NCAA Rankings: prendono quota Villanova, Massachusetts e Connecticut

In NCAA non c’è tempo da perdere, già nelle uscite stagionali infatti abbiamo potuto vedere alcune sfide di altissimo livello e forse è meglio cominciare a fare un punto della situazione sulle squadre che più stanno convincendo in questo inizio di stagione con una panoramica sulle squadre più in forma del momento, ovviamente senza dimenticarci delle prestazioni dei singoli atleti. Ma non perdiamo altro tempo.

LE SQUADRE PIU’ IN FORMA

Non dimenticatevi che il mondo della NCAA è immenso e quindi tra una Duke e una Kentucky c’è un oceano di squadre che sta facendo benissimo e che merita di essere presa in considerazione. Un esempio? Ovviamente Pittsburgh. I Panthers al momento hanno un record di 8-0 e, pur non avendo ancora giocato contro super potenze, stanno dimostrando grande sicurezza, concentrazione e solidità, il fatto che abbiano vinto tutte le otto partite da loro giocate con circa 18 punti di scarto medio lo dimostra. Il gruppo guidato dall’all-arounder Lamar Patterson è davvero interessante, probabilmente non abbastanza da mettere i bastoni tra le ruote alle “powerhouse” ma di sicuro darà qualche grattacapo a chiunque, inoltre il fatto di avere un calendario piuttosto facile nella prima parte della stagione potrebbe dare a Pitt un grande aiuto.
Se cercate delle squadre in forma potete sempre fare un salto in Pac-12 in cui il gruppetto formato da Oregon, Arizona e UCLA sembra volere fare sul serio fin da subito. Oregon, numero 13 del Ranking, è ormai a 7 vittorie in 7 partite grazie alle ottime prestazioni di due transfer come Mike Moser e Joseph Young, i quali si sono integrati benissimo negli schemi dei Ducks e si sono rivelati decisivi per la vittoria contro Georgetown, al momento la vittima più importante caduta per mano di Oregon. Al momento stiamo vedendo giusto un assaggio dei Ducks dato che tra tre partite finirà la sospensione inflitta a due elementi importantissimi come Dominic Artis e Ben Carter, d’altronde se vendi le Jordan fatte apposta per la squadra allora ti meriti di essere sospeso per qualche gara. Oregon però dovrà vederla con due compagne di conference davvero toste come UCLA e Arizona, i Bruins (8-0), diciottesimi nel Ranking, infatti stanno giocando a un livello superiore alle aspettative, Jordan Adams ha trovato la sua dimensione da leader offensivo, il freshman Zach LaVine sta dimostrato di essere il tipo di giocatore che mancava l’anno scorso e Kyle Anderson sembra una sorta di Magic Johnson, ma di lui parleremo in seguito. Arizona, seconda nel Ranking con un record di 8-0, invece al momento sembra confermarsi come una delle pretendenti al titolo dato che non solo è riuscita e vincere e convincere ma ha dimostrato di essere già pronta ad affrontare test importanti, le vittorie contro San Diego State e soprattutto Duke lo confermano, segno che il mix tra giocatori esperti come Nick Johnson ed altri più giovani come Gabe York, Beandon Ashley e il super freshman Aaron Gordon sembra quello giusto.
Nel mondo delle squadre imbattute troviamo anche Missouri (8-0) e Cincinnati (7-0) ma il calendario di queste due squadre è stato davvero troppo facile per poter provare ad analizzarle quindi passiamo a un’altra realtà interessante: Iowa State. I Cyclones sono partiti come nessuno si sarebbe aspettato, al momento infatti hanno un record di 6-0 conquistato mandando KO ottime squadre come BYU, Auburn e la potenza Michigan, risultati che hanno garantito la piazza numero 17 del Ranking alla squadra guidata da DeAndre Kane, il travagliato talento ex Marshall, e Melvin Ejim.
Tra le big non si può non parlare di Ohio State, numero cinque del Ranking, una potenza in grado di vincere 7 gare su 7 con una scarto medio di oltre 20 punti. L’ottima difesa e la perfetta distribuzione dei tiri in attacco dei Buckeyes ha già mandato al tappeto avversari importanti come la sempre insidiosa Maryland e Marquette, all’epoca alla diciassettesima piazza nel Ranking. In tutto questo tripudio Buckeyes c’è stata gloria anche per Amedeo Della Valle, autore di 17 punti in soli 15 minuti contro la non irresistibile North Florida.
Continuiamo il discorso sulle super potenze parlando di Wisconsin e Syracuse, due squadre imbattute e in grado di stendere delle squadre di Ranking come se fosse una formalità: Syracuse, guidata da C.J. Fair e da Trevor Cooney, ha già mandato al tappeto Minnesota, California, Indiana e l’ex numero 18 del Ranking Baylor. I Badgers di Frank Kaminsky e Sam Dekker (seguite bene questo ragazzo) non sono stati da meno vincendo nettamente contro St. John’s, Saint Louis, West Virginia, Virginia e l’ex numero 11 del Ranking Florida, squadra che invece sta passando un brutto periodo per via della mancata eleggibilità di Chris Walker, miglior freshman arrivato in estate, che non potrà giocare almeno finché non avrà sistemato i voti del primo semestre durante gli esami di Dicembre. Insomma, Wisconsin e Syracuse hanno lanciato un messaggio chiaro: se il Torneo NCAA dovesse cominciare oggi loro sarebbero già pronte per giocarselo e arrivare fino alle Final Four.
Anche i piccoli college possono compiere grandi imprese, Dayton e George Washington ne sono testimoni. I Flyers di Jordan Sibert hanno giocato già contro avversari di alto livello e se la sono sempre cavata alla grande, hanno infatti vinto contro California, Georgia Tech e l’allora numero 11 del Ranking Gonzaga, l’unica sconfitta della loro stagione invece è arrivata contro un’altra squadra di Ranking, ovvero Baylor, per un solo punto, 66-67. George Washington ha passato una sorte simile vincendo Rutgers, Creighton, ex numero 20 del Ranking, e anche contro i Miami Hurricanes ma ha dovuto alzare bandiera bianca contro Marquette quando l’alma mater di Dwyane Wade si trovava alla posizione numero 25 del Ranking.
Passiamo ora alle tre squadre più calde del panorama NCAA.

1) Villanova Wildcats (8-0), #14 del Ranking
Se cercate una squadra più calda dei Wildcats non la troverete. JayVaughn Pinkston sembra inarrestabile, James Bell e Darrus Hilliard si fanno sempre trovare pronti e da quando è rientrato anche Dylan Ennis non sembra ci sia una squadra che possa stare al passo di ‘Nova. Dopo le prime partite di routine i Wildcats sconfiggono consecutivamente USC, Kansas (numero 2 del Ranking) e Iowa (numero 23 del Ranking). Difesa solida, perfezione a rimbalzo e ottima distribuzione dei tiri in attacco sono le parole d’ordine che stanno ritrasformando Villanova nella squadra da Final Four che era qualche anno fa quando il leader era una conoscenza del nostro campionato, ovvero Scottie Reynolds.

2) Connecticut Huskies (8-0), #12 del Ranking
UConn è molto più competitive di quanto si credesse. Gli Huskies hanno finalmente riconquistato l’eleggibilità per il Torneo NCAA e di conseguenza sono tornati a fare sul serio, non che ci fossero molti dubbi a riguardo, d’altronde se si ha in squadra un giocatore come Shabazz Napier si può solo puntare alto. Il playmaker di Roxbury sta viaggiando a cifre da videogame: 16.4 punti, 5.6 assist, 7.3 rimbalzi (sfiora i 185 cm) e 2 recuperi tirando con il 50% dal campo e il 60% da tre punti. Inoltre DeAndre Daniels sta iniziando a far vedere perché al liceo venisse considerato un assoluto fuoriclasse e di conseguenza i risultati per gli Huskies stanno arrivando, UConn infatti ha già battuto Maryland, Indiana e l’ex numero 15 del Raking Florida, tutte e tre per un solo punto di scarto. Che sia l’inizio di una nuova era per gli Huskies?

3) Massachusetts Minutemen (7-0), #21 del Ranking
I Minutemen sono indemoniati e ogni volta entrano in campo come se dovessero andare in guerra. Il piccolissimo Chaz Williams (sotto i 180 centimetri) sta dimostrando di aver raggiunto la piena maturità e finalmente è affiancato da un lungo che riesce a capirlo, ovvero il junior Cady Lalanne che è finalmente esploso con cifre che al momento sono praticamente il doppio rispetto a quelle dell’anno scorso. Questa coppia esplosiva, insieme ad altri elementi importanti come Sampson Carter e il transfer Derrick Gordon, sta producendo prestazioni incredibili come le vittorie contro LSU, Clemson e soprattutto la netta vittoria di 16 punti di scarto contro New Mexico, al tempo numero 19 del Ranking.

I GIOCATORI PIU’ CALDI

1) Kyle Anderson, Guardia/Ala, Sophomore, UCLA Bruins
Anderson, detto anche Slowmo per via dei suoi movimenti piuttosto lenti, è il vero gioiello di UCLA ma soprattutto è il vero enigma dell’intera NCAA. Com’è possibile che nella NCAA di oggi, in cui l’atletismo conta così tanto, un giocatore come Anderson che salta poco e corre come un qualsiasi altro giocatore correrebbe immerso nell’acqua fino al collo, condurre una squadra a un temporaneo record di 8-0 tenendo medie da 14 punti, 9.3 rimbalzi, 7.8 assist, 2 recuperi e 1.1 stoppate? Di Kyle si parla come di una sorta di Magic Johnson fin dai tempi del liceo e sicuramente è un paragone troppo azzardato al momento ma provate a citare un’altra guardia alta come un’ala grande (Anderson è alto come Julius Randle) in grado di essere al tempo stesso il miglior rimbalzista, miglior assistman e secondo miglior realizzatore della squadra. Esatto, non esiste.

2) Ron Baker, Guardia, Sophomore, Wichita State Shockers
ll piccoletto bianco degli Shockers è una furia. L’anno scorso ha chiuso con 8.7 punti, 3.2 rimbalzi e 1.8 di media mentre ora sta viaggiando a 16.1 punti, 4.1 rimbalzi, 3.5 stoppate, 1.3 stoppate e 1.9 recuperi di media, cifre che lo rendono il go-to-guy di Wichita State, squadra non a caso imbattuta. Al momento è nel mezzo di una striscia da 4 partite consecutive con almeno 21 punti a referto ma considerando quanto è in forma potrebbe riuscire a prolungare questa striscia ancora un po’.

3) Julius Randle, Ala Grande, Freshman, Kentucky Wildcats
18.1 punti e 12.6 rimbalzi di media con il 53% dal campo. Disumano. Appena prende palla sembra che tutto si fermi, avversari compresi, perché vederlo all’opera è una spettacolo per gli occhi. Se fosse riuscito a regolare qualche palla persa e UK non avesse perso contro Michigan State avrebbe potuto stare un paio di posti più in alto in questo podio.

Honorable Mention: Roscoe Smith, Ala Grande, Junior, UNLV Rebels
Smith arriva da UConn in cui nel 2011/12, da sophomore, si vede ridotto il minutaggio rispetto al periodo da freshman, Roscoe non digerisce la scelta del coach e decide di volare a UNLV dove quest’anno, dopo il solito anno di sosta per I transfer, sta facendo a pezzi il mondo intero con 12.7 punti e 16.2 rimbalzi di media. Il ragazzo non è di certo un gigante ma non sbaglia mai la posizione a rimbalzo e in attacco sta trovando sempre più soluzioni anche lontano da canestro. Rodmaniano.

Photos: novafacts.blogspot.com (Pinkston), thesportsspot.com (Kyle Anderson)