NBA Draft 2013: i centri

Raramente negli ultimi anni si era visto un Draft così ricco di centri puri. Il 2013 sarà una vera fucina di Big Man, dato che ad oggi, nei più autorevoli mock draft d’America, sono ben 9 i giocatori alti almeno 210 cm ad essere considerati papabili di una scelta al primo giro, e se come decimo aggiungiamo Jeff Withey, semifinalista NCAA con i Kansas Jayhawks, possiamo veramente definire questo lotto come tra i più ricchi degli ultimi anni. Bisogna specificare che Nerles Noel verrà considerato un’ala grande, per via del suo peso inferiore ad alcune guardie della NBA, e non per l’altezza, che anche nel suo caso supera i 210 cm.

LE CERTEZZE
Alex Len, Maryland Terrapins, Sophomore
Chi vi scrive non è innamorato di Alex Len, ma è impossibile non dare credito ad un giocatore che sta scalando sempre più le classifiche di gradimento tra i General Manager della NBA. Len, Ucraino, ma di estrazione cestistica americana, ha disputato una solidissma annata a Maryland; secondo miglior marcatore della squadra a 11.9 a partita, miglior rimbalzista (7.8) e stoppatore (2.1), non è riuscito però a trascinare i Terrapins al raggiungimento del Torneo NCAA, avendo Maryland partecipato solo all’NIT Invitational. Da qualche mese la sua scelta viene proiettata molto in alto assestandosi addirittura dalla quarta di Charlotte alla decima di Portland, nel peggiore dei casi. Tra le squadre con una scelta alta potrebbero volerlo i Suns e i Kings, se dovessero scambiare DeMarcus Cousins, ma la squadra che farebbe follie per averlo dovrebbero essere i Blazers, alla ricerca disperata di un centro titolare.

Cody Zeller, Indiana Hoosiers, Sophomore
Zeller è uno dei tanti giocatori (e i centri più degli altri) che potrebbe essere scelto in alto, se le cose vanno in un modo, o relativamente in basso, se le cose andranno in un altro. E’ un giocatore assolutamente interessante, per stazza e caratteristiche tecniche, sicuramente le più pregiate insieme a quelle di Olynyk, alcuni lo considerano addirittura il miglior lungo del Draft, altri lo danno dietro ad Alex Len ed addirittura Steven Adams. Sarebbe un colpo interessantissimo per New Orleans che avrebbe una coppia di torri d’altissimo livello con lui e Anthony Davis, ma anche per Minnesota, che però dovrebbe prendere una guardia, o Portland. L’enigma è su chi lo sceglierà, non sulle sue qualità.

IL MISTERO
Steven Adams, Pittsburgh Panthers, Freshman
Altro giocatore nato fuori dagli States, è neozelandese, che ha giocato sia in una high school che in un college americano. Per la verità non è che abbia giocato molto al college, dato che dopo appena una stagione, fatta a 23.4 minuti di impiego, con cifre si buone, ma non indimenticabili, Adams ha deciso di dichiararsi per il passaggio tra i professionisti. Molto acerbo e assolutamente non pronto per il livello NBA, è accostato però a chiamate altissime che vanno dalla 10 (sarebbe uno scandalo) alla 16, per via della sua stazza imponente e delle sue doti di rimbalzista, sicuramente le migliori che madre natura gli abbia donato. Tra i centri potenzialmente acerbi, ce ne sono molti che il sottoscritto gli preferirebbe, tra cui Lucas Nogueira e Rudy Gobert, ma ai General Manager pare piaccia, e pure molto. Chi vivrà vedrà.

OUTSIDER
Jeff Withey, Kansas Jayhawks, Senior
Davanti a lui dovrebbero, oltre i sopracitati, scegliere Olynyk, Plumlee, Dieng, Gobert e Nogueira, ma il fascino che esercita il centrone dei Jayhawks, per le sue grandi stagioni NCAA è innegabile. Whitey è un centro bianco, non atleticissimo, ma con un senso della stoppata innato, e un ottima abilità di andare a rimbalzo. Nell’ultimo periodo al college era migliorato molto con il tiro dalla media e con i movimenti in post basso, ma oggettivamente preoccupa per la sua lentezza e la difesa sul pick n’ roll, che ad un livello fisico come quello della NBA potrebbe rivelarsi fatale. Per tanti motivi sembra una scelta che possa sposarsi bene con quella che devono fare i Knicks, alla ricerca di un totem d’area che garantisca minuti di riposo ad un Chandler sempre più avvezzo agli infortuni nella fase finale della propria carriera. Se alla 24 (la scelta newyorkese) Gobert e Nogueira dovessero essere stati già scelti, non stupitevi se arrivasse la chiamata per il centrone di San Diego.

Gorgui Dieng, Louisville Cardinals, Junior
Sembra fatto e finito per diventare la riserva di Joakim Noah in quel di Chicago. Gorgui Dieng è reduce da un titolo NCAA vinto da protagonista; in una stagione come questa la scelta al primo turno del Draft NBA non potrebbe che rappresentare una ciliegina sulla torta. Dieng è migliorato tantissimo, ma è ancora considerato un centro più difensivo che altro. Fisicamente è assolutamente innegabile che sia pronto per la NBA, ma qualche dubbio sulla sua gamma di movimenti nella metà campo offensiva sussiste. Se riuscirà a migliorare come negli ultimi anni, il suo spazio nella lega non glielo toglierà nessuno. Più che outsider è una certezza per le panchine di squadre che hanno bisogno di un nono/decimo uomo della rotazione in grado di stare in campo con competenza.

INTERNATIONALS
Rudy Gobert, Cholet, 1992 e Lucas Nogueira, Estudiantes, 1992
Li mettiamo insieme nonostante siano dati uno nella prima metà del primo giro, Gobert, ed uno nella seconda metà, Nogueira. Fisicamente due mostri. Il francesce ha letteralmente impressionato con i suoi 2.18 di altezza e con il 4.4 di “body fat”, ovvero la percenutale di massa grassa del corpo, dato più basso nei centri del Draft, “superato” solo da Nerlens Noel che ha registrato 4.2, ed il brasiliano ha registrato anch’egli grandissimi risultati in questo senso, guadagnandosi la certezza di una chiamata al primo turno. Su Gobert ci sono tantissime squadre, a partire, dai 76ers, passando per Oklahoma City, Portland, e tante altre. Su Nogueira dovrebbero esserci Timberwolves, Nuggets attorno alla 25/26, anche se qualche sito lo ha addiritutra affiancato alla chiamata numero 11 dei Philadelphia 76ers. Se dovessero crescere potrebbero realmente diventare dei giocatori importanti nella NBA.