NCAA Chosen Dozen: Hairston e Behanan lasciano North Carolina e Louisville, la resurrezione di Michigan e l’inarrestabile Aaric Murray

Nel mondo della NCAA succedono una valanga di cose e non solo relative al parquet di gioco, ma anche fuori dal campo. Nell’ultimo periodo infatti sono arrivate al termine le telenovelas legate a due giocatori, precisamente Chane Behanan di Louisville, P.J. Hairston di North Carolina, i quali hanno perso la borsa di studio nei rispettivi college per motivi disciplinari e hanno deciso di proseguire le proprie carriere in modi diversi. Come? Lo andremo ad analizzare nel tema della settimana. A seguire, come al solito, andremo alla scoperta delle squadre e dei giocatori più in forma dell’ultima settimana di college basketball.

MAMMA, HO PERSO LA BORSA DI STUDIO

Chane Behanan e P.J. Hairston sono due giocatori estremamente talentuosi, due elementi fondamentali in due dei più forti programmi dell’intero panorama NCAA e due ragazzi con aspirazioni NBA (soprattutto il secondo), non certo due soggetti da alta scelta di lottery ma con la possibilità di dire la loro in un contesto NBA o, in alternativa, con la possibilità di fare la voce grossa in Europa (soprattutto il primo). Ma allora perché sono stati “cacciati” dalle rispettive scuole? Facciamo un passo indietro.

Behanan è un’ala grande dei Louisville Cardinals e, essendo quest’anno un junior, ha partecipato alla spedizione che ha conquistato il terzo Titolo NCAA della storia dei Cardinals e soprattutto lo ha fatto da elemento fondamentale della squadra. Il suo gioco energico, la sua cattiveria mista alla sua abilità di movimento nel pitturato gli hanno consentito di risolvere non poche partite a favore della sua squadra. Behanan è un ragazzo molto legato alla squadra e ai suoi compagni, vi ricordate il tremendo infortunio accorso al compagno di squadra Kevin Ware durante le ultime Elite Eight contro Duke? In quella partita Behanan,così come alla fine di ogni gara fino alla conquista del titolo nazionale, è stato il primo ad abbandonare la sua maglia numero 21 e a mostrare la maglia numero 5 del compagno infortunato. Penso che questo dica più di mille parole riguardo l’affetto che Behanan ha verso i suoi ormai ex compagni.
Poco prima dell’inizio della stagione 2013/14, l’anno da junior di Chane, Louisville annunciò che Behanan era stato sospeso a tempo indeterminato per aver violato il regolamento della squadra, senza ulteriori spiegazioni. Questa notizia preoccupò ogni tifoso dei Cardinals considerando la qualità del gioco di Behanan ma la preoccupazione non durò molto dato che fu reintegrato in squadra già contro Hofstra, nella seconda gara stagionale. La situazione però sembrava diversa. Behanan era abituato a giocare una media di 26 minuti a gara fin dal suo primo anno mentre in questo suo terzo anno i minuti di impiego erano scesi a 18.6 di media e non ci volle molto perché i fatti venissero a galla. Behanan fu ufficialmente escluso dalla squadra il 30 dicembre, due giorni dopo l’ultima partita giocata in maglia Cardinals e il giorno prima della gara contro UCF. Coach Pitino non ha voluto approfondire sui motivi dell’esclusione di Behanan, ha solo detto che il ragazzo aveva violato il regolamento scolastico e che l’esclusione era la cosa più giusta in quanto il coach stesso era “più preoccupato per Chane in quanto uomo piuttosto che come giocatore”. Parole del coach. Inoltre Behanan attualmente è a Houston per allenarsi con John Lucas, ex allenatore e giocatore NBA che gestisce un centro per il recupero di giocatori e allenatori tossicodipendenti, altra cosa che non dirà tutto su questa situazione ma può dare qualche indizio.

La situazione di P.J. Haiston invece è un po’ diversa. Hairston è stato il miglior realizzatore dei Tar Hells nel suo anno da sophomore con 14.6 punti a partita e, al termine della scorsa stagione, decise di restare a UNC per cercare di migliorarsi nel corso del suo anno da junior ma non è mai riuscito a vedere il campo. A inizio stagione infatti è stato sospeso a tempo indeterminato insieme al compagno Leslie McDonald per aver violato il regolamento della squadra e della scuola. I due infatti furono multati per eccesso di velocità ma si scoprì che le macchine da loro usate erano auto a noleggio pagate da un “benefattore” esterno e di conseguenza erano effettivamente un beneficio in denaro offerto da un esterno, cosa che un’atleta NCAA non può ricevere. La NCAA investigò e scoprì che ai giocatori furono offerte auto di lusso a noleggio quali una Porsche Cayenne, una Audi A4, una Mercedes e una Chevrolet Camaro, oltre a un appartamento e a un iPhone a testa, per un valore complessivo di migliaia di dollari. Fu calcolato che a McDonald fu omaggiato materiale per circa 1800 dollari mentre per Hairston doveva essere molto di più, il tutto aggravato dal fatto che Hairston fu multato per andare a circa 50 km/h oltre il limite pur essendo senza patente e provvisto di dosi massicce di marijuana nascoste nella stessa auto. McDonald fu costretto a saltare 9 partite e a ripagare i 1800 dollari svolgendo un lavoro socialmente utile. UNC però decise di non fare nemmeno ricorso riguardo la faccenda Hairston come ad ammettere che i “favori” ricevuti dalla talentuosa guardia fossero decisamente superiori a quelli ricevuti da McDonald e per questo fu escluso dalla squadra e dalla squadra lo scorso 20 dicembre, non a caso infatti non si è nemmeno iscritto alle lezioni previste per il semestre successivo.

Che differenza c’è tra i due ragazzi? Behanan ha preso il suo problema per le mani, è andato subito a chiedere l’aiuto di coach Lucas e ha dichiarato di sentirsi molto meglio, soprattutto fuori dal campo. Inoltre l’ex Louisville ha deciso di tornare al college l’anno prossimo accettando la borsa di studio offertagli da Colorado State University. Il motivo principale? Behanan ha dichiarato che la sua motivazione principale è quella di laurearsi dato che gli manca pochissimo alla tanto agognata meta scolastica, il basket è un motivo secondario. Anche per quanto riguarda il basket la scelta di CSU non è casuale dato che i Rams giocano comunque nella Mountain West Conference, non certo la migliore del paese ma comunque una conference molto valida e competitiva dove avrà modo di mettere in mostra le sue ottime qualità nella sua ultima stagione da collegiale. Precisamente potrà scendere in campo già dal prossimo dicembre, quindi a stagione iniziata. Non scordiamoci che l’allenatore dei Rams è coach Larry Eustachy, un vero e proprio sergente dell’esercito con cui non è possibile commettere alcun sbaglio, specialmente dal punto di vista etico e comportamentale, segno che Behanan vuole rimettersi seriamente in riga in vista di un futuro da professionista.
Hairston invece era consapevole di averne combinate già troppe nella sua breve carriera collegiale e sapeva che se la NCAA avesse continuato a investigare avrebbe trovato migliaia e migliaia di dollari di regali proibendogli quindi di giocare altre partite, di conseguenza ha deciso di diventare subito professionista firmando per i Texas Legands, squadra satellite dei Dallas Mavericks in D-League. L’ex UNC ha già giocato quattro partite segnando rispettivamente 23, 7, 40 e 23 punti, ennesima prova che non è di certo il talento a mancargli.

Qual è la morale di questo discorso? Semplicemente che Behanan potrebbe incrementare il numero dei suoi estimatori grazie a un comportamento più umile rispetto a quello di Hairston e cercando di rimediare ai propri errori mentre Hairston potrebbe aver danneggiato non poco le sue quotazioni in ottica di un futuro in NBA a causa di una grande, grandissima immaturità.
Mi pare doveroso citare brevemente anche la situazione di Jerian Grant, guardia junior di Notre Dame e stella della squadra con 19 punti e 6.2 assist di media. Il ragazzo è stato escluso dalla squadra dopo dodici partite per i suoi scarsi risultati accademici ma ha fatto subito mea culpa, si è scusato con tutti e ha dichiarato di dover incolpare solo sé stesso per questa situazione. Grant ha promesso di concentrarsi sullo studio in questo secondo semestre e mettersi in pari con i voti così da poter essere pronto per affrontare al meglio la sua ultima stagione a Notre Dame prevista per l’anno prossimo, rifiutando così di passare al professionismo.
Questa è solo l’ennesima riprova che tutti possiamo sbagliare ma è come si ripara ai propri errori che fa la differenza, perché la testa di un giocatore vale quanto o più del talento che mostra di avere in campo.

LE SQUADRE PIU’ IN FORMA

1) Michigan Wolverines (16-4), #10 del Ranking
Vi siete mai chiesti se è possibile svoltare una stagione in due settimane? La risposta è sì e Michigan ne è l’esempio. L’inizio di stagione con le partite extra-conference è stato difficile dato che sono arrivate sconfitte contro le uniche tre squadre di Ranking affrontate (Arizona, Duke e Iowa State) e anche contro avversari molto modesti come i Charlotte 49ers. Come se non bastasse Michigan ha dovuto dire definitivamente addio per la stagione al lungo Mitch McGary. Tutto sembra andare male, e invece? Cominciano le partite interne alla Big Ten e Michigan diventa una potenza assoluta portando a casa otto vittorie su otto partite che la rendono l’unica squadra imbattuta in Big Ten. Settimana scorsa, durante l’assenza di questa rubrica, Michigan ha battuto Wisconsin (numero #3 del Ranking), Iowa (#10 del Ranking), Michigan State (nuova #3 del Ranking) e Purdue. Contro Wisconsin (conclusasi 77-70) i Wolverines hanno controllato la gara dal primo minuto grazie al trio Stauskas, LeVert, Robinson III, autore di 57 punti sui 77 totali, salvo poi farsi riprendere nel finale in cui si sono trovati anche solo sul +1 a 50 secondi dalla fine. In quel momento però è stato il solito Stauskas a prendersi la responsabilità di chiudere la gara con una tripla in step back da vero campione. Contro Iowa (conclusasi 75-67) la situazione è stata simile: equilibrio nel primo tempo, esplosione di Michigan nella ripresa e poi rimonta di Iowa negli ultimi minuti. Anche qui a chiudere la gara ci hanno pensato Stauskas (26 punti, 5 rimbalzi e 5 assist) e Robinson III (14 punti e 9 rimbalzi). Nel super “derby” contro MSU invece i Wolverines hanno inseguito per più di 35 minuti andando anche a -8 ma poi Stauskas e Walton Jr., autori di 19 punti a testa, hanno deciso che forse era il momento di mettere la freccia e superare, portando a casa la vittoria per 80-75. Per chiudere Michigan ha vinto contro Purdue per 75-66 dominando per tutti i 40 minuti dello Stauskas Show. Esatto, perché avrà messo a segno solo 16 punti ma con anche 3 stoppate e 3 assist, il tutto ridicolizzando la difesa dei Boilermakers. Riuscirà Michigan a tenere questo ritmo fino a fine stagione?

2) Texas Longhorns (16-4), #25 del Ranking
Anche Texas, come Michigan, ha avuto difficoltà a inizio stagione ma è anche stata in grado di mettere a segno vittorie impreviste come fece in dicembre contro North Carolina, quando questa era la #14 del Ranking. Texas non ha un super realizzatore come Stauskas ma riesce comunque a dare fastidio agli avversari distribuendo bene i punti tra i vari giocatori ma soprattutto controllando il pitturato grazie a una strepitosa abilità a rimbalzo di Ridley e Holmes. Texas non perde dall’11 gennaio ma il meglio lo sta dando dal 18 gennaio, da quel momento infatti sono arrivate 3 vittorie consecutive contro Iowa State (#8 del Ranking), Kansas State (#22 del Ranking) e Baylor (#24 del Ranking) che hanno fatto capire che i Longhrns non sono semplicemente un gruppo di mediocri in grado di infastidire una big una volta ogni tanto. Contro Iowa State (partita conclusasi 86-76) i Longhorns hanno inseguito per 25 minuti ma restando sempre a contatto per poi superare gli avversari e prendere il largo fino a raggiungere il +10 a 6 minuti dalla fine. Gli eroi di giornata ovviamente sono stati Ridley (16 punti, 11 rimbalzi e 5 stoppata) e Holmes (23 punti, 7 rimbalzi e 2 stoppate). Nella sfida contro K-State si è visto equilibrio assoluto per 40 minuti, le due squadre infatti si scambiavano mini parziali per raggiungere al massimo il +4, proprio come è riuscita a fare Texas a 50 secondi dalla fine con i canestri di Felix (23 punti finali per lui). Southwell trova un incredibile pareggio in acrobazia a 6 secondi dalla fine. Tutto sembra pronto per l’OT ma, a 1.9 dalla fine, Texas organizza benissimo la rimessa consegnando palla al solito Holmes che ha finto di bloccare per Felix, il lungo spara da tre punti e segna sulla sirena: 67-64. Contro Baylor il dominio di Texas dura tutti i 40 minuti grazie alle super prestazioni di Holmes (14 punti, 8 rimbalzi, 4 assist), Ridley (8 punti, 14 rimbalzi, 2 stoppate) e Isaiah Taylor (27 punti). Texas sembra fare sul serio ma saprà mantenere il ritmo? La prova del nove l’avremo già sabato notte quando affronterà Kansas, leader di conference.

3) Oklahoma Sooners (17-4). #23 del Ranking
Di certo non mi aspettavo di inserire i Sooners in questa classifica, d’altronde mia parliamo di football americano. In ogni caso non mi sono confuso perché i Sooners stanno mietendo vittime importanti in Big 12 tanto da trovarsi al secondo posto nella conference. Nelle ultime due settimane Oklahoma ha vinto contro TCU, Texas Tech, Baylor (al momento #12 del Ranking) e Oklahoma State (#8 del Ranking). Contro Baylor Oklahoma ha sofferto per tutto il primo tempo, andando anche sul -8 ma nella ripresa si è svegliata portandosi anche sul +8 già nei primi 5 minuti. Nel finale h rischiato tanto tirando male i liberi e subendo due triple da Isaiah Austin che però non hanno impedito ai Sooners di chiudere sul 66-64. Contro TCU Oklahoma è sempre stata in controllo salvo farsi rimontare negli ultimi cinque minuti ma questa volta i Sooners hanno dimostrato molta più precisione di esecuzione e hanno chiuso la gara grazie a finale fantastico da parte di Spangler, autore di 13 punti e 16 rimbalzi. Contro Texas Tech non c’è mai stata gara: la vittoria per 74-65 è arrivata agilmente grazie soprattutto al solito Buddy Hield (18 puntie 4 rimbalzi), alle giocate spettacolari di Clark (17 punti) e a Woodard (15 punti e 8 assist). I Sooners però hanno calato l’asso contro la rivale Oklahoma State vincendo, anzi dominando la partita. I Sooners hano chiuso il primo tempo sul +8 portandosi anche sul +16 nel secondo tempo. i Cowboys si sono rifatti sotto più volte arrivando anche al -7 ma non c’è stato niente da fare, i Sooners riuscivano sempre a ricacciarli indietro in qualche modo. Il freshman Jordan Woodard ha messo a segno 18 punti, 4 rimbalzi e 2 recuperi, Neal ha chiuso con 15 punti (3/3 da tre e 5/6 dal campo) entrando dalla panchina ma il vero eroe è stato ancora Spangler, autore dei 15 punti e 17 rimbalzi che hanno regalato la più grande gioia della stagione ai tifosi dei Sooners.

I GIOCATORI PIU’ CALDI

1) Aaric Murray, Centro, Senior, Texas Southern Tigers
Se seguite questa rubrica sapete che questa non è la prima volta in cui Murray sta in cima al podio. Il ragazzo passato per LaSalle e per West Virginia sta ora facendo scintille a Texas Southern dimostrando di essere di un’altra categoria. In settimana ha dominato la intera NCAA più volte come leader di giornata per punti e/o per rimbalzi. Nella vittoria contro Miss Valley State ha chiuso con 26 punti, 19 rimbalzi e 6 stoppate, il tutto con il 60% dal campo. A seguire ha regalato ai Tigers la seconda vittoria consecutiva mettendo a segno 38 punti, 8 rimbalzi, 3 stoppate, 1 assist, 1 recupero con il 60% dal campo contro Ar-Pine Bluff. In queste due partite ha anche tirato 17-22 liberi complessivamente. La possibilità di vederlo in Europa l’anno prossimo è molto alta e io personalmente non vedo l’ora.

2) Doug McDermott, Ala, Senior, Creighton Bluejays
Uno dei più papabili candidate al premio di giocatore dell’anno dell’intera NCAA sta dimostrando a tutti di meritarsi questi apprezzamenti e sta conducendo la squadra allenata dal padre a una fantastica stagione come dimostra il record momentaneo di 18-3 (8-1 in Big East) che colloca i Bluejays alla posizione numero 20 del Ranking. Negli ultimi dieci giorni ha giocato e vinto tre volte mostrando tutto il suo repertorio. Quando segna poco come contro Georgetown (solo 14 punti) mette a referto anche 10 rimbalzi, quando invece decide di concentrarsi sulla parte realizzativa come contro St. John’s piazza 39 punti corredati da 6 rimbalzi e 2 assist. Nel dominio per 96-68 contro la rivale di conference e #4 del Ranking Villanova McDermott ha messo a referto 23 punti, 5 rimbalzi e 3 assist tirando 5/8 da tre e 8/13 dal campo in 28 minuti. Decisamente un uomo tra i bambini.

3) Tyler Haws, Guardia, Junior, Brigham Young Cougars
Haws sta facendo dimenticare ai tifosi di BYU le imprese di Jimmer Fredette a suon di prestazioni disumane. La super guardia di BYU in settimana ha giocato tre volte vincendo però una volta sola ma di certo lui non ha niente da rimproverarsi. Nella sconfitta contro Gonzaga mette a segno 23 punti in quella che è la sua peggior prestazione, è incredibile ma è così. Nella vittoria contro Pacific infatti segna 38 punti con 2 rimbalzi, 1 assist, 1 recupero e 2 stoppate, il tutto tirando 12/20 dal campo e 10/11 ai liberi. Roba da niente. Nella sconfitta dopo 3 overtime contro Portland mette a segno 48 punti, 3 rimbalzi 1 stoppata e 2 recuperi tirando con il 50% dal campo. In queste tre partite ha tirato complessivamente 9/15 da tre e 28/33 ai liberi. Cifre assurde, specie per un giocatore che ha ancora più di un anno di NCAA per migliorarsi e diventare un vero e proprio killer dei parquet.

Foto: Copertina composta con P.J. Hairston (acc.blogs.starnewsonline.com) e Chane Behanan (thecardinalconnect.com)