NCAA Italy Tour: A.S. Delfini 2001 Vicenza

Nella cornice dello splendido evento dell’NCAA Italy Tour di Vicenza, che ho avuto la fortuna di seguire da vicinissimo insieme al caro Claudio Pavesi, c’è stata anche l’opportunità di vedere all’opera due squadre di basket in carrozzina, gli A.S. Delfini 2001 Vicenza e il CUS Padova. Prima dell’incontro tra i St. Joseph’s Hawks e l’NCAA Italy Tour All Star Team, le due squadre hanno messo in mostra tutto il grande spettacolo che sono in grado di offrire. Al termine di una partita intensa e molto godibile, i Delfini di Vicenza si sono imposti facilmente sui cugini del CUS Padova, nonostante le due squadre militino entrambe in serie B.

Pur essendo soltanto la prima volta che assistevo a una partita di basket in carrozzina, sono rimasto impressionato dall’intensità fisica e dal fascino di questa stupenda forma di pallacanestro, giocabile anche da normodotati. Per questo, dopo le premiazioni, ho raggiunto il presidente dei Delfini di Vicenza, Ruggero Marzotto, per rivolgergli qualche domanda a proposito di un progetto così bello e nobile.

Q: Per prima cosa, potresti presentarci brevemente la storia della A.S. Delfini 2001 Vicenza?

A: I Delfini nascono nel 1997 e hanno così una lunga storia alle spalle, più che quindicennale. Delle molte trasformazioni societarie, l’ultima è stata la fusione con un’altra società di Vicenza, la A.S. 2001, che ha dato vita all’attuale A.S. Delfini 2001 Vicenza. Attualmente abbiamo due squadre, una a Montecchio Maggiore che partecipa al campionato giovanile, e una a Vicenza, che milita in serie B. L’anno scorso abbiamo sfiorato la promozione in A2 e due anni fa avevamo persino conquistato l’A1, ma per mancanza di fondi siamo stati costretti a rinunciare e a ripartire dalla B. Tra la squadra di serie B e quella del campionato giovanile, circa trenta atleti sono regolarmente tesserati con i Delfini.

Q: A livello di pubblico, il seguito è sostanzioso? C’è tanta gente che viene a vedere gli atleti giocare?

A: No, c’è pochissimo pubblico. Ci sono alcune occasioni, come dei tornei organizzati ad hoc o le finali, che ci aiutano a mettere in mostra il nostro operato. Normalmente però è poco seguito e soltanto i genitori o qualche sostenitore viene a vedere le nostre partite.

Q: Quali sono le qualità più importanti per un giocatore e come si differenziano i ruoli di questa particolare forma di pallacanestro?

A: Bisogna innanzitutto dire che il grado di disabilità conta parecchio, tant’è vero che le carrozzine sono per forza di cose personalizzate. Ragazzi affetti da disabilità che consentono un normale utilizzo del busto sono in generale avvantaggiati rispetto agli atleti costretti a giocare in posizione molto raccolta e quindi più bassa. Un bravo giocatore deve essere veloce, avere grande padronanza della carrozzina e del palleggio e, se è alto, è più facile che riesca a segnare da sotto canestro. I ruoli si differenziano secondo queste caratteristiche: c’è chi gioca molto in difesa per fare i blocchi, c’è chi organizza il gioco dalla posizione di playmaker e ci sono i lunghi che in genere giocano sotto canestro per segnare. È un gioco profondamente di squadra. Il singolo giocatore molto bravo può eccellere e fare molti canestri, ma senza una squadra intorno che gli allarghi il gioco, può fare poco, come del resto accade nel basket che siamo più abituati a vedere.

Q: Quali sono i migliori giocatori della serie B dell’A.S. Delfini 2001 Vicenza?

A: In questo momento citerei sicuramente il nostro capitano Abdul Kamara (#9), che è stato più volte contattato per andare in A1. Avendo appena ottenuto la cittadinanza italiana, speriamo che venga anche convocato in nazionale. Anche Kenneth Nwaisi (#20) è un giocatore molto valido, uno dei migliori giocatori che abbiamo a roster.

Q: Quali sono i possibili sviluppi di una società come la vostra e quali obiettivi vi prefiggete per il futuro?

A: Noi abbiamo due filoni di lavoro. Uno è il sociale: noi siamo nati con l’obiettivo di promuovere lo sport tra i diversamente abili e questo rimane l’asse portante del nostro progetto. L’altro obiettivo è naturalmente quello agonistico, con la squadra maggiore, e non nascondo che anche quest’anno ci piacerebbe proporci per la promozione in A2. Molta della strada che possiamo fare è inevitabilmente legata al reperimento di fondi, perché è uno sport ovviamente debole da questo punto di vista e la cui situazione si è ulteriormente aggravata a causa della crisi. Purtroppo le trasferte, le carrozzine e le attrezzature comportano costi molto alti, basti pensare che il costo di una carrozzina parte dai 2400 euro e può arrivare anche a raddoppiare, con eccesso, questa cifra. Dobbiamo quindi far fronte alle difficoltà con le forze che abbiamo, ma le ambizioni restano di alto livello.

Ringrazio veramente Ruggero Marzotto per il tempo che mi ha dedicato nel post partita e colgo l’occasione per estendere questo ringraziamento a tutto lo staff dell’NCAA Italy Tour di Vicenza, sempre gentilissimo e disponibilissimo. Chiudo coltivando la speranza di rivivere queste emozioni e di incontrare nuovamente tutte le bellissime persone conosciute in quel di Vicenza, sperando che l’evento possa avere una diffusione ancora maggiore di quella riscontrata quest’anno.

All’anno prossimo!

Foto: NCAA Italy Tour Staff / Fase di gioco tra Vicenza e Padova