NCAA Chosen Dozen: Il fenomeno statistico degli Incarnate Word Cardinals, l’ottima forma di Iowa e la notte da record di Wiggins

C’è sempre qualcosa da dire in NCAA e non sempre riguarda le grandi squadre delle maggiori conference, talvolta è giusto dare uno sguardo più approfondito anche alle piccole realtà proprio come faremo noi nell’approfondimento di oggi in cui andremo alla scoperta di Incarnate Word, una squadra della Southland Conference che sta dominando la NCAA dal punto di vista statistico. Ovviamente non mancheranno anche le nostre due solite Top 3 sulle squadre e i giocatori più in forma della settimana NCAA.

INCARNATE WORD, LA POTENZA STATISTICA DELLA NCAA

Le statistiche non sono mai sufficienti per giudicare una squadra ma sono sempre qualcosa di interessante. Al giorno d’oggi poi ne vengono calcolate così tante e di così particolari che è difficile annoiarsi, alcune potrebbero diventare come una droga. Oggi però non parleremo di statistiche particolari, anzi prenderemo in considerazione solo quelle basilari, quelle di squadra che però sono davvero impressionanti.
Partiamo da una premessa contata ma da non sottovalutare: nella Division I del college basketball americano sono presenti ben 351 squadre divise in 32 conference e anche per questo è quasi impossibile primeggiare in tanti ambiti statistici, basta una giornata storta e una conseguente diminuzione di un decimo di punto percentuale per perdere decine e decine di posizioni nella classifica della relativa statistica. Non è questo però il caso degli Incarnate Word Cardinals dato che è dalla prima palla a due della stagione che questa compagine è costantemente tra le prime 10 squadre per punti segnati, rimbalzi, assist e percentuale dal campo, ovvero le quattro statistiche più importanti secondo molti siti di riferimento tra cui ESPN.com.

Incarnate Word è un piccolo college privato di stampo cattolico (con quel nome non aveva molte alternative) nato nel 1881 e situato a San Antonio, Texas. I quasi 8500 studenti, ora più che mai, sono contenti di radunarsi al McDermott Convocation Center, magari non tutti assieme dato che tiene 2000 persone al massimo, per seguire i Cardinals che dal 2013 sono stati ammessi in Division I dopo una lunghissima permanenza in Division II. Al momento la chiave della squadra si chiama Ken Burmeister, parliamo ovviamente dell’allenatore ormai al suo ottavo anno sulla panchina di Incarnate Word. Anche a UIW, come spesso succede nei piccoli college americani, non è il singolo giocatore a fare la squadra dato che possiede troppo poca influenza nel recruiting per potersi accaparrare i migliori talenti quindi tocca al coach creare un sistema di gioco efficiente e che meglio si adatti alla situazione in cui si trova e il sistema di Burmeister non fa eccezione. I ragazzi di UIW non tirano tantissimo ma quando lo fanno hanno sempre percentuali fantastiche (49.3% di media, decima miglior percentuale in NCAA), d’altronde i loro tiri sono sempre molto costruiti: è difficile che la palla resti immobilizzata nelle mani di un solo giocatore, viene passata spesso e non è strano vedere frequenti ribaltamenti di lato. Tanti sono anche i tagli e i blocchi, sia vicino che lontano dalla palla, ennesima testimonianza che dimostra quanto sia attivi i Cardinals, sempre in continuo movimento. Inoltre ogni azione parte quasi sempre con un pick’n’roll che di solito si conclude in due modi, o con un passaggio per il taglio del bloccante o con uno scarico sul perimetro per un tiratore che durante la penetrazione del portatore di palla ha sfruttato un blocco di un compagno di squadra. Questo per dire che è davvero difficile vedere concludere un Cardinal con una soluzione personale, senza che ci sia un assist e i 17.2 assist di media a gara (decima miglior media in NCAA) lo testimoniano.

Un’altra caratteristica riguarda il fatto che i Cardinals vanno sempre tutti a rimbalzi, in attacco o in difesa, ed è per questo che viaggiano a una media di 43.6 rimbalzi a partita (quinta miglior squadra in NCAA per questa categoria) pur non avendo nessun giocatore in squadra oltre gli 8.8 rimbalzi di media. Ovviamente tutto ciò non ha solo lati positivi, anzi rende facile prendere UIW in transizione e sotto questo punto di vista le 15 palle perse a gara non aiutano ma sono quasi implicite quando si fa circolare la palla così tanto. A tutto ciò però sopperisce la già citata altissima percentuale realizzativa di Incarnate Word che permette di portare a casa ben 85.5 punti a gara (nona miglior percentuale in NCAA) a cui contribuiscono quattro giocatori in doppia cifra di cui due oltre i 18 punti di media, rispettivamente il playmaker junior Denzel Livingston e la portentosa guardia sophomore Kyle Hittle, un tiratore incredibile dal 47% da tre punti in stagione.

Incarnate Word potrà non essere una potenza storica come Kansas o Kentucky, nemmeno come Wichita State o Creighton, potrà non avere un sistema particolare come quello di coach Arsenault ma resta un fenomeno statistico unico in Division I e di conseguenza merita di essere osservata.

LE SQUADRE PIU’ IN FORMA

Iowa Hawkeyes

1) Iowa Hawkeyes (14-3), #14 del Ranking
Settimana fantastica per gli Hawkeyes! Iowa in stagione aveva inanellato piccole strisce vincenti a sconfitte contro le grandi potenze dimostrando di non essere propriamente una corazzata contro gli avversari più rinomati, non a caso aveva perso contro Villanova, Iowa State, imbattuta fino a settimana scorsa, e Wisconsin, anch’essa imbattuta fino a un paio di giorni fa. Iowa aveva chiuso la settimana passata con un dominio assoluto su Northwestern, una vittoria per 93-67 arrivata soprattutto grazie alle due doppie-doppie di Melsahn Basabe (16 punti e 10 rimbalzi) e Aaron White (18 punti e 10 rimbalzi), una partita controllata dal primo all’ultimo secondo che ha permesso agli Hawkeyes di allungare la striscia positiva casalinga a 19 vittorie. La vera impresa ha avuto luogo il 12 gennaio, giorno in cui Iowa ha portato a casa una clamorosa vittoria sul parquet di Ohio State, all’epoca #3 del Ranking. In questa partita Iowa è sempre rimasta a contatto grazie al fantastico lavoro di Aaron White (chiuderà con 19 punti e 6 rimbalzi) nel pitturato tanto da riuscire a chiudere il primo tempo in vantaggio sul 37-35. Nel secondo tempo Ohio State ha cercato di farsi sentire con i 22 punti di LaQuinton Ross riuscendo anche a tornare in vantaggio e a tentare la fuga ma i 5 punti consecutivi di Oglesby riportano la gara sul 62 pari. Da lì in poi saranno i soliti White e Marble (22 punti a fine gara per quest’ultimo) a mettere le marce alte e a chiudere la partita sul definitivo 84-74. Nella partita in cui si sono visti anche 5 punti in 11 minuti per il nostro Amedeo Della Valle, Ohio State non ha convinto come dimostrano le 17 palle perse (11 dal duo Craft-Ross, più di tutta Iowa) e i 31 rimbalzi contro i 40 degli Hawkeyes. Iowa si dimostra un avversario durissimo in Big Ten, mentre Ohio State conferma di essere nel suo momento peggiore come dimostrano le tre sconfitte consecutive contro Michigan State, appunto Iowa e a seguire quella contro Minnesota. Piccola curiosità per chiudere: Roy Devyn Marble è il figlio di Roy Marble Jr., ex giocatore NBA e della stessa Iowa, il loro è il primo duo padre-figlio ad aver raggiunto quota 1000 punti ciascuno nella storia della Big Ten.

2) California Golden Bears (13-4), non presente nel Ranking
Non sarà nel Ranking ma Cal sta tenendo un ritmo pazzesco e infatti non perde dal 28 dicembre 2013. Cal ha chiuso settimana scorsa vincendo facilmente per 96-83 contro Oregon, all’epoca numero #17del Ranking, grazie alle prestazioni di Justin Cobbs (20 punti e 11 assist) e di Jordan Matthews (32 punti e 5 rimbalzi). La settimana corrente è cominciata con una buona vittoria in rimonta contro Oregon State per 88-83. Nonostante un primo tempo chiusosi sul +10 per i Beavers, i Golden Bears si sono dimostrati una squadra di altissimo livello ribaltando la situazione nel secondo tempo in cui hanno chiuso le maglie della difesa (13 palle perse per i Beavers contro le sole 5 di Cal) portando avanti un parziale di 53-38 in cui il solito Cobbs è stato l’assoluto leader con 20 punti e 9 assist. La settimana si è conclusa con il massacro ai danni di Washington per 82-56, una partita in cui Cal ha letteralmente distrutto Washington sotto ogni punto di vista fin dalla palla a due grazie a cinque giocatori in doppia cifra per punti, di cui due autori di una doppia-doppia: Richard Solomon (13 punti e 12 rimbalzi) e David Kravish (11 punti e 11 rimbalzi). Non credete ancora alla qualità di questa squadra? Sappiate che in quattro delle ultime cinque partite i Golden Bears hanno dovuto fare a meno di Jabari Bird, talentuosissimo freshman con aspettative NBA nel prossimo futuro e attualmente uno dei cinque giocatori in doppia cifra di media per Cal, rientrato solo contro Washington con un minutaggio limitato per via della distorsione alla caviglia che ancora non è guarita perfettamente. Cal è una delle due squadre ancora imbattute in Pac-12 insieme alla #1 del Ranking Arizona e al momento è ancora priva del tuttofare Ricky Kreklow, che tornerà tra qualche settimana. Cal sarà una bella mina vagante, specialmente in un torneo a eliminazione diretta come quello NCAA.

3) Indiana Hoosiers (12-5), non presente nel Ranking
La scorsa settimana è stata disastrosa per gli Hoosiers con la doppia sconfitta contro Illinois e Michigan State ma in questa settimana è avvenuto il contrario. L’11 gennaio è arrivata la vittoria in rimonta per 79-76 contro la non irresistibile Penn State grazie soprattutto al career high dell’interessantissimo freshman Noah Vonleh (19 punti). Tre giorni dopo, il 14 gennaio, Indiana ha calato il jolly con un’altra vittoria da tre punti di scarto ma questa volta contro Wisconsin, fino a quel momento imbattuta e #3 del Ranking. Indiana è rimasta sorprendentemente a contatto per tutto il primo tempo ma i Badgers sono sembrati superiori all’inizio del secondo tempo quando sono andati sul +10 grazie ai canestri di Traevon Jackson (21 punti) e Sam Dekker (10 punti). Coach Tom Crean ha scosso i suoi con un discorso a dir poco infuoco ed è salito in cattedra Yogi Ferrell che ha guidato i compagni alla rimonta segnando 19 dei suoi 25 punti nel secondo tempo. A sigillare la vittoria sono stati i due punti del 73-70 del freshman Stanford Robinson con 40 secondi sul cronometro e le due ottime difese sulle triple di Traevon Jackson e Ben Brust per il tentato pareggio. Che stiano tornando i veri Hoosiers?

Honorable Mention: Kansas Jayhawks (12-4), #15 del Ranking
Dopo qualche sconfitta evitabile Kansas ha portato a termine una settimana praticamente perfetta in cui sono arrivate due vittorie molto convincenti contro due ottime squadre di Big 12 come Kansas State (#25 del Ranking) e Iowa State (#8 del Ranking). Come hanno fatto? Lo scoprirete alla posizione numero 2 della classifica dei giocatori più caldi.

I GIOCATORI PIU’ CALDI

Billy Baron Canisius

1) Billy Baron, Playmaker, Freshman, Canisius Golden Griffins
La bianchissima e fisicatissima guardia di Canisius è al suo terzo college dopo aver passato l’anno da freshman a Virginia, quello da sophomore a Rhode Island per passare poi a Canisius. Già l’anno scorso era stato il leader dei Golden Griffins ma quest’anno si è ulteriormente migliorato e sta viaggiando a 23 punti, 5 rimbalzi, 5 assist e 1.4 recuperi di media, il tutto tirando con il 43% da tre punti su 7 tentativi a partita. In settimana Baron ha prima ha prima demolito Rider dopo due overtime per 94-91 mettendo a referto 38 punti, 7 rimbalzi e 7 assist col 58% dal campo e segnando anche la tripla della vittoria a 1 secondo dalla sirena finale. Successivamente ha distrutto Monmouth con 26 punti, 8 rimbalzi e 6 assist tirando col 67% dal campo e col 55% da tre punti guidando i suoi alla vittoria per 87-67. Non male per un ragazzo che non arriva ai 190 centimetri. Ora, grazie soprattutto a Baron, Canisius è sorprendentemente seconda nella propria conference, la MAAC, a pari merito con Iona e a mezza partita da Manhattan. Riuscirà Baron a condurre i suoi a una storica vittoria nella conference per raggiungere il Torneo NCAA?

2) Andrew Wiggins, Guardia/Ala, Freshman, Kansas Jayhawks
Entra per la prima volta in classifica il giocatore più atteso e osservato della NCAA. “Mister futura prima scelta assoluta al Draft” ha affrontato due sfide difficilissime contro due squadre di Ranking, la #25 Kansas State e la #8 Iowa State, entrambe vinte anche e soprattutto per merito del talento canadese. Nella vittoria per 86-60 contro Kansas State sono arrivati 20 punti dal freshman Wayne Selden Jr. e 11 punti e 9 rimbalzi dall’altro freshman Joel Embiid quindi Wiggins non poteva assolutamente fallire. Il giocatore con la maglia numero 22 ha piazzato 22 punti, 5 rimbalzi e 2 assist che hanno dimostrato per l’ennesima volta quanto sia forte questo ragazzo. Come se non bastasse Wiggins ha stupito ulteriormente tutti dominando la gara contro Iowa State in cui ha aiutato il compagno Naadir Tharpe, autore di 23 punti, con 17 punti, 3 assist e 19 rimbalzi. Diciannove rimbalzi. Avete capito bene ma lo ripeterò ancora una volta per essere sicuro: diciannove rimbalzi. Ogni altro commento sarebbe superfluo.

3) Doug McDermott, Ala, Senior, Creighton Bluejays
Trovare il nome di questo ragazzo tra i migliori realizzatori della NCAA non è certo una novità dato che questo è il suo terzo anno consecutivo oltre i 22.9 punti di media. McDermott, figlio del suo stesso coach, sta convincendo anche quest’anno e sta portando la sua Creighton a risultati sempre più convincenti dato che al momento si trova alla posizione numero 20 del Ranking ed è momentaneamente imbattuta nelle sfide interne alla nuova Big East. Il miglior realizzatore e rimbalzista della squadra ha dovuto affrontare in settimana due delle sfide più impegnative dall’inizio della stagione e si è comportato alla grande. Prima ha guidato i suoi alla vittoria contro Xavier per 95-89 con 35 punti, 7 rimbalzi e 3 assist a cui sono seguiti 28 punti, 5 rimbalzi, 2 assist e 0 palle perse nel dominio contro Butler per 88-60. In entrambi i casi ha tirato con oltre il 54%. Dominante.

Foto: Andrew Wiggins in copertina (rantsports.com), gli Iowa Hawkeyes (fansided.com) e Billy Baron (gogriffs.com)