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L’importanza di Travis Illian per la condizione atletica di Boatright: l’intervista allo S&C coach di UConn

Illian

«Tutto il merito va a coach Ollie e al nostro preparatore atletico. Noi lo chiamiamo coach Travis». Così Ryan Boatright, ex giocatore di UConn, ha iniziato la conferenza stampa a seguito della vittoria del Titolo NCAA nel 2014. Coach Travis è Travis Illian, strenght and conditioning coach di UConn, ovvero l’uomo che si cela dietro la preparazione fisica e atletica degli Huskies. La squadra campione NCAA nel 2014 ha portato a casa la vittoria perché anche in aprile i giocatori sembravano freschi come rose, sempre pronti a correre al triplo della velocità rispetto agli avversari. Per questo motivo coach Illian risulta una figura particolarmente interessante, specialmente considerando che alla sua mano erano già presenti due anelli di campione NCAA, vinti però con la squadra di ginnastica artistica di Alabama. Quella che segue è una lunga chiacchierata con Travis Illian, in cui il guru della preparazione atletica collegiale ci ha spiegato come sia riuscito a rendere vincenti i propri ragazzi.

Cominciamo dalle fondamenta di una stagione: la offseason. Quando comincia la offseason di UConn e su quale esercizi fai concentrare i tuoi ragazzi in questa fase?
«La nostra offseason solitamente comincia circa una settimana dopo la fine della stagione precedente e in questa fase non ci si concentra più di tanto su esercizi particolari ma si preferisce andare a seguire ogni atleta singolarmente, per capire nello specifico di cosa ha più bisogno. Dal momento che gli esercizi dipendono dai bisogni dei singoli giocatori, cerco di farli lavorare in modo da rafforzarli e fornire loro gli elementi per migliorarsi dal punto di vista tecnico e diventare la tipologia giusta di giocatori in grado di aiutare al meglio la squadra. Gli esercizi che amo usare in questo periodo e su cui ho elaborato variazioni molto interessanti sono: weighted lunge, weighted step-up, safety squat, squat su una gamba, variazioni di glute hamstring raise, flessioni, pull-up, dumbbell press, cable row, inverted row e allenamenti basati sulle vibrazioni tramite l’uso di Galileo e PowerPlates».

In percentuale quanto tempo passate in sala pesi durante la offseason?
«Durante la offseason circa il 70-80% del nostro lavoro si svolge in palestra. L’offseason è un momento perfetto per rafforzarsi, lavorare sull’aumento di massa muscolare e sulle tecniche di self-massage (tecniche di stretching e massaggi da fare su sé stessi utilizzando il più delle volte oggetti gommati, ndr). La nostra squadra continua ad allenarsi anche dal punto di vista tecnico e cestistico durante la offseason, quindi è mio dovere cercare di creare una giusta routine di allenamento che sia perfetta per i nostri ragazzi e che possa venire incontro a tutti i bisogni della squadra».

L’alimentazione è un punto molto importante nella vita di un atleta e so che tu, Travis, sei particolarmente attento a questo aspetto. Che cambiamenti hai introdotto sotto questo punto di vista da quando hai cominciato a lavorare con gli Huskies?
«Un’alimentazione corretta è fondamentale per poter avere i migliori risultati dall’allenamento ed è necessaria anche per aiutare i giocatori a recuperare più velocemente dalle fatiche e dai logoramento che uno sport come il basket provoca. Personalmente penso che ogni atleta debba eseguire specifici cambiamenti nella propria dieta per poter diventare un giocatore migliore. Il cambiamento principale che io e il mio staff abbiamo introdotto sta nell’incoraggiare i giocatori a bilanciare il proprio bisogno energetico. Mi spiego meglio. Piuttosto che dare una routine alimentare fissa, è meglio adattare quest’ultima al consumo energetico giornaliero del giocatore che, come è immaginabile, cambia costantemente. Senza il giusto apporto di calorie infatti il corpo si debiliterà, è quindi necessario dare abbastanza “benzina” ai ragazzi per permettere loro di allenarsi al meglio. Siamo arrivati al punto non solo di incoraggiare ma anche di obbligare i ragazzi a fare un certo numero di pasti durante il giorno, quali colazione, frullati proteici dopo gli allenamenti, piccoli snack nell’arco della giornata e la giusta assunzione di vitamine e minerali. Penso anche che molti giocatori debbano essere incoraggiati ad assumere una quantità più corretta di proteine in base al loro livello di attività fisica».

Come cambia il tuo lavoro con l’inizio della stagione vera e propria? Cambi solo l’intensità degli allenamenti o anche la tipologia degli esercizi?
«Io e il mio staff cambiamo non solo la tipologia degli allenamenti ma anche la loro intensità, la frequenza e la durata dei singoli esercizi basandoci sull’intensità degli allenamenti incentrati sul basket e/o per adattarci alle trasferte. Avremo giornate molto intense in sala pesi ma anche giorni molto leggeri in cui il nostro obiettivo sarà la rigenerazione e il self-massage. Credo fortemente che uno strength and conditioning coach debba sapere adattare i propri allenamenti in base a tutte le variabili di un ragazzo, nel mio caso per esempio parliamo di scuola, basket e vita di tutti i giorni».

So che ti piace particolarmente focalizzarti sulla velocità e la resistenza. Non a caso, sotto la tua gestione, gli Huskies hanno avuto alcune delle guardie più atletiche e veloci della NCAA, sia con la palla in mano che sulle linee di passaggio, come ad esempio Shabazz Napier e Rodney Purvis, passando per Ryan Boatright. Ci puoi spiegare come strutturi gli allenamenti per migliorare la velocità dei piedi e il sistema stabilizzatore dei tuoi ragazzi?
«Sì, mi concentro molto su questi aspetti e c’è qualche esercizio che uso più di altri ma più che altro mi focalizzo sul reale potenziale atletico di ogni singolo giocatore e cerco di aiutarlo a massimizzarlo con esercizi su misura. D’altronde ogni atleta ha differenti abilità innate che possono aiutarlo a migliorare come cestista. Noi Huskies amiamo giocare in velocità e per questo ci alleniamo in modo da essere sempre i più veloci, sia atleticamente che nell’esecuzione, per tutti i quaranta minuti di gioco. Sicuramente è essenziale per noi massimizzare la velocità, la resistenza e la forza dei nostri ragazzi, ma ancora più importante è minimizzare il loro affaticamento e il potenziale di infortunio. Quando si fanno gli allenamenti sull’accelerazione, è importante eseguire esercizi alla massima velocità e alternarli con la giustà quantità di riposo. Senza un adeguato riposo infatti non si potrà massimizzare la velocità di un atleta, anzi si rischia di limitarla. Devi sapere che la velocità è dettata dal sistema nervoso, per questo va allenata con cautela e attenzione. Ho visto molti preparatori spingere i propri ragazzi al limite con troppi esercizi eseguiti alla massima velocità, il tutto senza poi dare il necessario riposo. In questo modo non solo si fa il male dell’atleta ma non si ha nemmeno la possibilità di raggiungere il risultato sperato. Il riposo è essenziale».

L’intervista completa si trova a pag. 14 del nostro magazine MY-NCAA 2015!