caso Napier ha trascinato al titolo nazionale una squadra tutt’altro che eccelsa, ma anzi abbastanza nella norma, e questo la dovrebbe dire lunga sulle sue qualità, più di ogni altra statistica.

Oltre alla dimensione fisica, un altro punto a suo sfavore è l’età: con ogni probabilità, nel primo giro del Draft solo Payne sarà la scelta più anziana di lui. Shabazz compirà 23 anni nel mese di luglio ed agli occhi di gm e scout potrebbe apparire come un giocatore fatto e finito, con pochi o nessun margine di miglioramento rispetto a tanti giocatori che magari non hanno ancora dimostrato nulla ed hanno anche un po’ deluso nel corso della stagione, ma che comunque vengono preferiti per una questione di potenziale futuro.

E’ facile sopravvalutare giocatori che hanno avuto un impatto così forte e determinante nel Torneo come lo ha avuto Napier, ma di certo l’esposizione che ha avuto nell’ultimo mese lo porterà ad avere le possibilità di impressionare le squadre in workout, summer league e training camp. Che è quanto di meglio possa chiedere un giocatore del talento, ma soprattutto del carattere di Shabazz che, dopo aver fatto cadere l’intera NCAA ai suoi piedi, è pronto a dimostrare di poter stare tranquillamente al piano di sopra.

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