McDonald’s All-American Game 2014: Jahlil Okafor si conferma la stella più brillante di Chicago e insieme a Justin Jackson accende la sfida tra Duke e North Carolina

Nella notte appena trascorsa si è giocato il McDonald’s All-American Game, il più importante evento mediatico nel mondo del basket liceale americano, una sorta di All-Star Game in cui i migliori liceali americani si sfidano mostrando le loro abilità. Esatto, è una sorta di All-Star Game quindi non fatevi troppe illusioni sulla partita, è principalmente uno spettacolo per i tifosi anche se, come succede anche in NBA, in caso di punteggio in bilico negli ultimi minuti ci si può divertire. Useremo quindi la partita principalmente per parlare dei giocatori più in vista e non tanto delle gara in sé dato che il livello di competizione non è dei più alti. Come disse nel 2011 Doc Rivers, recatosi alla partita per ammirare il figlio Austin, “ormai questa partita ha perso lo spirito di competizione perché i licei di oggi possono viaggiare, organizzare tornei e competizioni quindi questi ragazzi si conoscono tutti. Ai miei tempi (Doc giocò l’All-American game nel 1980, ndr) non ci conoscevamo nemmeno di vista e ognuno dava il massimo per dimostrare di essere il migliore”.
Forse la competizione di oggi non sarà la stessa dei tempi di Doc Rivers ma la tempo stesso il McDonald’s All-American Game resta un bellissimo evento in cui degli atleti favolosi e affamati di successo si danno battaglia per regalarci sempre nuove giocate eccezionali e iniziare a far sognare gli appassionati di NCAA di tutto il mondo.
Ma non perdiamoci in chiacchiere a andiamo a vedere più nello specifico i migliori talenti liceali in circolazione, partendo dai roster.

Roster McDonald nuovi

La partita si è conclusa con la vittoria del West Team per 105-102 e il premio di MVP è stato condiviso tra Justin Jackson e Jahlil Okafor (entrambi in copertina) con quest’ultimo che ha potuto trionfare davanti al suo pubblico, quello della sua Chicago, riunitosi in massa allo United Center (oltre 17 mila spettatori). I due migliori giocatori della serata non fanno altro che alimentare l’eterna sfida tra Duke e North Carolina, i college a cui rispettivamente Okafor e Jackson sono destinati. Okafor ha dimostrato a tutti che la nomea da miglior prospetto liceale americano è ben più che meritata, il futuro Blue Devil infatti ha messo a segno 17 e 7 rimbalzi mettendo in mostra tutto il suo arsenale offensivo, specialmente gli eleganti e veloci movimenti in post basso, la sua arma migliore. Okafor si è rivelato decisivo con la schiacciata che ha regalato il vantaggio 103-102 a 38 secondi dalla fine.
D’altro canto Jackson si è confermato il giocatore che già ben conoscevamo, ovvero uno scorer impressionante, silenzioso e letale da ogni posizione, specialmente con il suo floater rilasciato da altezze siderali grazie alle sue lunghissime braccia. Il quasi anoressico Jackson ha messo a segno 23 punti e 5 rimbalzi rivelandosi il miglior realizzatore della serata ma soprattutto ha convinto per la sua abilità di giocare ovunque nel campo e sempre con grande efficienza offensiva.

La sfida tra Duke e North Carolina non si è certo limitata a questo. Come non citare la sfida tra i due schiacciatori Grayson Allen e Theo Pinson? Il bianchissimo Allen, futura guardia di Duke, ha infatti vinto il McDonald’s All-American Dunk Contest schiacciando oltre al futuro compagno Okafor indossando una maglia di Duke, nell’All-American Game invece ha messe a segno 4 punti, 1 assist, 1 stoppata e 2 recuperi. Theo Pinson invece, futuro Tar Heel, ha chiuso la gara con 3 punti e 3 assist con un solo canestro dal campo che però si è rivelato essere la miglior schiacciata della serata, una potente inchiodata di destro sul tentativo di stoppata dei lunghi del West Team.
Come se ciò non bastasse anche Justise Winslow e Joel Berry hanno portato avanti la sfida. Winslow, futuro giocatore di Duke, ha messo a segno 9 punti, 3 rimbalzi, 1 stoppata e 1 recupero in soli 13 minuti, allo stesso modo Joel Berry, prossimo giocatore di UNC, ha anch’esso dimostrato di saper dare un grande impatto in pochi minuto col suo gioco esplosivo come dimostrano i suoi 7 punti, 4 assist e 1 recupero in 16 minuti.
Alla fine però la sfida interna tra UNC e Duke l’hanno vinta i Blue Devils grazie al playmaker Tyus Jones. Jones è un leader, un giocatore adatto a controllare il ritmo del proprio attacco grazie alla sua ottima abilità da passatore ma al tempo stesso non si fa problemi a trovare il canestro sia in penetrazione che con una tripla piazzata. In partita infatti ha messo a segno 7 punti e 10 assist con una sola palla persa ma soprattutto è stato lui a prendere per le mani l’East Team nei momenti finali segnando 5 punti, tra cui la sua unica tripla della gara, negli ultimi cento secondi, delle giocate che per poco non hanno regalato la vittoria all’East Team.

Due ottime prestazioni sono arrivate anche da parte dei due futuri giocatori di Kansas: Kelly Oubre e Cliff Alexander. Alexander (Nella foto qui sotto), quasi certamente uno dei giocatori fisicamente più dominanti e pronti mai usciti dal liceo, ha portato a termine una partita da 9 punti e 11 rimbalzi anche se in qualche occasione l’eccessiva voglia di mostrare la sua esplosività lo ha portato a sbagliare un paio di schiacciate. Va detto però che Alexander ha portato a termine un’ottima partita pur con una mano infortunata. A proposito di esplosività e intensità non dimentichiamoci Kelly Oubre. Questa ala piccola mancina possiede un discreto gioco perimetrale ma talvolta finisce per forzare eccessivamente delle triple senza senso, come dimostra lo 0/5 dall’arco nell’All-American Game, ma riesce a compensare perfettamente con le sue giocate in penetrazione. In serata Oubre ha messo a segno 11 punti, 7 rimbalzi, 2 recuperi e 2 stoppate. Non saranno Wiggins ed Embiid ma Oubre e Alexander potranno dare un grandissimo impatto a Kansas, magari con meno tecnica ma con più intensità fisica.

Mar 29, 2014; Chicago, IL, USA; McDonalds High School All American center Cliff Alexander (11) poses for photos on portrait day at the Marriott Hotel . Mandatory Credit: Brian Spurlock-USA TODAY Sports

Ottima serata anche per altri due giocatori: Rashad Vaughn e James Blackmon. Blackmon, futuro giocatore di Indiana, ha messo a segno 13 punti dimostrandosi il grande realizzatore che gli Hoosiers volevano accaparrarsi per rendere il proprio backcourt offensivamente più d’impatto con una guardia pura da affiancare a Yogi Ferrell. Blackmon non ha paura di prendersi tiri importanti, è stato infatti affidata a lui la tripla del potenziale pareggio dell’East Team a 3 secondi dalla fine.
Vaughn invece è l’unico giocatore di entrambi i roster a regalarci una novità nell’aspetto del recruiting dato che la prima volta che analizzammo i roster (clicca QUI per leggere l’articolo) questa guardia non aveva ancora scelto la propria destinazione ma ora invece ha deciso: giocherà per UNLV. Vaughn ha messo a segno 14 punti e 5 rimbalzi confermandosi un ottimo tiratore e allo stesso tempo un favoloso penetratore d’area, specialmente quando usa la sua mossa preferita: la virata. Vaughn ha tutte le carte in regola per essere la miglior shooting guard della sua annata.

Da segnalare anche Emmanuel Mudiay, il playmaker texano che l’anno prossimo giocherà per coach Larry Brown a SMU. l’esplosivo giocatore ha messo a segno 15 punti e 6 assist dimostrando quello che già sapevamo sul suo conto, ovvero che è un penetratore favoloso dotato di grande atletismo, un discreto difensore e un buon passatore ma con un gioco perimetrale ancora da mettere a punto. Lo 0/3 da tre punti nella partita lo dimostra. Mudiay, tra una schiacciata e un assist, ha portato avanti la sua opera di convincimento nei confronti di Myles Turner, unico giocatore del lotto a non aver ancora deciso il college che frequenterà e che Mudiay vorrebbe portare a tutti i costi a SMU. Il texano Turner, autore di 7 punti e 7 rimbalzi con 1/1 da tre punti (sì, sa tirare da tre punti nonostante sia un 7 piedi), al momento sembra essere conteso tra Duke e Ohio State ma pare che SMU, ateneo appunto del Texas, sia dietro l’angolo grazie anche all’opera mediatica di Mudiay.

Anche questa edizione del McDonald’s All-American Game è nei libri di storia ma ricordiamoci che essere presenti a questa gara, o persino vincere il premio di MVP, non significa avere un futuro di successi in NBA o in NCAA anche se di certo è un ottimo punto di partenza. Okafor e Jackson saranno due future stelle? Non lo sappiamo ma di certo l’anno  prossimo daranno vita a una favolosa rivalità tra Duke e North Carolina, così come tutti questi altri giovani talenti riempiranno i parquet della NCAA con giocate da veri campioni. La stagione NCAA 2013/14 non è ancora finita ma quella 2014/15 è come se fosse già cominciata.

Foto: Justin Jackson e Jahlil Okafor ricevono il premio di co-MVP (bleacherreport.com) / Cliff Alexander (landgrantholyland.com)