NCAA Chosen Dozen: La corsa al Bob Cousy Award, la rinascita di North Carolina e la perfezione di McDermott

Ci avviciniamo alla fine della stagione e come sempre la NCAA ci regala emozioni, indipendentemente che si tratti di upset, rivalità storiche o prestazioni personali, come vedremo nelle Top 3 riservate alle squadre e ai giocatori della settimana. Nel tema della settimana andremo ad analizzare i finalisti al Bob Cousy Award, il premio destinato alla miglior point guard dell’intera NCAA.

BOB COUSY AWARD: CHI SARÀ IL SUCCESSORE DI TREY BURKE?

L’anno scorso Trey Burke è stato il dominatore del college basketball: finale NCAA, Big Ten Player of the Year, National Player of the Year, miglior giocatore del South Regional al Torneo, NCAA All-Tournament Team e vincitore del Bob Cousy Award. Questo premio, intitolato al playmaker che con i Boston Celtics vinse sei titoli NBA tra il 1951 e il 1963, viene assegnato dalla stagione 2003/2004 alla miglior point guard del college basketball. Il primo vincitore fu Jameer Nelson, l’ultimo per l’appunto Trey Burke. A parte Dee Brown e Acie Law, tutti gli altri vincitori sono attualmente in NBA: Raymond Felton, D.J. Augustin, Ty Lawson, Greivis Vasquez, Kemba Walker e Kendall Marshall. I nomi dei 24 finalisti per l’edizione 2013/2014 sono stati resi noti il 17 febbraio.

Bob Cousy Award Finalists: Kyle Anderson (UCLA), Keith Appling (Michigan State), Eric Atkins (Notre Dame), Billy Baron (Canisius), Jason Brickman (LIU Brooklyn), Jahii Carson (Arizona State), Siyani Chambers (Harvard), Justin Cobbs (California), Aaron Craft (Ohio State), Tyler Ennis (Syracuse), Yogi Ferrell (Indiana), DeAndre Kane (Iowa State), T.J. McConnell (Arizona), Shabazz Napier (Connecticut), Marcus Paige (North Carolina), Kevin Pangos (Gonzaga), James Robinson (Pittsburg), Marcus Smart (Oklahoma State), Juwan Staten (West Virginia), Xavier Thames (South Dakota State), Fred VanVleet (Wichita State), Scottie Wilbekin (Florida), Kendall Williams (New Mexico) e Chaz Williams (Massachusetts).

Partiamo dal vero carico da undici di questa lista, Marcus Smart. Il giocatore sembra aver fatto la scelta giusta quando, al termine della stagione 2012/2013, ha deciso di rimanere ad Oklahoma State non dichiarandosi per il Draft NBA da freshman. Se le sue prestazioni sono sotto gli occhi di tutti, la sua popolarità ha però subito un drastico calo quando ha colpito un tifoso nella partita tra i Cowboys e Texas Tech. La squalifica per tre partite è arrivata come aggravante di un periodo in cui Oklahoma State non riesce più a vincere. I Cowboys avevano iniziato la stagione con un record di 16-2, poi sono arrivate quattro sconfitte in fila e la squalifica di Smart. Inutile dirlo, le tre partite senza Smart si sono tramutate in altrettante sconfitte. Al momento Oklahoma State ha vinto solo 4 delle 13 partite contro le avversarie della Big 12. Aaron Craft è il generale di una squadra di alto livello come Ohio State. Probabilmente non ha il profilo giusto per vincere un premio che in passato è andato quasi esclusivamente a playmaker che fossero anche solidi realizzatori a livello NCAA. La grande eccezione è stata Kendall Marshall, che però distribuiva nella stagione 2011/2012 quasi 10 assist di media. Craft ha 9.6 punti e 4.6 assist a partita.

Tre giocatori che stanno disputando una grande stagione individuale e di squadra sono Anderson, Appling e Napier. Kyle Anderson è soprannominato Slow-Mo ed è alto 2.06m. Formalmente non è il playmaker di UCLA, ma è proprio lui il regista della squadra di Steve Alford. I Bruins sono finalmente una squadra convincente e hanno un record di 10-3 all’interno della Pac-12. Anderson sta vivendo una strepitosa stagione personale e le sue medie sono quelle di un autentico giocatore totale: 15.2 punti, 8.7 rimbalzi e 6.8 assist di media con il 50.2% dal campo e il 52.4% da tre. Keith Appling, invece, è alto solo 1.85m. Il senior agli ordini di coach Izzo sta vivendo un’altra ottima stagione e sta permettendo agli Spartans di mantenere il primo posto nella competitiva Big Ten. Non parte favorito per questo premio, ma la sua costanza di rendimento potrebbe essere premiata. Connecticut è nella parte alta della classifica della nuova American Athletic Conference, la continuazione della vecchia Big East. Il merito è sicuramente di Shabazz Napier, un eccellente realizzatore che si avvicina alla tripla-doppia ogni volta che calca il parquet. 18 punti, 5.8 rimbalzi e 5.5 assist di media per un giocatore che potrebbe riscuotere grande successo nelle votazioni.

Dopo aver analizzato i nomi più altolocati, a cui vanno aggiunti per questioni di record di squadra Tyler Ennis, Scottie Wilbekin, Fred VanVleet e T.J. McConnell, passiamo a citare qualche outsider che si sta notevolmente mettendo in mostra nella Division I. Il primo nome è quello di DeAndre Kane, un giocatore che ha avuto un percorso scolastico non particolarmente brillante. Approdato ad Iowa State per la sua ultima stagione, sta letteralmente dominando. Due settimane fa, nella vittoria dei Cyclones su Oklahoma State dopo tre overtime, ha messo assieme 26 punti, 9 rimbalzi e 9 assist. Anche Billy Baron, intervistato da noi ad inizio settimana (clicca QUI per leggere l’intervista), è un notevole all-arounder da 24.9 punti, 5.1 rimbalzi e 4.9 assist ad allacciata di scarpe. State attenti perché potrete ritrovare sia lui che DeAndre Kane in un’altra sezione di questa rubrica. È un playmaker tradizionale Jason Brickman: non per niente, con 10 a partita, guida la Division I per assist. Il record di squadra (8-17, 3-9) e la scarsa notorietà derivata dal fatto di giocare per un piccolo college come LIU Brooklyn sicuramente lo penalizzano.

Sarebbe criminale non menzionare Jahii Carson, la stella degli Arizona State Sun Devils. La squadra allenata da Herb Sendek sta facendo un notevole cammino nella Pac-12, trascinata da Carson e dal lungo Jordan Bachynski. Il playmaker dei Sun Devils è un grandissimo attaccante dal palleggio e, nonostante la bassa statura (1.80m), è pericoloso quando arriva al ferro. Il suo atletismo gli permette di prendere un discreto quantitativo di rimbalzi. Con 18.8 punti, 4.4 rimbalzi e 4.6 assist di media è uno dei giocatori più interessanti dell’intera Conference. Se parliamo di attaccare dal palleggio, l’arresto e tiro di Justin Cobbs è molto efficace per California. Non per niente anche i Golden Bears sono nella parte alta della Pac-12 – con lo stesso record di Arizona State – e si sono tolti notevoli soddisfazioni come le vittorie su Arizona, Oregon e Oregon State. Cobbs viaggia a 15.7 punti, 2.9 rimbalzi e 6.1 assist di media. Un altro dominatore in ogni voce statistica è Juwan Staten. Il playmaker di West Virginia ha flirtato più volte con la tripla-doppia e sta provando a tenere la sua squadra al di sopra del 50% di vittorie nella Big 12.

LE SQUADRE PIU’ IN FORMA

Takoto

1) North Carolina Tar Heels (19-7), non presente nel Ranking
L’abbiamo già accennato tempo fa: i Tar Heels quest’anno sono meno costanti del clima primaverile ma non per queste non regalano soddisfazioni. Dopo le quattro sconfitte in cinque partite UNC ha dato il via a una striscia, tuttora aperta, di otto vittorie consecutive, tre delle quali sono arrivate in settimane. Non stiamo parlando di vittorie normali ma di vittorie contro due squadre di Ranking tra cui troviamo anche la storica rivale Duke. Andiamo per gradi. La prima vittoria settimana le arriva contro Pittsburgh (#25 del Ranking) per 75-71 grazie a un McAdoo eccezionale da 24 punti e 12 rimbalzi di cui 7 offensivi , aiutato da un ottimo Marcus Paige, autore di 18 punti, 4 assist e 4 recuperi. UNC impone il suo gioco di transizione e il suo dominio atletico portandosi anche sul +10 ma qualche palla persa di troppo permette a Pitt di rimontare fino a tentare la tripla del pareggio, poi sbagliata, a circa dieci secondi dalla fine.
Due giorni dopo si torna in campo contro la modesta Florida State del grande tiratore Ian Miller (22 punti contro UNC). I Tar Heels si ritrovano a inseguire fin da subito trovandosi sotto anche di 13 già nei primi minuti di gioco, ma non servirà molto ai ragazzi di coach Williams per tornare in carreggiata dato che riescono a chiudere il primo tempo solo sul -3. Un secondo tempo favoloso da 48 punti e condotto dalle giocate esplosive di Tokoto, dalla leadership di Paige (20 punti, 7 assist, 4 recuperi e 0 palle perse) e dalla solidità del freshman Kennedy “pacioccone” Meeks (23 punti, 7 rimbalzi e 2 stoppate) ha regalato il definitivo 81-75 ai Tar Heels nonché la vittoria numero 300 in carriera per coach Roy Williams.
Come celebrare la vittoria numero 300 al migliore dei modi? Ovviamente con la vittoria numero 301 contro Duke (#5 del Ranking). Non sapete quanto sia importante questa rivalità? Allora non voglio nemmeno conoscervi. Sappiate solo che il Cameron Indoor Stadium (casa di Duke) era stracolmo ma solo per vedere la partita sul maxischermo dato che si giocava al Dean Dome (o Dean Smith Center, casa di UNC). Duke sta al comando per quasi tutta la partita ma UNC resta a contatto riuscendo poi a piazzare il parziale decisivo di 21-9 negli ultimi 5 minuti di gara, una statistica impressionante che regala ai Tar Heels il decisivo 74-66. Fondamentali i 21 punti di Leslie McDonald, non sono bastati invece i 17 punti e 11 rimbalzi di Jabari Parker. L’ultima volta in cui una UNC non presente nel Ranking ha battuto una Duke tra le prime 5 del Ranking era il 1990, precisamente il 4 marzo. Che North Carolina abbia trovato finalmente la via per la continuità?

2) Creighton Bluejays (22-4), #11 nel Ranking
Creighton aveva chiuso la scorsa settimana in maniera altalenante perché aveva sì vinto contro Butler ma aveva anche perso contro la St. John’s, cosa che aveva fatto perdere ai Bluejays la testa della Big East, passata nelle mani di Villanova (#6 del Ranking). E’ proprio quando la gente ha cominciato a dubitare della qualità di Creighton che quest’ultima ha tirato fuori le unghie e ha portato a termine una settimana favolosa in cui sono arrivate due vittorie contro potenze della Big East ovvero Marquette e la stessa Villanova. Nella dominante vittoria contro Villanova per 101-80 non c’è molto da dire, si può riassumere tutto con due parole: Doug McDermott. Il figlio del coach ha pareggiato il suo season high con 39 punti (13/17 al tiro) e 7 rimbalzi. Con questa prestazione McDermott ha sorpassato Larry Bird nella lista dei migliori realizzatori della storia della NCAA.
Pensate che contro Marquette sia cambiato qualcosa? Vi sbagliate. Tutti sanno quando e come tirerà McDermott ma non possono comunque fermarlo, i suoi 25 punti (9/12 dal campo) con 8 rimbalzi e 3 assist ne sono la prova. Creighton vince 85-70 ma in questa partita abbiamo potuto ammirare anche i 22 punti (con 6/8 da tre punti) di Ethan Wragge, clamoroso tiratore da tre punti dal 50% in stagione su 7 triple tentate a partita, il giocatore giusto per liberare l’area a McDermott. Qualcosa mi dice che troveremo un giocatore di Creighton anche nella sezione relativa ai 3 giocatori più in forma della settimana.

3) Nebraska Cornhuskers (15-10), non presente nel Ranking
Deve per forza trattarsi di football americano perché altrimenti è impossibile spiegarsi Nebraska in una classifica relativa alle migliori squadre della settimana. Invece parliamo proprio di basket, i Cornhuskers infatti hanno chiuso settimana scorsa vincendo contro Northwestern e Illinois così da arrivare carichi come non mai agli scontri di questa settimana in cui hanno vinto contro la tutt’altro che impressionante Penn State e soprattutto contro la superpotenza Michigan State (#9 del Ranking). Nebraska ha cominciato la gara inseguendo gli Spartans ma ha poi trovato un modo per scardinare la difesa di MSU portandosi anche sul +11 e conquistando la vittoria finale per 60-51 davanti agli occhi di un coach Izzo decisamente arrabbiato, diciamo anche ai limiti della possessione demoniaca. A guidare Nebraska è stato Terran Petteway, guardia/ala, sophomore, e autore di 23 punti (con 4 triple), 5 rimbalzi e 2 assist. Ad aiutarlo ci ha pensato un altro sophomore, ovvero l’ala grande Walter Pitchford, autore di 18 punti (con 4/9 da tre punti), 5 rimbalzi, 1 stoppata e 2 recuperi.
Contro Penn State invece Nebraska ha dominato dalla palla a due fino alla sirena finale. Nonostante un bilancio abbastanza agghiacciante di 5 assist e 13 palle perse, i Cornhuskers sono comunque riusciti a portare a casa una comoda vittoria come dimostrano i 5 giocatori in doppia cifra tra cui troviamo ovviamente Pitchfork ma soprattutto Pettaway, di  nuovo incandescente come dimostrano i suoi 26 punti e 4 rimbalzi. Riuscirà il meraviglioso sogno di Nebraska a durare fino a fine stagione?

Honorable Mention: Boston College Golden Eagles (7-19), non presente nel Ranking
Record pesantemente in negativo e una sola vittoria all’attivo nelle ultime sei partite. Cosa ci fa in questa classifica? Ovvio, l’unica vittoria è arrivata contro Syracuse, squadra #1 del Ranking e fino a quel momento imbattuta instagione. Incredibile la vittoria per 66-62 arrivata dopo un overtime, in una partita folle in cui BC è riuscita a restare a contatto nonostante il tentativo di fuga di Syracuse (arrivata anche al +9) ed è riuscita a rendere forzato ogni tiro di Ennis, Fair e compagni. Syracuse ha tirato col 32% dal campo, mai così male in stagione, e ha segnato solo due triple, niente a che vedere con le undici triple di Boston College (50% al tiro da tre) e il suo 43% dal campo. Quasi certamente non sentirete più parlare di Boston College quest’anno ma di sicuro gente come Ryan Anderson (9 punti e 14 rimbalzi) e Olivier Hanlan (20 punti e 3 assist) non si scorderanno mai di questa partita.

I GIOCATORI PIU’ CALDI

McDermott

1) Doug McDermott, Ala, Senior, Creighton Bluejays
C’erano dubbi a riguardo? Non mi dilungherò perché ormai ogni parola è superflua, riporterò solo le cifre perché quelle sono oggettive. Gioca due volte e vince due volte. Contro Marquette in cui segna 25 punti e mette a referto anche 8 rimbalzi e 3 assist, il tutto tirando 9/12 dal campo, 2/3 da tre punti e 5/6 ai liberi. Il capolavoro però McDermott lo realizza contro la #6 del Ranking Villanova contro la quale primeggia con 39 punti, 7 rimbalzi e 1 assist, tirando 13/17 dal campo, 4/6 da tre punti e 9/9 ai liberi.  Doug “Human Videogame” McDermott.

2) Billy Baron, Playmaker, Freshman, Canisius Golden Griffins
Billy non si trova qui solo perché l’ho già citato oggi o perché lo abbiamo appena intervistato (clicca QUI per leggere l’intervista), anzi Baron era anche già stato in testa alla nostra classifica dato che non è nuovo a prestazioni fantasmagoriche. In settimana Baron ha giocato tre volte ma ha rimediato una sconfitta e questo è l’unico motivo per cui non si trova sul gradino più alto del podio. Nella vittoria contro Niagara mette a segno 34 punti, 6 rimbalzi e 5 assist tirando 10/16 dal campo e 11/14 ai liberi. Nella vittoria contro Siena per 92-88 dopo 3 overtime Baron resta in campo 55 minuti, ovvero ogni singolo secondo della gara, e realizza 40 punti, 10 rimbalzi, 5 assist, 1 stoppata e 2 recuperi tirando 18/19 ai liberi, tra cui ci sono anche i tre che hanno sigillato la vittoria di Canisius. Nell’unica sconfitta settimanale, quella contro Quinnipiac, Baron non ha nulla da rimproverarsi come dimostrano i suoi 31 punti, 4 rimbalzi, 6 assist e 3 recuperi. La solita normalissima settimana con una media di 35 punti, 7 rimbalzi e quasi 6 assist. Un adulto tra i bambini.

3) DeAndre Kane, Guardia, Senior, Iowa State Cyclones
Terza posizione per Kane e terza volta in cui incontriamo un volto noto di questa rubrica. Kane in settimana gioca due volte e in entrambe le occasioni dimostra di essere il miglior all-arounder della Division I conducendo i Cyclones a due vittorie. Prima affronta Texas Tech mettendo a segno 17 punti, 8 rimbalzi, 9 assist e 2 recuperi tirando col 50% dal campo. Successivamente è il leader nella vittoria contro Texas, squadra davvero in forma e posizionata come #19 del Ranking, con 22 punti, 7 rimbalzi e 5 assist itrando 7/13 dal campo e 2/4 da tre punti. Kane, completo da far paura.

Scritto da Filippo Antonelli e Claudio Pavesi

Foto: In copertina la fantastica invasione di campo dei tifosi di North Carolina dopo la vittoria su Duke (bleacherreport.com) / Ancora UNC, stavolta con Takoto (espn.com) / Doug McDermott (espn.com)