NCAA Chosen Dozen: La storia di “Mr. Underrated” Marcus Foster, La Upset Night e la furia di Marcus Paige

La stagione è sempre più agli sgoccioli e possiamo iniziare a tirare le somme anche se le sorprese continuano ad arrivare numerose. Oggi nel tema del giorno parleremo di Marcus Foster di Kansas State, senza dubbio il freshman più sottovalutato della NCAA, un giocatore che praticamente non è mai stato nemmeno considerato prima del suo debutto nel basket collegiale salvo poi stupire tutti fin dalla prima volta in cui ha toccato il parquet. Ovviamente a seguire ci saranno le tipiche Top3 sulle migliori squadre e i migliori giocatori della settimana, in cui potrete trovare almeno un’interessante sorpresa.

MARCUS FOSTER: SOTTOVALUTATO COMPULSIVO

Questo è senza dubbio l’anno dei freshman, la stagione in cui gli esordienti devono dominare prima i campi della NCAA e poi il Draft NBA. Andrew Wiggins, Julius Randle, Jabari Parker, Joel Embiid, Aaron Gordon, James Young, Noah Vonleh, i fratelli Harrison, Wayne Selden, Tyler Ennis e chi più ne ha più ne metta. Ci sono però alcuni freshman che stanno facendo la differenza per le loro squadra seppur nessuno avesse previsto un loro impatto così immediato, tra questi uno spicca su tutti: Marcus Foster di Kansas State.

Appunto perché in pochi hanno parlato di lui una precisazione mi sembra doverosa. Chi è Marcus Foster? Foster è un ragazzo nato nel 1995 a Wichita Falls nel Texas, e come tanti altri ragazzini aveva (e ha ancora) il sogno di diventare un famoso giocatore di basket, raggiungere il professionismo passando da un grande college, possibilmente texano. Foster pone solide basi a questo sogno, ha infatti una carriera liceale impressionante a Hirschi High School come si può ben vedere dai suoi numeri: quattro anni in quintetto, 2388 punti in carriera, record complessivo di 91-41, una finale per il titolo statale persa contro Abilene, doppia doppia di media negli ultimi due anni e un anno da senior che meriterebbe di essere incorniciato come dimostrano le medie da 27.1 punti, 11.3 rimbalzi, 2.4 assist, 1.7 recuperi e 1.2 stoppate tirando con il 58.6% dal campo e il 39.7% ai liberi. Con una carriera del genere come ha fatto a passare inosservato agli occhi degli esperti? Va detto che inizialmente gli esperti lo avevano notato più che bene, infatti durante il suo anno da junior fu corteggiato da college come Texas, Oklahoma, Oklahoma State, Baylor, Missouri, Colorado, SMU, Marquette, Nebraska, Creighton e ovviamente Kansas State. Il punto forte di Marcus era l’ossessiva etica del lavoro, la continua opera di perfezionamento che lo avrebbe portato a fare strada. A un certo punto però questa sua abitudine di allenarsi in continuazione era diventata eccessivamente maniacale tanto che il suo coach a Hirschi, Donald Hedge, gli chiese di prendersi qualche settimana di pausa. In questo periodo di scarsi allenamenti si riuscì a vedere quanto fosse strano il metabolismo di Marcus dato che in poco tempo prese molti, troppi chili e finì per trovarsi fuori forma e lento. Molti college si posero la seguente domanda: “se riesce a trasformarsi in questo modo solo durante una breve pausa, come potrebbe diventare durante un’intera offseason o durante uno stop per infortunio?” ed è per questo che molti dei già citati college, tra cui tutti i college texani che a lui tanto interessavano, rinunciarono a Foster, tutti tranne Marquette, la new entry Lehigh, Creighton e Kansas State. Il paffutello di Hirschi inizia a rimettersi in forma ma non sembra essere ancora al meglio della condizione, cosa che non sembra interessare a Kansas State che continua con il suo recruiting dato che ha capito cosa è in grado di fare questo ragazzo.

La forma non è ancora delle migliori ma nonostante ciò primo passo di Foster resta fulmineo e la sua stagione da senior, come già detto, è da antologia. Nonostante ciò Foster finisce per essere considerato come un giocatore mediocre dai siti del settore. Rivals.com infatti lo valuta con 3 stelle su cinque, fuori dalla Top150 nazionale e come guardia numero 40 della nazione, ovvero dietro a molti giocatori che attualmente in NCAA non vedono nemmeno il campo. Kansas State però continua a vedere in lui molto di più, coach Weber vede in lui un leader, una vera scoring guard già fatta e finita, non un playmaker ancora totalmente da costruire e formare, cosa che molto probabilmente Foster non sarebbe in grado di fare. Foster arriva così alla corte dei Wildcats e coach Weber inizia a fargli vedere il campus, il palazzetto, la tradizione del programma di basket e gli fa notare quante discrete femmine ci siano nell’università. Foster è contento ma non particolarmente impressionato, almeno fino a che coach Weber non gli dà il tesserino che gli consente il libero uso della palestra e del campo di allenamento in ogni momento del giorno, 24 ore su 24. Per Foster è come se fosse Natale, Pasqua, compleanno, matrimonio, festa di laurea e chissà quante altre feste, tutte contemporaneamente. Entrambi sapevano che dare il via libera alla sua mentalità ossessiva era l’unica risposta per farlo tornare al massimo.

Marcus Foster

Foster si è presentato a inizio stagione in ottima forma. Recentemente ha dichiarato che, arrivato a K-State, era così fuori forma da non riuscire nemmeno a uscire dai blocchi senza ritrovarsi in affanno ma si è subito fatto perdonare. K-State però ha cominciato la stagione con un dubbio record di 2-3 rimediando sconfitte anche contro squadre mediocri come Charleston e Northern Colorado, segno che i Wildcats stavano ancora cercando un rimedio alla partenza di McGruder, stella della scorsa stagione. In questo momento difficile un giocatore ha capito che andava fatto un passo in più e questo è stato Marcus Foster il quale, diventando subito il miglior realizzatore e il leader della squadra ha guidato i suoi a 12 vittorie in 13 partite. Ora K-State ha un record di 19-9 ed è quarta in Big 12 a pari merito con Oklahoma grazie soprattutto a Foster che continua a essere il miglior realizzatore della squadra con 15.3 punti a cui aggiunge 3.4 rimbalzi e 2.5 assist di media, cifre che lo posizionano nella top 10 dei candidati al Wayman Tisdale Award (il premio per il miglior freshman dell’anno). Foster continua anche a migliorare sotto nuovi aspetti del suo gioco, infatti contro Baylor è riuscito anche a mettere a referto 10 assist. Le prestazioni che però resteranno negli occhi di tutti sono quella da 34 punti nella vittoria contro Texas (il college texano che non ha creduto in lui) e quella da 20 punti giocando su una distorsione alla caviglia nella vittoria contro Kansas. Per lui coach Weber ha addirittura cambiato leggermente sistema di gioco inserendo un numero maggiore di situazioni di pick’n’roll per sfruttare le penetrazioni di Foster che non a caso è il secondo freshman in tutta la NCAA per punti-da-pick’n’roll con 1.09 punti a possesso (dati di Synergy Sports Technology).

La cosa più bella è ciò che di recente ha dichiarato Foster. Prima dell’inizio della stagione, in macchina col compagno di squadra Southwell, ha detto di essere convinto di poter essere un buon innesto dalla panchina e di poter chiudere la stagione intorno ai 6 punti e 2 rimbalzi di media. Southwell gli disse: “Marcus, sei impazzito? Sarai da subito un leader e viaggerai a 14 punti di media”. Foster confessò di essersi messo a ridere al momento ma a quanto pare Southwell ha decisamente un occhio profetico.
Le manie compulsive di Foster al momento stanno pagando più del previsto e potrebbero portarlo molto più lontano anche in futuro. Lo ha confermato anche Southwell quindi possiamo stare tranquilli.

LE SQUADRE PIU’ IN FORMA

Rodney Hood e Jabari Parker

1) Duke Blue Devils (26-3), #6 nel Ranking
Duke aveva chiuso l’ultima settimana perdendo l’importantissima sfida contro North Carolina ma in questa settimana si sono quanto meno rimessi in carreggiata, anzi hanno fatto molto di più vincendo contro Virginia Tech e soprattutto contro Syracuse. Gli Oranges avevano perso tre giorni prima contro Boston College in uno degli upset più clamorosi della stagione e i Blue Devils ne hanno approfittato per infliggere l’ennesima coltellata a Syracuse vincendo per 66-60 grazie a un Jabari Parker favoloso da 19 punti e 10 rimbalzi. Dopo un inizio tutto marchiato Syracuse Duke è tornata in partita grazie al già citato Parker e a Rodney hoof (13 punti, 7 rimbalzi) rendendo così il match combattuto e in bilico fino ai secondi finali in cui si è arrivata la svolta. A 10 secondi dalla fine infatti sarebbe C.J. Fair a segnare, col fallo, il canestro del pareggio e del potenziale sorpasso, gli arbitri però fischiano un fallo di sfondamento a Fair che mantiene il punteggio sul 60-58 per Duke. Questo fatto fa infervorare coach Boeheim il quale entra in campo riempiendo di insulti gli arbitri per quello che secondo lui è stato un fischio sbagliato. Risultato? Due tecnici al coach che viene così espulso regalando anche i 4 tiri liberi a Duke che assicurano la vittoria.
Contro Virginia Tech invece c’è poco da dire, semplicemente un massacro. Duke parte con un parziale di 15-2 guidato da sua maestà Jabari Parker che mostra subito quanto sia completo prima chiudendo il contropiede con una schiacciata e poi con un’azione da vero all-arounder che lo porta prima a stoppare l’avversario, a portare palla come un playmaker per tutto il campo per servire infine il compagno libero per la tripla. La vittoria finale arriva per 66-48, da segnalare le prestazioni di Parker (11 punti, 12 rimbalzi, 3 assist, 3 recuperi e 3 stoppate) e Rodney Hood (21 punti, 2 rimbalzi, 4 assist). Che la vittoria contro Syracuse abbia dato a Duke ciò che serve per convincerla di poter effettivamente comandare il Torneo NCAA?

2) New Mexico Lobos (22-5), #25 nel Ranking
New Mexico sta per portare a termine l’ennesima stagione strepitosa ma la sconfitta contro Boise State del 12 febbraio ha fatto perdere ai Lobos la testa della Mountain West Conference, condivisa con San Diego State. Questa settimana i Lobos hanno messo a segno l’ennesimo capolavoro battendo Utah State ma soprattutto la già citata San Diego State, all’epoca #6 del Ranking. Quella che doveva essere una partita combattutissima viene vinta per 58-44 dai Lobos con molta più comodità del previsto dato che già a 12 minuti dalla fine New Mexico poteva vantare un vantaggio di +21. I Lobos tengono gli Aztecs al 30% al tiro dal campo e al 20% da tre, forzando 9 palle perse contro soli 4 assist messi a referto, il tutto concedendo a San Diego State solo tre tiri liberi. In un contesto del genere non poteva che scatenarsi l’australiano Bairstow, autore di una stagione favolosa come dimostrano anche i 26 punti e 9 rimbalzi SDSU.
Paradossalmente più combatutta la sfida con Utah State anche se i Lobos si sono dimostrati all’altezza della situazione. Dopo un primo tempo combattutissimo conclusosi sul +1 per Utah State, New Mexico si è messa a giocare davvero piazzzando un parziale di 29-11 negli ultimi 11 minuti di gioco che hanno permesso ai Lobos di ribaltare la gara arrivando, dal -8, alla vittoria per 67-58. Fondamentali il centro Alex Kirk (13 punti, 12 rimbalzi, 5 assist e 4 stoppate) e Cullen Neal, freshman figlio del coach (12 punti e 2 assist in 17 minuti con 3/4 da tre punti). New Mexico è senza dubbio una delle realtà più sottovalutate della NCAA.

3) L’intera giornata del 27 febbraio: Upset Night
Esatto, non ci sarà una terza squadra particolarmente in forma ma piuttosto la nottata di partite tra il 27 e il 28 febbraio che è stata una vera e propria “notte degli upset”. In questa giornata abbiamo visto la sconfitta di Memphis (#21 del Ranking) contro Houston, la sconfitta di Kentucky (#17 del Ranking) contro Arkansas, quella di Iowa (#20 del Ranking) contro Indiana, quella di Ohio State (#22 del Ranking) contro Penn State e infine quella di Saint Louis (#10 del Ranking) contro Duquesne. Penn State, Houston e Duquesne avevano addirittura un record negativo. Esatto, delle sei squadre di Ranking impegnate (tutte contro squadre non classificate) solo Louisville ha portato a casa la vittoria.

I GIOCATORI PIU’ CALDI

Marcus Paige

1) Marcus Paige, Playmaker, Sophomore, North Carolina Tar Heels
Paige sta diventando un giocatore sempre più completo: bravo a organizzare il gioco, realizzatore quando serve, leader e motivo e precisissimo nei minuti finali delle gare punto a punto. In settimana ha prima dominato Wake Forest nella vittoria per 105-72 conducendo i propri compagni 13 punti, 4 assist, 2 rimbalzi, 2 recuperi e 0 palle perse in 28 minuti, poi però ha tirato fuori gli assi dalla manica nella vittoria all’overtime contro North Carolina State. Contro i Wolfpack Paige ha segnato 35 punti con 6 rimbalzi, 5 assist, 2 recuperi e una sola palla persa con 7/12 da tre punti. Paige ha anche segnato 10 dei 14 punti messi a referto da tutta UNC nell’overtime, compreso il canestro della vittoria a 4 secondi dalla fine. Clamoroso.

2) Patrick Miller, Playmaker, Senior, Tennessee State Tigers
Tennessee State al momento ha rimediato solo 5 vittorie in 29 partite ma due di queste sono arrivate consecutivamente proprio in settimana e quasi esclusivamente per merito del piccolo ragazzo di Chicago. Nella vittoria contro Edwardsville il piccolo Miller (182 centimetri di altezza) ha messo a referto 23 punti, 6 rimbalzi, 4 assist e 1 stoppata tirando 3/4 da tre punti e 4/5 ai liberi, rivelandosi infallibile però dalla lunetta nei minuti finali per sigillare la vittoria sul 66-61. Nella vittoria per 79-68 contro Morehead State si è superato con i suoi 38 punti, 5 rimbalzi e 2 assist tirando 12/19 dal campo, 4/5 da tre punti e 10/11 ai liberi. Ovviamente ha segnato anche la tripla a 1 secondo dalla fine che ha regalato ai Tigers la vittoria finale. Eroico.

3) Joseph Young, Guardia, Junior, Oregon Ducks
L’ex Houston è al suo primo anno in un grande college come Oregon ma sta comunque giocando la sua miglior stagione in carriera. In settimana è favoloso sia nella vittoria contro Washington State in cui mette a segno 18 punti, 5 assist, 2 rimbalzi e 3 recuperi, così come anche contro UCLA, partita in cui riesce a dare il suo meglio. Contro i Bruins, privi però di Kyle Anderson e Jordan Adams, guida i Ducks alla vittoria dopo due overtime con 26 punti, 3 rimbalzi, 1 assist e 3 recuperi. Young è anche l’autore della tripla che nel secondo OT ha dato il via al parziale della vittoria su UCLA. Cosa chiedere di più?

Foto: Marcus Foster (rushthecourt.net) / Marcus Foster lotta contro Andrew Wiggins (kansas.com) / Jabari Parker e Rodney Hood (fansided.com) / Marcus Paige (keepingitheel.com)