NCAA Chosen Dozen: I premi della stagione NCAA secondo MY-Basket.it

La regular season NCAA è già finita e siamo alle porte dei Tornei di Conference quindi andiamo a ripercorrere l’annata con i personalissimi premi stagionali targati My-Basket.it. Oltre ai quintetti e ai premi classici e facilmente riconoscibili potete trovare anche il nostro Frances Pomeroy Naismith Award, ovvero il premio dedicato al miglior giocatore della NCAA alto al massimo 6 piedi, ovvero 183 centimetri. Ma non perdiamoci in chiacchiere e lanciamoci in questa carrellata dedicata ai fenomeni della stagione collegiale.

MIGLIOR GIOCATORE DELL’ANNO

McDermott coverDoug McDermott, Ala, Senior, Creighton Bluejays
C’è davvero bisogno di stare qui a discuterne? McDermott ha illuminato il campo durante tutta la stagione conducendo la sua Creighton a un record complessivo di 24-6 e al secondo posto in Big East con un record di 14-4 nella conference, risultati che hanno garantito allenata da suo padre la posizione numero 13 nel Ranking. Per un ragazzo che viaggia a oltre 22 punti di media fin dall’anno da sophomore non è facile migliorarsi in continuazione ma ciò non sembra essere un problema per McDermott che ha chiuso questa annata con medie da 26.5 punti (career high e miglior realizzatore della Division I), 7.2 rimbalzi, 1.6 assist (career high) e con solo 1.9 palle perse (career high), il tutto tirando col 52% dal campo, 45% da tre punti e 87% ai liberi. Una perfetta macchina da punti in grado di umiliare ogni difesa in ogni modo, sappiate infatti che solo una volta ha chiuso sotto la doppia cifra e solo quattro volte sotto i 20 punti. Come se non bastasse, nelle uniche due sfide affrontate da Creighton contro una squadra di Ranking (in entrambi i casi Villanova), McDermott ha guidato i suoi alla vittoria, una volta per 28 punti di scarto, e un’altra per 31, tenendo una media di 31 punti tirando complessivamente 21/30 dal campo, 9/14 da tre punti e 11/11 ai liberi. Nella sua ultima partita di regular season a Creighton, la senior night, ha segnato il suo career high con 45 punti che gli hanno permesso di diventare uno degli 8 giocatori della storia a superare 3000 punti realizzati in una carriera NCAA, diventando il settimo miglior scorer di sempre davanti a Oscar Robertson. Non male per un ragazzo che al liceo era stato valutato da Rivals.com con tre stelle su cinque, vero?

MIGLIOR QUINTETTO DELL’ANNO

Shabazz Napier, Playmaker, Senior, Connecticut Huskies
Napier ha giocato per tutta la stagione a un livello disumano, se poi ci si accorge che questo ragazzo di 185 centimetri è il leader statistico degli Huskies per punti, rimbalzi, assist e recuperi allora non si può fare altro che rimanere ammaliati. 17.8 punti, 6 rimbalzi, 5.2 assist e 1.8 recuperi con il 43% dal campo, 40% da tre e 88% ai liberi sono gli argomenti che Napier  ha portato alla causa di UConn che non a caso ha chiuso la stagione al terzo posto della American Athletic Conference con un record complessivo di 24-7. Fisico molto più potente di quanto si possa pensare, velocità impressionante, abilità di battere il difensore e una leadership degno di un veterano con alle spalle 15 anni di NBA rendono questo ragazzo speciale, non solo per UConn ma anche per qualunque squadra deciderà di dargli una chance come professionista.

Sean Kilpatrick, Guardia, Senior, Cincinnati Bearcats
Una macchina da punti con pochi eguali in NCAA. Kilpatrick è il principale motivo per cui i Bearcats hanno portato a termine una delle migliori regular season della propria era recente conclusasi con un record complessivo di 26-5 che a garantito a Cincy il titolo della American Athletic Conference in coabitazione con Louisville, il primo dal 2004. Kilpatrick ha chiuso l’annata con 20.9 punti di media accompagnati da 4.5 rimbalzi, 2.5 assist, 1.3 recuperi tirando con il 42% dal campo, il 35% da tre e l’85% ai liberi. Come se non bastasse, Kilpatrick tende a infiammarsi contro gli avversari più prestigiosi come dimostrano le sue cifre contro altre squadre di Ranking: 26.8 punti e 5.2 rimbalzi.

Doug McDermott, Ala, Senior, Creighton Bluejays
Tutto quello che andava detto su di lui è stato detto nel paragrafo sul Miglior Giocatore dell’Anno. Un videogame, un uomo in mezzo ai bambini.

T.J. Warren, Ala, Sophomore, North Carolina State Wolfpack
Warren è senza dubbio il giocatore che più si è migliorato in questa stagione, non solo per l’aspetto statistico del gioco quanto a livello di leadership e di movimenti offensivi, quello che infatti l’anno scorso sembrava un ottimo talento si è già confermato come una stella assoluta a livello collegiale. Le statistiche non saranno tutto ma aiutano a tirare un paio di somme. L’anno scorso Warren viaggiava a 12 punti e 4 rimbalzi in 27 minuti con il 54% ai liberi, quest’anno invece, con soli 8 minuti di impiego in più (35 a gara) ha chiuso la stagione a 24.8 punti (terzo miglior realizzatore della Division I), 7.1 rimbalzi, 1.1 assist, 1.8 recuperi con il 53% dal campo e addirittura il 71% ai liberi. NC State ha chiuso con un record non entusiasmante di 19-12 principalmente perché Warren non ha avuto molto sostegno dai compagni, l’unico altro giocatore in doppia cifra è Ralston Turner con 10 punti a gara. Si può chiudere una stagione con un record in positivo pur giocando pressoché da soli? Sì, se ci si chiama T.J. Warren.

Cameron Bairstow, Ala, Senior, New Mexico Lobos
Non è un centro vero e proprio ma in NCAA i centri veri sono pochi e di conseguenza anche nella squadra dell’anno di My-Basket.it il centro viene sostituito da un giocatore d’area. Molto probabilmente questo ragazzo australiano, di cui si è parlato ingiustamente pochissimo, è IL giocatore d’area di questa stagione NCAA. Due anni fa Bairstow viaggiava a 3.7 punti e 3.6 rimbalzi in 15 minuti, l’anno scorso a 9.7 punti (col 46% dal campo) e 5.9 rimbalzi in 24 minuti ma quest’anno è esploso con medie da 20.3 punti, 7.2 rimbalzi, 1.7 assist e 1.5 stoppate in 32.6 minuti di impiego con il 57% dal campo e il 73% ai liberi. Difficilmente si può trovare un tale dominatore del pitturato in NCAA anche se non nascono che Adreian Payne gli avrebbe molto probabilmente rubato il posto in questo quintetto se non si fosse infortunato. L’australiano ha condotto i Lobos a un record di 24-6 (#20 del Ranking) e una gara dal titolo della Mountain West, vinto però da San Diego State. Quasi certamente avrà una chance in NBA ma non è una cosa certa dato che è leggermente sottomisura (2.05 metri scarsi) per un giocatore che vive esclusivamente nel pitturato. Se fossi un GM europeo e avessi l’occasione di prenderlo farei carte false.

Honorable Mention: Nik Stauskas, Guardia, Sophomore, Michigan Wolverines
Michigan ha cominciato la stagione in maniera mediocre con quattro sconfitte nelle prime dieci partite salvo poi perderne solo tre nelle successive venti arrivando addirittura a vincere il titolo della regular season della Big 10. Partiti Trey Burke e Tim Hardaway Jr., con Mitch McGary ai box per infortunio, in pochi si aspettavano una Michigan così convincente e ancora meno si aspettavano uno Stauskas così leader fin dal primo giorno della sua annata da sophomore. Il tiratore canadese ha chiuso la stagione a 17.4 punti, 3.3 rimbalzi e 3.4 assist con il 49% dal campo, 81% ai liberi e soprattutto con il 46% da tre punti, dato incredibile se pensiamo che tenta 5.3 triple a gara su 10.7 tiri complessivi a gara. Infatti in stagione ha segnato più triple (155) che canestri da due punti (151). Impressionante.

MIGLIOR FRESHMAN DELL’ANNO

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Jabari Parker, Ala, Freshman, Duke Blue Devils
Nel duello tra Parker e Wiggins è stata l’ala di Duke a spuntarla pur avendo perso lo scontro diretto nella seconda partita della regular season. Parker ha dimostrato incredibile costanza e grande leadership, diventando subito il leader di una squadra come Duke, capace di chiudere la stagione con un record di 24-7 che ha garantito ai ragazzi di coach K di chiudere al terzo posto in ACC. Jabari, da noi intervistato a metà stagione (clicca QUI per leggere l’intervista), ha avuto un’incredibile seconda parte di stagione in cui è riuscito a migliorare le sue già favolose statistiche, passando da 19 punti e 7.3 rimbalzi di media nelle prime 18 partite, ai 19.4 punti e 11.5 rimbalzi di media delle ultime 13. Ora Duke inizia la sua “vera” stagione e vedremo quanto potrà essere decisivo Jabari Parker sui grandi palcoscenici ma onestamente non ho molti dubbi sulle sue capacità. Abbiamo davanti un ragazzo che continuerà a stupirci ancora per tanti anni.

MIGLIOR QUINTETTO FRESHMAN DELL’ANNO

Tyler Ennis, Playmaker, Freshman, Syracuse Orange
Il canadese Ennis si è rivelato fin da subito uno dei leader di un’ottima Syracuse che è rimasta imbattuta per 25 partite salvo poi subire quattro sconfitte in cinque partite per le quali Syracuse ha perso la testa e il conseguente titolo della ACC. I numeri dell’ex miglior realizzatore degli ultimi Mondiali Under-19 sono stati ottimi anche in questo suo primo anno di NCAA: 12.4 punti, 3.4 rimbalzi, 5.5 assist, 2.1 recuperi tirando il 41% da due punti, il 37% da tre e il 75% ai liberi. Ennis ha dimostrato grande personalità rendendosi protagonista di giocate importanti nei finali tesi di più partite come il buzzer beater da centrocampo contro Pittsburgh che gli ha garantito persino una telefonata di complimenti del Presidente americano Barack Obama.

Marcus Foster 0Marcus Foster, Guardia, Freshman, Kansas State Wildcats
Anche di questo ragazzo abbiamo già parlato raccontando la sua storia personale (clicca QUI per leggere la storia di Foster). 15.4 punti, 3.3 rimbalzi e 2.4 assist tirando con il 42% dal campo, il 40% da tre punti e il 73% ai liberi sono i principali motivi per cui i Wildcats sono riusciti a chiudere la stagione con un record di 20-11 pur avendo perso la stella Rodney McGruder. Foster ha dimostrato anche enorme determinazione perdendo quei chili di troppo che lo avevano accompagnato al liceo e rendendosi sempre disponibile per la causa della squadra giocando su una fastidiosa distorsione alla caviglia. Il freshman più sottovalutato dell’anno si è affermato come un dei migliori realizzatori della Big 12 e come il leader naturale di K-State ma possiamo solo immaginare quello che questo ragazzo classe 1995 potrà farci vedere in futuro.

Andrew Wiggins, Ala, Freshman, Kansas Jayhawks
Il più osservato, il più atteso, il più chiacchierato della NCAA. Non avrà vinto il titolo di Miglior Freshman secondo My-Basket.it (sono certo che sarà disperato per questo risultato) ma di certo non si può dire che abbia giocato male, lo dimostra anche il fatto che sia subito diventato il miglior realizzatore di Kansas con 16.8 punti a cui ha aggiunto 5.9 rimbalzi, 1.6 assist e 1.2 recuperi tirando con il 45% dal campo, il 35% da tre punti e il 77% dai liberi. Wiggins ha condotto la squadra di coach Self al titolo nella regular season della Big 12 ma è ora che la gente inizierà a giudicare davvero Wiggins per quello che potrà fare nel Torneo NCAA. Riuscirà a riguadagnare la nomea da prima scelta assoluta al prossimo Draft?

Jabari Parker, Ala, Freshman, Duke Blue Devils
Anche in questo caso abbiamo già detto quello che c’è da dire su di lui nella sezione dedicata al Miglior Freshman dell’Anno. Decisamente di un’altra categoria. Chiunque in NBA stia cercando un giocatore che possa essere una superstar fin da subito sa che il nome da chiamare è quello di Jabari Parker.

Julius Randle, Ala/Centro, Freshman, Kentucky Wildcats
Ecco il terzo giocatore più chiacchierato della pre season. Randle ha giocato alla grande ma purtroppo per lui Kentucky è stata meno convincente del previsto, non tanto per il record complessivo di 22-9 ma per i risultati in SEC, un banale 12-6 che ha limitato i Wildcats al secondo posto della conference a pari merito con Georgia. Randle ha dominato i post basso dell’intera NCAA lungo tutto l’arco della stagione mettendo a segno statistiche impressionanti: 15.4 punti, 10.5 rimbalzi, 1.4 assist tirando con il 52% dal campo e il 72% ai liberi. Se Randle riesce a sistemare il problema delle palle perse potrebbe facilmente diventare uno dei più grandi dominatori d’area del futuro della NBA, così come è riuscito a esserlo in NCAA.

MIGLIOR ALLENATORE DELL’ANNO

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Larry Brown, Southern Methodist Mustangs
L’immortale coach Larry Brown si è distinto nel recruiting portando Emmanuel Mudiay ai Mustangs per la prossima stagione ma il vero capolavoro lo ha fatto sul campo come dimostra il fatto che SMU ha chiuso la stagione con un record di 23-8, un risultato che ha riportato l’ateneo all’interno del Ranking (#25) per la prima volta dopo quasi 30 anni. Brown ha convinto Nick Russell, la stella “designata”, a limitarsi a un ruolo da comprimario favorendo la crescita del sophomore Nic Moore e del transfer Marcus Kennedy, probabilmente la miglior sorpresa dei Mustangs. Con coach Brown i Mustangs sono diventati tra i migliori in NCAA nella selezione dei tiri (dodicesima miglior percentuale di realizzazione dal campo in tutta la Division I) e si sono fatti conoscere come una delle migliori squadre nella circolazione di palla con ben 15.1 assist a partita, ben più dei 12 della passata stagione. La chiave di SMU? La difesa. I Mustangs riescono sempre a controllare il ritmo della partita e forzano gli avversari a segnare solo 62.1, statistica che li rende la ventesima miglior difesa dell’intera Division I.

MIGLIOR DIFENSORE DELL’ANNO

Briante Weber VCU 0Briante Weber, Guardia, Junior, Virginia Commonwealth Rams
La guardia di VCU è una macchina da furti, se si viene marcati da lui si può anche evitare di giocare. Perfetto nel tenere le entrate in area delle guardie più atletiche, stupendo nel disturbare i tiratori e maestro assoluto dei furti sulle linee di passaggio come dimostra l’impressionante dato riguardante le palle rubate: 3.6 a partita (leader della Division I). Tira male da tre punti, è piuttosto basso e sottopeso, è mediocre come passatore e di conseguenza sarà difficile vederlo NBA alla fine della stagione 2014/15 ma quando difende è un’opera d’arte michelangiolesca.

Honorable Mention: Will Yeguete, Ala, Senior, Florida Gators
Ha delle statistiche piuttosto scarse (5 punti e 5 rimbalzi in 24 minuti), non è un abile ladro di palloni ed è pure piuttosto scarso come stoppatore, ma allora cosa ci fa qui? Il francese ha ottimi tempi sugli aiuti, ha piedi rapidi e una favolosa tecnica difensiva in post basso. Yeguete ha dimostrato a tutti che si può essere un elemento importante di una squadra campione della SEC e considerata la #1 del Ranking pur senza avere grandi statistiche.

FRANCES POMEROY NAISMITH AWARD

Chaz Williams, Playmaker, Senior, Massachusetts Minutemen
Abbiamo parlato di Chaz a inizio stagione nella classifica sui giocatori più pronti per l’Europa (clicca QUI per leggere l’articolo) e il piccoletto di UMass si è confermato come autentico leader. Nonostante faccia fatica ad arrivare ai 180 centimetri di altezza ha sfruttato al meglio la sua velocità, la sua abilità di assistman, la sua velocità di rilascio e il suo potentissimo fisico lo rendono una sorta di Nate Robinson leggermente meno realizzatore e più passatore come dimostrano le sue cifre: 15.8 punti, 7.1 assist, 2.9 rimbalzi e 1.5 recuperi tirando con il 41% dal campo, il 37% da tre punti e il 74% ai liberi, cifre che hanno condotto UMass a un record di 23-7 nella Atlantic 10. Spero davvero di vederlo in Europa l’anno prossimo così da ammirare altre giocate come questa in cui ha stoppato un centro avversario di 213 centimetri.

MIGLIOR SQUADRA DELL’ANNO

Wichita State Shockers (34-0), #2 del Ranking
Anche in questo caso non c’erano dubbi. Gli Shockers hanno chiuso la stagione regolare con un record perfetto di 31-0, cosa che non succedeva dalla Saint Joseph’s del 2003/04, e ha successivamente dominato il torneo della Missouri Valley Conference portandosi a casa quindi il doppio titolo di conference (regular season e torneo) e un biglietto per il Torneo NCAA. Wichita State di sicuro non viene da una conference dura come la Big 12, la Big 10 o la ACC ma non per questo va tolto merito alla sua favolosa impresa, simbolo di costanza, organizzazione e fantastica gestione dei giocatori da parte di coach Gregg Marshall. E’ proprio Marshall l’ago della bilancia della squadra. Al suo settimo anno sulla panchina di Wichita State coach Marshall ha già raggiunto tanti traguardi prestigiosi tra cui due qualificazioni al Torneo NCAA (quest’anno sarà la terza) e una Final Four nella passata stagione ma questa annata resterà per sempre nella storia degli Shockers e dell’intera NCAA. Un monumento va fatto anche a giocatori quali Cleanthony Early, sempre costante in ogni aspetto del gioco, così come anche al miglioratissimo Ron Baker, all’esplosivo Tekele Cotton e soprattutto a Fred VanVleet, playmaker tuttofare capace di fare la differenza come realizzatore (sia dentro che fuori dall’area), come passatore e come difensore, corredando il tutto con una storia personale davvero favolosa (clicca QUI per leggere la storia di VanVleet). Gli Shockers hanno scioccato il mondo.

Foto: in copertina Doug McDermott (gocreighton.com) / Jabari Parker (ibtimes.com) / Larry Brown (blog.smu.edu) / Briante Weber (aroundthehornes.wordpress.com).