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La tripla di Kris Jenkins e la difesa nel pitturato: così Villanova ha vinto il titolo NCAA

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Un’altra stagione NCAA è da oggi consegnata alla storia. E non poteva terminare in maniera più rocambolesca: Marcus Paige, fuori equilibrio, ha segnato un’incredibile tripla del pareggio a 4.7″ dalla fine; nell’azione successiva, Arcidiacono ha avuto la prontezza di trovare Kris Jenkins e l’ala dei Wildcats sulla sirena non ha tradito. Un ultimo possesso che fa sorgere diversi dubbi sulla scelta di North Carolina di non pressare a tutto campo: certo, i Tar Heels si sarebbero consegnati al rischio di un lancio lungo per un uomo smarcato, ma quantomeno avrebbero potuto far perdere un po’ di tempo e di lucidità al giocatore italo-americano di Villanova, che invece ha avuto un percorso abbastanza semplice per attraversare la metà campo. La squadra di coach Jay Wright ha meritato questa vittoria cercando di togliere, fin dall’inizio, i punti di riferimento ai più quotati avversari.

POINTS IN THE PAINT ─ North Carolina ha costruito i suoi successi in questa stagione attraverso il dominio nel pitturato, sfruttando l’atletismo di Kennedy Meeks e la sapienza tecnica di Brice Johnson. Villanova ha fatto di tutto per togliere questa certezza ai Tar Heels, negando la ricezione a Johnson (tenuto a due soli canestri dal campo nel primo tempo) e riempiendo l’area sulle penetrazioni. UNC, comunque, ha dimostrato tutto il talento del suo roster sfoderando una serata da 11/17 dall’arco, statistica insolita per una squadra che solitamente va alla ricerca della conclusione in area. Ma il 16/46 da due ha, alla lunga, condannato i Tar Heels. Villanova, al contrario, si è affidata al palleggio, arresto e tiro degli esterni e agli isolamenti spalle a canestro per Ochefu, collezionando un 20/34 da due a fianco del comunque notevole 8/14 dal perimetro. Solo con percentuali di tiro così alte e con una difesa così puntuale i Wildcats potevano vincere una gara in cui hanno perso per 36-23 la lotta a rimbalzo.

HERO GAME ─ Se North Carolina ha fatto soprattutto affidamento sugli esterni Marcus Paige (nella ripresa) e Joel Berry (6/7 al tiro e 3/3 da tre nel primo tempo), Villanova ha avuto risposte positive da Arcidiacono (all’inizio e nel finale di gara), Ochefu e Kris Jenkins. Eppure, l’eroe maggiore di questa partita non può che essere il sesto uomo Phil Booth. La guardia dei Wildcats aveva fatto registrare un season-high da 16 punti nella seconda gara stagionale e, per il resto, non aveva più superato i 12. Nella partita più importante della stagione e probabilmente della sua carriera, Booth ha segnato 6 dei 7 tiri che ha tentato ed è stato un fattore cruciale nella fuga tentata da Villanova durante gli ultimi 10 minuti di partita. Con 20 punti, è stato il miglior marcatore della sua squadra.

LA NOTTE DEI SENIOR ─ Con Senior Night si intende, solitamente, l’ultima partita casalinga della stagione di quei giocatori che sono all’ultimo anno della carriera collegiale. Traslando questo concetto, possiamo analizzare le prestazioni di quei giocatori che, ieri notte, hanno chiuso definitivamente la propria avventura in NCAA. Villanova ne schierava due in quintetto: Daniel Ochefu e Ryan Arcidiacono. Il lungo si è rivelato, come sempre, affidabile su entrambi i lati del campo e ha saputo rispondere presente quando è stato chiamato in causa spalle a canestro; ha chiuso la gara con 9 punti, frutto di un 4/5 al tiro, e 6 rimbalzi. Arcidiacono ha segnato 7 dei primi 9 punti dei Wildcats, prima di fermarsi. Negli ultimi 10 minuti ha ripreso a punire con costanza gli avversari, anche se la sua azione più memorabile resterà per sempre l’assist per la tripla decisiva di Kris Jenkins. Per l’italo-americano, 16 punti con 6/9 dal campo e 2/3 da tre.

Dall’altra parte, Brice Johnson e Marcus Paige sono da più anni giocatori chiave per i Tar Heels. Johnson in particolare è cresciuto fino ad arrivare alle medie stratosferiche di quest’anno, ma è incappato nel primo tempo della finale in una serata in cui la partita non sembrava in procinto di arrivare da lui. È questo, sicuramente, uno dei più grandi meriti di Jay Wright e dei suoi Wildcats. Nella ripresa, comunque, è tornato ad essere una minaccia nel pitturato e ha portato le sue cifre fino a 14 punti e 8 rimbalzi con 6/10 dal campo. Paige, invece, è stato l’autentico trascinatore della squadra nella rimonta che, dal -10, ha rimesso le squadre in parità. Sua prima una tripla importante dall’angolo dopo una stoppata subita, poi il capolavoro fuori equilibrio per il pareggio. Non ha portato North Carolina al titolo, ma la sua serata da 21 punti, 5 rimbalzi e 6 assist meriterebbe di essere ricordata nella storia dell’ateneo.