NCAA Chosen Dozen: La strana situazione di North Carolina, la crescita di Florida e il dominio di Aaric Murray

Il tempo passa, l’NCAA continua la sua stagione e, come è normale per il mondo colegiale americano, nessuna certezza viene rispettata. Andiamo quindi ad analizzare la particolare situazione di North Carolina per poi andare a dare uno sguardo alle squadre più in forma del momento così come ai giocatori più caldi di questi freddi mesi.

LO STRANO CASO DI DOTTOR NORTH CAROLINA E MR. TAR HEELS

North Carolina è da sempre sinonimo di basket ma negli ultimi due o tre anni non sta attraversando uno dei suoi momenti migliori e, in teoria, anche quest’anno non dovrebbe essere uno dei più rosei per i Tar Heels ma il basket è bello perché è vario, ecco il motivo per cui i ragazzi di coach Roy Williams meritano un’analisi piuttosto attenta. In questo inizio di stagione UNC sta attraversando un momento molto particolare, ad oggi infatti si trova alla posizione numero 14 del ranking giornalistico con un record di 7-3 che all’apparenza sembrerebbe senza infamia e senza lode, un record mediocre considerando che la stagione delle sfide interne alla conference non è ancora cominciata. Ma è davvero così? UNC ha infatti perso contro squadre tutt’altro che spaventose come Belmont (80-83), UAB (59-63) e proprio due giorni fa contro Texas (83-86) ma al tempo stesso è riuscita a mettere al tappeto la #3 del Ranking Louisville, la #1 Michgan State e anche la #11 Kentucky. C’è da dire che le sconfitte sono arrivate sempre per un massimo di 4 punti e quasi mai in maniera analoga, UAB e Texas infatti hanno dominato la guerra sotto i tabelloni schiacciando i Tar Heels nella lotta a rimbalzo: UAB ha portato a casa 52 rimbalzi di cui ben 21 offensivi contro i 37 totali di UNC, Texas invece ne ha catturati 51 di cui ben 20 offensivi contro i 42 totali di North Carolina. Sarà questa la chiave delle sconfitte? No, non è sufficiente. contro Belmont infatti North Carolina ha dominato sotto canestro catturando ben 44 rimbalzi contro i soli 29 degli avversari che però hanno risposto con una pioggia di triple, ben 15 con un percentuale di poco superiore al 40%.
Capire la chiave di volta di questa squadra è difficile perché i blackout difensivi talvolta ci sono ma è anche vero che è proprio la difesa l’arma più affidabile della casa, specialmente sugli aiuti che sono spesso fatti da ottimi atleti, perfetti per oscurare la via del canestro agli avversari. Ciò nonostante tutto questo atletismo è talvolta un difetto, specie se mischiato alla poca esperienza di alcuni giocatori che, troppo sicuri delle proprie doti, cercano spesso la stoppata o travolgono l’avversario causando un eccessivo numero di tiri liberi a sfavore come è successo contro UAB in cui la sola guardia Chad Frazier è andata in lunetta per 14 volte sulle 28 totali di squadra.
Il problema vero resta la fase offensiva. UNC attacca decisamente male, spesso si affida totalmente all’intraprendenza dell’ottimo Marcus Paige e finisce per tenere la palla troppo ferma nelle mani dello stesso Paige, in quelle di McAdoo o in quelle di Brice Johnson, come dimostra il fatto che il miglior assistman della squadra, Paige, sfiori a malapena i 4 assist di media. Va detto che questa squadra è priva di centri puri e di conseguenza riesce a dare il meglio in transizione, situazione in cui sfrutta perfettamente l’atletismo dei suoi ragazzi anche se l’attacco alla difesa schierata la situazione non è certo confortante. In una squadra senza centri puri ci si aspetta di trovare parecchi tiratori ma non è questo il caso, in stagione infatti si fatica a realizzare triple e solo Paige e Tokoto (quest’ultimo solo con 3 triple a referto, al momento) ci sono riusciti prima del ritorno in squadra dell’ormai ex squalificato Leslie McDonald, autore di quattro triple nell’unica partita da lui giocata, quella contro Texas. L’arrivo di un tiratore è puro ossigeno per il sistema di Roy Williams che potrà finalmente variare i propri set offensivi liberando anche ulteriormente l’area per i movimenti di McAdoo da cui ci si aspetta ben di più rispetto a quanto fatto fino ad ora.
Non facciamo di tutta l’erba un fascio, dalle righe precedenti potrebbe sembrare che UNC sia una squadra alla deriva ma non è così e le già citate vittorie contro Louisville (98-84), Michigan State (79-65) e Kentucky (82-77) hanno dimostrato che la squadra è competitiva e ricca di sorprese come si può notare dalle prestazioni del “paffuto” freshman Kennedy Meeks, autore di 15 punti e 7 rimbalzi in 18 minuti contro Michigan State e di 13 punti, 12 rimbalzi e 7 assist contro Louisville in soli 24 minuti di gioco. L’avreste mai detto? Noi vi avevamo avvisati dato che lo avevamo segnalato come “sleeper” nella nostra classifica pre-stagionale dei migliori freshman (clicca QUI per leggere l’articolo).
Insomma, chiudiamo dicendo che North Carolina è un enigma, un punto interrogativo che qualsiasi potenza in NCAA dovrebbe temere, specie ora che anche Leslie McDonald è tornato a roster. Ovviamente aspettiamo anche il reintegro di PJ Hairston, miglior realizzatore dell’ultima stagione in cui, da sophomore, ha sfiorato i 15 punti di media, per un giudizio definitivo sui Tar Heels, sempre che il buon PJ non combini l’ennesimo dispetto nei confronti del codice etico della squadra che lo costringa a restare fuori per ulteriore tempo, cosa che, se dovesse accadere, non stupirebbe poi molte persone.

LE 5 SQUADRE PIU’ IN FORMA

Florida Gators

1) Florida Gators (8-2), #12 del Ranking
I ragazzi di coach Billy Donovan hanno messo il turbo e stanno facendo vedere a tutti di non avere paura di nulla e di nessuno, nemmeno del durissimo calendario che gli si è parato davanti. I Gators, a seguito della sconfitta contro UConn avennuta il 2 dicembre si sono ritrovati davanti due squadre di altissimo valore, entrambe dotate persino di una migliore posizione nel Ranking ovvero Kansas e Memphis, due corazzate che Florida è riuscita ad affondare con più facilità del previsto. In entrambi i casi Florida ha lanciato un grande segnale agli avversari con un grande primo tempo (contro Kansas ha chiuso i primi 20 minuti addirittura sul 36-21) e un’ottima prestazione al tiro da tre punti come dimostra il 44% contro Memphis e il 50% contro Kansas. Patric Young è un ottimo leader emotivo e Casey Prather sta giocando alla grande, da poco sono rientrati in squadra anche l’attesissimo freshman Kasey Hill e la guardia senior Scottie Wilbekin il quale non ha mai giocato così bene come in questo inizio di stagione. Non scordiamoci che al momento manca ancora l’ala Chris Walker, il freshman più atteso di Florida, che finalmente ha completato gli esami arretrati e da domani potrà cominciare ad allenarsi con la squadra. Attenzione quindi a questi Gators che se dovessero riuscire perfettamente nel proprio sistema anche Walker allora diventeranno una bella gatta da pelare per chiunque.

2) Stanford Cardinals (8-2), non presente nel Ranking
I Cardinals non saranno la più forte corazzata del modo NCAA ma sono una bella mina vagante. Dopo la lunga pausa dall’1 al 14 di dicembre sono finalmente scesi in campo, prima per rifilarne trenta ai poveri Aggies di UC Davis e poi per mandare KO gli strepitosi UConn Huskies, fino a quel momento imbattuti. Stanford gioca con rotazioni cortissime, talvolta scendono in campo effettivamente solo sei giocatori quindi potrebbe avere qualche problema di resistenza più avanti nella stagione e nell’eventuale Torneo NCAA ma al momento i risultati stanno arrivando quindi il problema non si pone, d’altronde se il trio Brown-Randle-Powell dovesse giocare sempre così allora si può anche provare a vincere son soli tre giocatori. Il junior Chasson Randle segna più di 18 punti a gara in ogni modo e da ogni posizione del campo, Anthony Brown invece è passato dai 3 punti e 2 rimbalzi dell’anno scorso ai 15.2 punti e 5.6 rimbalzi di quest’anno e come se non bastasse tira con il 58% da tre punti su 3.8 tentativi a gara. La chiave però è il senior Dwight Powell, un’ala grande da 15 punti e 8 rimbalzi a gara in grado di tirare bene dalla lunetta così come da tre punti e che quest’anno è diventato anche il miglior assistman della squadra con 4.2 assist di media, il doppio rispetto allo scorso anno. Fear the Cardinals.

3) Arizona Wildcats (12-0), #1 del Ranking
Che dire su Arizona? Non molto dato che è semplicemente perfetta. Al momento gioca a una velocità e a un livello di intensità che gli altri possono solo sognare anche se molto probabilmente la chiave dei Wildcats sta nella qualità della panchina, d’altronde quante squadre possono permettersi di far partire dal “pino” due giocatori come Gabe York e Rondae Hollis-Jefferson? Pensate solo che un freshman del livello di Elliot Pitts gioca solo il garbage time di alcune partite. Direi che con questo abbiamo detto tutto.
In settimana molte squadre hanno giocato poco ma i Wildcats che arrivavano dalla vittoria su UNLV hanno giocato ben tre volte, prima infatti hanno assassinato la discreta New Mexico State (74-48), poi hanno battuta la più che buona ma al momento confusa Michigan e hanno chiuso dominando per 69-43 la povera Southern proprio nella notte appena passata. Arizona ha dimostrato di saper giocare anche contro le grandi (ha vinto contro Duke il 29 Novembre) e ha anche saputo vincere senza l’unico vero centro della squadra ovvero Kaleb Tarczewski, vittima di una distorsione alla caviglia nella partita contro Michigan. Poco da dire, Arizona si sta confermando come una delle super potenze di quest’anno.

Honorable Mention: Princeton Tigers (8-1), non presente nel Ranking
Giusto nominare anche Princeton dato che il record di 8-1 è tutt’altro che banale. I Tigers in settimana hanno battuto la sempre insidiosa Rutgers così come Penn State, squadra che stava stupendo tutti per i suoi risultati inaspettati prima che Princeton la portasse con i piedi per terra. Certamente non la vedremo più di tanto in Marzo ma se il livello è questo allora in Ivy League potrebbe anche pensare di portare a casa il titolo superando la favorita Harvard, specie da quando è rientrato in squadra T.J. Bray, un super playmaker da 15 punti, 7 assist di medio e con un fisico da guardia.

I GIOCATORI PIU’ CALDI

Aaric Murray

1) Aaric Murray, Centro, Senior, Texas Southern Tigers
Aaric chi? Avere un nome non molto conosciuto e giocare in un piccolo college non è sinonimo di essere scarsi e Murray lo sta dimostrando. Questo ragazzone è al suo terzo college dopo i primi due anni a LaSalle e l’anno da junior a West Virginia ma finalmente sembra aver trovato il luogo giusto per brillare. Certo andrà meno in televisione e il Torneo NCAA lo vedrà dal divano di casa ma a livello personale potrà togliersi qualche soddisfazione. In settimana ha messo a segno cifre pazzesche: prima 21 punti e 12 rimbalzi nella sconfitta contro Cal. State-Fullerton ma soprattutto 48 punti e 8 rimbalzi nella vittoria contro la ben più quotata Temple. Sapete se qualche squadra europea sta cercando un lungo realizzatore per la prossima stagione?

2) Dustin Hogue, Ala Piccola, Junior, Iowa State Cyclones
Al momento i Cyclones sono imbattuti e alla posizione numero 17 del Ranking e per questo dovrebbero dire grazie soprattutto a Hogue. Il ragazzo da Yonkers, New York, sta viaggiando a 12 punti e 11 rimbalzi di media, non male, ma nelle ultime tre partite è esploso mantendo una media di 17 punti e quasi 15.5 rimbalzi di media nelle vittorie contro Auburn, Northern Iowa e perfino nell’acerrima rivalità contro Iowa. Ho già detto che in media si prende solo 7 tiri surante la partita? Hogue prende solo tiri puliti, tira bene anche da tre punti, ha un QI cestistico altissimo e ha una grande abilità nel guadagnarsi tiri liberi. Cosa volete di più?

3) Brandon West, Centro, Senior, Jackson State Tigers
Siamo già al secondo centro senior proveniente da un piccolo college il cui nome della squadra è Tigers. Non è la nuova maledizione dei Maya, è solo che gli americani hanno poca fantasia, non preoccupatevi. Jackson State è ben poca cosa quindi normalmente fa molta fatica ma se nell’ultima settimana il suo centro titolare si mette a portare a casa 13 punti e 17.5 rimbalzi di media allora non stupisce il fatto che siano arrivate due vittorie consecutive contro Evansville e la ben più quotata Louisiana-Lafayette. West è molto grezzo e limitato in attacco ma ha più voglia di tutti gli altri, ha il cosiddetto “occhio della tigre” (che si adatta anche bene al nome della squadra, Tigers) e si sta facendo conoscere in NCAA come l’assoluto dominatore dei tabelloni.

Foto: UNC in copertina (bleacherreport.com)/Florida Gators (sportsillustrated.cnn.com)/Aaric Murray (usatoday.com)