L’infortunio di Ware ricostruito dal Primario di Ortopedia e Traumatologia di Avellino

Il Torneo NCAA si è concluso con la vittoria di Louisville su Michigan al termine di una finale esaltante, ma l’edizione di quest’anno passerà principalmente alla storia per il gravissimo infortunio di Kevin Ware che ha sconvolto gli appassionati di tutto il mondo. Nel corso della sfida con Duke, la guardia dei Cardinals ha saltato verso un avversario per impedirgli di tirare, ma è atterrato male, spaccandosi praticamente in due la gamba. Dopo essere stato operato all’ospedale di Indianapolis, il ragazzo è subito volato ad Atlanta per incitare i suoi compagni nelle due partite conclusive del torneo, dimostrando una grandissima forza d’animo: nella sua prima intervista post-infortunio, infatti, si è detto sicuro di riuscire a tornare in campo nel giro di un anno.

Per provare a ricostruire la dinamica dell’incidente occorso alla guardia di Louisville, abbiamo contattato Pasquale Acierno, direttore dell’unità operativa di Ortopedia e Traumatologia e del dipartimento di Emergenza dell’Azienda Ospedaliera Moscati di Avellino, che ci ha espresso il suo parere professionale.

“E’ impressionante e a forte impatto emotivo assistere ad un evento come quello che è capitato a Ware – ci ha scritto – Lo sfortunato atleta con il suo gesto apparentemente uguale a tantissimi altri purtroppo ha realizzato delle particolari e straordinarie condizioni tali da determinare il cedimento meccanico della tibia. Per spiegare l’accaduto bisogna considerare l’energia che è entrata in gioco in quell’atterraggio e dove essa si è scaricata, tenendo anche conto che un gioco particolare di leve può moltiplicarne l’entità”.

“Dalle immagini sembra che ci sia stata una frattura del terzo prossimale della tibia – ha continuato – Si può ipotizzare che la massa dell’atleta, l’energia cinetica e quella generata dalle contrazioni muscolari hanno determinato una concentrazione tale di energia in un punto limitato della tibia da superare la resistenza meccanica dell’osso producendone la soluzione di continuo”.

E’ possibile che un 20enne come Ware completamente sano possa incorrere in un infortunio del genere semplicemente atterrando male dopo un salto? “Teoricamente può entrare in campo una ridotta resistenza dell’osso per una condizione patologica locale dello stesso, ma questa, se presente, si evidenzia con gli esami di imaging. Altre informazioni utili a capire la meccanica dell’evento fratturativo si possono ricavare dal pattern di frattura, ma purtroppo non disponiamo di queste informazioni. Comunque auguri di rapida e completa guarigione al nostro Kevin Ware”.