NCAA Chosen Dozen: i partecipanti al McDonald’s All-American Game, la striscia di Ohio State e il momento d’oro di Alan Williams

La regular season non è ancora conclusa e non sono nemmeno cominciati i tornei di conference ma come possiamo non guardare al futuro? Oggi infatti andremo a scoprire i principali convocati al prossimo McDonald’s All-American Game, lo showcase che da sempre mette in mostra i migliori talenti liceali della nazione. Ovviamente non ci limiteremo a questo, non sarebbe Chosen Dozen infatti se non concludessimo parlando delle tre squadre e dei tre giocatori più in forma della settimana.

LA NCAA CHE VERRA’

Lo sanno tutti, il McDonald’s All-American Game non è una gara dedicata a chi mangia più panini in meno tempo, al contrario è l’evento simbolo della stagione liceale, insieme al Jordan Classic, e rappresenta una sorta di All-Star Game tra i migliori giocatori di high school d’America divisi in due squadre: East e West.

I roster sono i seguenti:

Roster McDonald

Questi ragazzi rappresentano una classe di freshman davvero interessante guidata senza dubbio dal centro Jahlil Okafor (nella foto di copertina a sinistra), ragazzo di Chicago che quindi potrà giocare “in casa” durante il prossimo McDonald’s. Lungo, solido, dotato di un notevole fisico e di ottima tecnica, l’uomo che potrebbe essere già tra le prime cinque scelte al Draft 2015 ha scelto di giocare durante la sua carriera universitaria con Duke, college rappresentato in questa partita da ben quattro giocatori, il massimo di quest’anno, proprio come Kentucky. Okafor è senza dubbio l’uomo chiave del West Team e sarà il giocatore con più occhi addosso anche se molto probabilmente i ritmi alti e le giocate spettacolari tipici di questa partita non lo aiuteranno a mettere in mostra il meglio del suo repertorio, fatto di tagli a canestro e di un’ammaliante tecnica in post basso. Potrà invece beneficiare al meglio di questa partita il suo compagno nel West Team Emmanuel Mudiay, playmaker/guardia che l’anno prossimo giocherà sorprendentemente a SMU (Southern Methodist University) alla corte di coach Larry Brown. Questo ragazzo texano ha la dinamite nelle gambe, d’altronde c’è un motivo se viene paragonato a Russell Westbrook. La tipologia di gioco è proprio quella ma ancora non si è capito se potrà diventare un playmaker puro (come passatore infatti non è il massimo) o preferirà concentrarsi sul diventare una migliore combo guard in stile Westbrook e Rose. Il fatto che abbia scelto di giocare al college sotto il coach che allenò Allen Iverson sembra indicare che Mudiay abbia scelto la seconda opzione. Segnatevi il suo nome perché potrebbe diventare un giocatore davvero interessante e di sicuro regalerà moltissimi highlights spettacolari durante il McDonald’s All-American Game.
Altro giocatore del West Team da tenere sott’occhio è il playmaker Tyler Ulis, già promesso a Kentucky. Questo ragazzo è velocissimo, abilissimo nel ball-handling, un passatore sublime, un maestro della finta di tiro e un più che discreto tiratore da tre punti. Se al CP3 Camp ha dominato facendo cadere la mascella anche allo stesso Chris Paul ci sarà un motivo. Cosa manca allora a questo ragazzo per essere il migliore? Purtroppo per lui raggiunge a malapena i 180 cm di altezza, talvolta infatti può sembrare il figlio dei suoi compagni di squadra ma non pensate che questo possa fermarlo, Ulis ha sempre fatto la differenza e potrebbe farla anche al McDonald’s All-American Game così come ai Wildcats. Ulis a Kentucky giocherà insieme a Trey Lyles, suo compagno anche nel West Team. Lyles, ala grande, gioca in post in maniera meravigliosa, sa giocare fronte a canestro, anche se in maniera non perfetta, sa tirare dalla media e da tre punti ma soprattutto ha un fisico che si avvicina già ora a quello di un giocatore NBA. Sorpresi che Calipari abbia deciso di puntare su di lui per il post Julius Randle? Io no.
Finiamo la carrellata sul West Team con due parole su Kelly Oubre, ala piccola destinata a Kansas e proveniente da Findley Prep, la stessa prestigiosa Prep School frequentata anche da Amedeo Della Valle. Il mancino dagli occhi di ghiaccio e dai capelli improbabili (alla Nerlens Noel, per capirci) sembra essere un pacchetto completo: salta come una rana, ha un più che discreto fisico, tira da tre punti e penetra in maniera ottimale. Al momento però possiede un rilascio che è sì efficace e tecnicamente buono ma resta piuttosto lento, inutile dire che questo difetto potrebbe dargli qualche problema in futuro, inoltre sembra aver difficoltà a prendersi un tiro pulito senza aver ricevuto la palla in movimento. Si rivelerà un campione al college o solo un giocatore mediocre con grande potenziale in stile Le’Bryan Nash? Vedremo, intanto preparate il videoregistratore per quando demolirà il ferro durante il McDonald’s All-American Game.

L’East Team, a mio modo di vedere, possiede leggermente meno talento rispetto al West Team ma comunque non è da sottovalutare. A guidare la squadra anche qui vedremo un futuro Blue Devil ovvero Tyus Jones (nella foto di copertina a destra), il miglior playmaker puro di questa freshman class. Jones porta palla con una sicurezza incredibile e coordina i suoi uomini come un generale in battaglia, è un ottimo passatore così come un preciso tiratore da ogni posizione e distanza, inoltre può anche andare a chiudere a canestro con un appoggio elegante o schiacciando di forza. In stagione ha dimostrato di sapere anche andare a rimbalzo dato che ha realizzato anche una tripla doppia. Onestamente in lui non vedo punti deboli.
Occhi puntati anche su Cliff Alexander, altro prodotto sposato con Kansas e proveniente da Chicago. Alexander, ala grande, è senza dubbio il giocatore più potente della sua annata, nessuno infatti riesce a mettersi tra lui e il canestro se decide di schiacciare. Il fatto che abbia chiuso più partite oltre i 20 rimbalzi e che abbia frantumato un tabellone con una schiacciata quando aveva solo 16 anni ne è la conferma. Al momento fisicamente ricorda molto una ex stella di Kansas ovvero Thomas Robinson, anche se è leggermente meno mobile e più potente vicino al ferro. E’ ancora un po’ grezzo in post basso dato che si affida solo alla potenza ma per il momento è sufficiente, d’altronde ha tempo per migliorare e a Kansas troverà l’ambiente perfetto per farlo.
Non scordiamoci nemmeno del magrissimo Justin Jackson (203 cm per soli 82 kg), killer silenzioso destinato a North Carolina, re assoluto dei fondamentali, del floater e dell’arresto-e-tiro a centro area. Ricordiamoci anche della futura guardia di Duke: Greyson Allen, uno dei bianchi più esplosivi che abbia mai visto. Che dire invece della guardia/playmaker destinata a Seton Hall, Isaiah Whitehead? Una delle guardie più complete di questa classe, Whitehead è velocissimo, atletico da far paura, ha una fantastica visione di gioco e tira da ovunque. Questo ragazzo ha vinto il titolo di MVP al recentissimo torneo liceale City of Palms Classic dominando molti dei prestigiosi avversari che affronterà nel McDonald’s All American Game e mostrando a tutti quel tipico gioco e quella tipica spocchia che hanno i ragazzi di Brooklyn che frequentano Lincoln High School come Lance Stephenson e Stephon Marbury (anche se quest’ultimo è di Coney Island).
Non vogliamo farci mancare anche una sorta di Anthony Davis un po’ più basso, ovvero un lungo magro capace di stoppare, puntare il canestro, il tutto con il ball handling di una guardia, vero? Se cercate questo tipo di ragazzo segnatevi Kevon Looney, prossima ala grande di UCLA e ovviamente dell’East Team.

Interessante anche la situazione che riguarda il centro Myles Turner (East Team) e la guardia Rashad Vaughn (West Team) dato che sono gli unici due giocatori convocati al McDonald’s All-American Game a non aver ancora scelto il college in cui giocheranno l’anno prossimo. Vaughn, anche lui da Findley Prep come Kelly Oubre, è una guardia davvero completa, in grado di fare davvero tutto e già pronta per avere un ottimo impatto in NCAA. Al momento è indeciso tra North Carolina, Iowa State e UNLV ma attenzione a Kansas perché anche i Jayhawks sono tra i corteggiatori e potrebbero fare leva sull’opera di persuasione del compagno di liceo Oubre. Turner invece è considerato il secondo miglior centro dell’intera freshman class dietro a Okafor. Parliamo del miglior stoppatore che i licei americani abbiano da offrire oltre che di un longilineo centro di 2.11 m capace di ottimi movimenti in post basso così come di un ottimo tiro frontale dalla media, da lontano e perfino da tre punti. Questo è un ragazzo in grado di fare sempre la differenza. Al momento se lo contendono tutti i più grandi programmi d’America come Kentucky, Kansas, Duke, Arizona, Oklahoma State e Texas, anche se in pole position parrebbe esserci Ohio State. Attenzione anche a SMU perché è in Texas, stato d’origine di Turner, e perché il già citato Emmanuel Mudiay, il giocatore più in vista di questa freshman class dal punto di vista mediatico, ha detto di voler fare di tutto per convincere Turner a seguirlo ai Mustangs.
Occhi puntati su questi ragazzi perché spesso il McDonald’s All-American Game è rivelatore e non scordiamoci che giocatori come Aaron Gordon (l’anno scorso) hanno deciso il proprio commitment proprio durante il weekend dedicato a questo evento.

LE SQUADRE PIU’ IN FORMA

OSU

1) Ohio State Buckeyes (18-5), non presente nel Ranking
I Buckeyes in questa stagione stanno viaggiando a corrente alternata, hanno visto il Ranking per poi esserne esclusi e alternano strisce positive ad altre negative. Dal 7 al 29 gennaio OSU ha vinto solo una partita delle 5 giocate ma è riuscita a cominciare il mese di febbraio nel migliore dei modi vincendo entrambe le partite giocate, per di più contro due squadre di Ranking come Wisconsin e Iowa. Contro Wisconsin Ohio State ha inseguito per quasi tutto il primo tempo salvo poi riprendere gli avversari all’inizio della ripresa e restare punto a punto per il resto della gara grazie ai 13 punti di LaQuinton Ross e agli 11 di Amedeo Della Valle, secondo miglior scorer di giornata per i Buckeyes. In una giornata nera per il tiro da tre di Wisconsin (3/17) Brust e Gasser riescono a segnare due triple per il vantaggio dei Badgers negli ultimi minuti ma, come al solito, nei finali tesi bisogna fare i conti con Aaron Craft, autore dei 5 del pareggio (solo 7 punti totali a fine gara) nel giro di 50 secondi. Tragicomica la scena di Smith Jr. sul 59-58 per OSU a 8.4 secondi dalla fine in cui, invece di mettere i titoli di coda alla gara, sbaglia un facile appoggio in solitaria, cade nel catturare il rimbalzo offensivo commettendo infrazione di passi e regalando un’ultima possibilità a Wisconsin, non sfruttata dall’errore da tre punti di Sam Dekker.
Contro Iowa non è andata molto diversamente. OSU ha inseguito nel primo tempo ma è rimasta a contatto grazie ai 14 punti di Craft (17 per lui a fine partita). Pur essendo demolita a rimbalzo da Iowa (38 a 25 il computo totale a favore di Iowa) i Buckeyes hanno cominciato a fare la voce grossa, portandosi in vantaggio grazie a quattro giocatori in doppia cifra come Ross (13 punti, 7 rimbalzi e 4 assist), Smith Jr. (12 punti), Williams (e Scott (11 punti). Iowa ha provato a tornare in partita la Craft è stato troppo dominante con i suoi 6 assist e 6 recuperi assicurando la vittoria ai suoi. Ora riuscirà Ohio State a rimanere costante?

2) Iowa State Cyclones (17-4), #16 nel Ranking
I Cyclones hanno chiuso la scorsa settimana perdendo contro la superpotenza Kansas, sconfitta pesante perché se aggiunta alle tre consecutive dall’11 al 18 gennaio porta i Cyclones ad avere un record negativo in Big 12. In settimana però ISU si è vendicata mettendo a segno due vittorie consecutive contro due squadre di Ranking come Oklahoma e Oklahoma State. Quella contro i Sooners è stata una partita giocata punto a punto per 39 minuti, solo la tripla di Niang a 55 secondi dalla fine infatti è riuscita a regalare il +6 ai Clyclones, 6 punti di vantaggio che sono stati mantenuti fino alla sirena finale per il definitivo 81-75 nonostante i 30 punti di Bobby Hield. Quella contro Oklahoma State invece è stata una partita clamorosa in cui l’equilibrio l’ha fatta da padrone. Dopo una girandola di liberi il secondo tempo si conclude con una schiacciata con tanto di fallo sulla sirena da parte di Ejim, una giocata che però è arrivata fuori tempo massimo. Solo nel secondo OT si intravede la fine. Le’Bryan Nash (26 punti e 10 rimbalzi) sembra regalare il successo ai suoi ma è Kane a riscrivere la storia prendendo un rimbalzo offensivo pazzesco e riaprendo per Naz Long che segna la tripla del pareggio a 1.4 secondi dalla fine. Nel terzo OT sarà finalmente Monte Morris a risolverla con una tripla che porta la gara sul +3 per ISU. Dopo la schiacciata di Markel Brown per il -1, OSU ha ben tre occasioni per vincerla ma tutte vengono sprecate malamente e Iowa State riesce così a strappare la prima vittoria a Stillwater dal 1988.

3) Cincinnati Bearcats (22-2), #7 del Ranking
Cincy non perde dal 14 dicembre nel derby contro Xavier e si sta confermando una vera e propria potenza come dimostra l’imbattibilità dopo 11 partite nella American Athletic Conference. La scorsa settimana si era chiusa con una vittoria importantissima contro l’altra potenza della conference, ovvero Louisville, e in settimana non si è smentita vincendo contro USF e contro un’altra squadra di Ranking della American come Connecticut. Contro USF i Bearcats hanno dominato salvo farsi riprendere a metà secondo tempo per tornare poi al comando poco dopo e chiudere la gara sul 50-45. Più equilibrata invece la partita contro UConn in cui le due squadre si sono cambiati piccoli parziali guidati nel caso degli Huskies dai piazzati di Napier e Giffey, e dall’atletismo di Kilpatrick e Jackson per Cincinnati. Negli ultimi 30 secondi Cincy è in vantaggio di 4, Boatright segna la tripla del -1  ma a 5 secondi dalla fine Giffey non trova il canestro da 3 della vittoria grazie anche all’ottima rotazione sul perimetro di Cincinnati regalando la W ai Bearcats. In queste due partite, così come in tutta la stagione, la chiave dei Bearcats è sempre la stessa: Sean Kilpatrick, autore di 18 punti, 2 rimbalzi e 2 assist contro USF e di 26 punti, 12 rimbalzi e 6 assist contro UConn. D’altronde se Oscar Robertson dice di andare spesso a vederlo dal vivo solo per godersi i suoi continui show un motivo ci sarà.

Honorable Mention: California Golden Bears (15-8), non presente nel Raking
Cal in settimana ha perso contro Stanford mentre settimana scorsa ha perso tre gare consecutive. Perché quindi si trova qui? Perché prima di perdere contro Stanford ha cominciato la settimana vincendo contro la ormai ex #1 del Ranking Arizona, mettendo fine alla sua imbattibilità grazie al canestro in fade away di Cobbs a 0.9 dalla fine per il definitivo 60-58. Da segnalare anche l’infortunio di Brandon Ashley, ala di Arizona che in questa gara ha ufficialmente detto addio alla stagione per un infortunio al piede.

I GIOCATORI PIU’ CALDI

alan-williams

1) Alan Williams, Ala Grande, Junior, UC Santa Barbara Gauchos
Una furia. Questo ragazzo sta tenendo 23 punti e 11 rimbalzi di media, cosa già di per sé pazzesca, ma in settimana si è davvero superato. Il junior ha guidato i suoi a 2 vittorie in 2 partite contro UC Davis e contro Hawaii. Contro gli isolani ha messo a referto 20 punti, 17 rimbalzi e 5 stoppate. Non male, peccato che contro UC Davis abbia chiuso la gara con 27 punti, 20 rimbalzi, 4 assist e 2 stoppate col 68% al tiro. Non male per un giocatori di 205 centimetri vero?

2) Davon Usher, Guardia, Senior, Delaware Fighting Blue Hens
Usher ha passato i primi due anni di college a Polk State College, la stagione da junior a Mississippi Valley State per poi arrivare a Delaware da senior. Di ricente questo college è comparso sulle cartine sportive americane ma per ragioni di football americano dato che Delaware è stata l’alma mater di Joe Flacco, quarterback dei Baltimore Ravens campioni del Super Bowl 2013. Usher quasi certamente non raggiungerà mai i livelli di Flacco in alcuno sport ma per il momento sta facendo  parlare di sé per via delle sue ultime prestazioni.

3) Jarvis Williams, Ala Grande, Junior, Murray State Racers
Il secondo Williams del podio di oggi è al primo anno ai Racers dopo aver passato due anni a Gordon State College, un junior college della Georgia in cui ha riscritto i libri di storia superando in soli due anni i traguardi dei 1000 punti e 500 rimbalzi. In una partita con Gordon State è riuscito a realizzare perfino 50 punti, 20 rimbalzi e 10 stoppate. Robe da matti. In questo primo anno a Murray State e di conseguenza il suo primo anno in Division I sta giocando altrettanto bene tenendo una media di 14 punti e quasi 11 rimbalzi in partita ma in questa settimana è riuscito a fare anche di meglio. Nella vittoria contro Austin Peay ha chiuso con 28 punti, 14 rimbalzi e 1 stoppata con 12/16 dal campo, nella sconfitta contro Belmont invece ha messo a referto 21 punti, 13 rimbalzi, 2 recuperi, 2 stoppate tirando 7/7 dal campo. Questo ragazzo è un junior ed è al suo primo anno in Division I, di questo passo potrebbe diventare uno dei dominatori della prossima stagione e, chissà, forse anche di qualche campionato europeo.

Foto: Jahlil Okafor e Tyus Jones in copertina (i2.cdn.turner.com) / gli Ohio State Buckeyes (bleacherreport.com) / Alan Williams degli UCSB Gauchos (bleacherreport).