Mudiay ha scelto la Cina: che sia un passo decisivo verso gli stipendi in NCAA?

Ora è ufficiale. Emmanuel Mudiay, considerato la miglior guardia uscente dai licei americani e futura lottery pick al Draft 2015, dopo aver rotto la sua promessa con Southern Methodist University (SMU) di coach Larry Brown per diventare professionista ha fatto la sua scelta: giocherà in Cina con i Guangdong Southern Tigers con cui ha firmato un contratto annuale da 1.2 milioni di dollari diventando così la prima stella liceale a preferire il campionato asiatico alla NCAA o all’Europa come fece ad esempio Brandon Jennings.

Niente NCAA quindi per Mudiay ma anche niente Europa, proprio come avevano accennato nell’articolo che ripercorreva la storia recente del talento texano originario del Congo e la sua scelta di lascia SMU (clicca QUI per leggere l’articolo).
Mudiay, guardia dallo strabordante talento, aveva deciso di non intraprendere la carriera universitaria per aiutare la madre vedova a pagare le bollette dato che il lavoro come assistente infermiera non le permetteva di vivere tranquillamente e mantenere gli studi Jean-Michael, fratello di Emmanuel, intento a laurearsi proprio a SMU in Sports Menagement per diventare il futuro agente del talentuoso fratellino. Il contratto firmato dalla stella di Prime Prep con la squadra cinese di Guangdong di sicuro metterà più di una pagnotta sulla tavola della famiglia Mudiay ma può rivelarsi un discreto boomerang per il ragazzo un tempo destinato a SMU. Il campionato cinese (CBA) infatti, seppur in crescita, non ha certamente la visibilità, la considerazione e il livello della NCAA o delle principali leghe europee e potrebbe quindi danneggiare Mudiay in vista del Draft 2015 in cui sarebbe stato, stando alle previsioni, uno dei nomi più caldi. Se però consideriamo il motivo primario per cui è diventato professionista ovvero i soldi per aiutare la famiglia, Mudiay non avrebbe potuto fare una scelta migliore. Il suo stile di gioco infatti, ancora grezzo e troppo “egocentrico”, tipico delle guardia esplosive abituate a tenere sempre la palla in mano, non gli avrebbe potuto garantire un contratto in uno dei top club europei, troppo basati su sistemi precisi e collaudati, ma al tempo stesso, al giorno d’oggi, è quasi impossibile trovare una squadra europea da metà classifica in grado di poter offrire un contratto sostanzioso anche solo la metà di quello offerto dal Guangdong. Insomma, Mudiay potrebbe essere l’equivalente moderno del detto “meglio un uovo oggi che una gallina domani”.
Mudiay però non è uno stolto, da quanto riportato da Yahoo Sports nella persona di Adrian Wojnarowski, ha infatti firmato un contratto arricchito da polizze assicurative molto dettagliate con lo scopo di proteggere i propri guadagni futuri in caso di un infortunio in Cina, i dettagli però non sono noti.

Mudiay China

Il neo acquisto dei Southern Tigers va quindi a raggiungere una squadra veramente forte come dimostrano le 30 vittorie in 34 partite della scorsa stagione, traguardo raggiunto grazie alla presenza di giocatori di alto profilo quali l’ex giocatore NBA Royal Ivey e l’ex lottery pick del Draft 2007 Yi Jianlian di cui però negli Stati Uniti preferirebbero dimenticarsi.
Come detto però il rischio è grande. Brandon Jennings a Roma non brillò particolarmente, per non citare altri casi come quello di Jeremy Tyler, passato da Israele e Giappone prima di arriva in NBA dalla porta di servizio.

Una domanda però sorge spontanea: il sistema collegiale americano di oggi è davvero vantaggioso per i maggiori talenti liceali? Come saprete la NCAA non è una lega professionistica e di conseguenza i giocatori non vengono pagati nonostante le università guadagnino cifre a sette zeri dalla vendita dei diritti televisivi e merchandising garantiti appunto dai giocatori che però guadagnano a tutti gli effetti lo 0% su questi introiti. Situazione non facile per ragazzi che, come Mudiay, vengono da una situazione disagiata. La situazione poteva essere accettata precedentemente dato che i giocatori in grado di essere scelti come lottery pick dopo un solo anno di NCAA erano pochissimi ma ora che sono la gran maggior parte è davvero conveniente per loro passare un anno senza guadagnare un singolo centesimo per approdare poi in ogni caso in NBA? In questo periodo si sta discutendo molto sulla possibilità di stipendiare i giocatori NCAA ma la situazione è molto spinosa e necessita quindi di una lunga e precisa analisi prima che una decisione possa essere presa. Appunto per questo motivo la decisione di Mudiay e la posizione in cui verrà scelto al prossimo Draft potrebbero essere la chiave di volta per la decisione di stipendiare i giocatori NCAA o, in caso contrario, per far preferire ai più grandi talenti liceali un’esperienza da professionisti oltreoceano piuttosto che il canonico anno al college. Solo il tempo potrà darci una risposta.
Una persona però si è già espressa a riguardo e in maniera piuttosto diretta, parliamo di Jay-Z. Il rapper di New York è una figura molto influente nel mondo del basket dal momento che dopo essere stato un proprietario di minoranza dei Brooklyn Nets ha venduto le sue quote della squadra per aprire la propria agenzia di management sportivo, la Roc Nation Sports che al momento rappresenta tre giocatori di baseball (Robinson Cano e CC Sabathia), tre giocatori di football (Hakeem Nicks, Geno Smith e Victor Cruz), una giocatrice della WNBA (Skylar Diggins) e due giocatore NBA del livello di Kevin Durant e James Young, neo rookie dei Boston Celtics. In una recente canzone chiamata “They Don’t Love You No More” di DJ Khaled con French Montana, Meek Mill, Rick Ross e appunto Jay-Z, il rapper proprietario della Roc Nation Sports insulta pesantemente la NCAA dicendo “Fuck the NCAA ni**a, let a young ni**a get paid” che tradotto e ripulito significa appunto che la NCAA dovrebbe andare “a quel paese” e pagare i giocatori (parole che potete sentire intorno al minuto 3:45 del video qui sotto).

Avrà ragione Jay-Z? Anche in questo caso sarà il tempo a risponderci ma in ogni caso possiamo dire che la decisione di Mudiay potrebbe cambiare molte cose in diversi scenari. Per il momento lasciamo che Emmanuel si goda il contratto con cui potrà aiutare la madre e i fratelli a migliorare il loro stile di vita. Per il futuro e per la NBA c’è tempo.

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