NCAA Season Preview: la Top 5 dei migliori freshmen

Siamo arrivati alla seconda di questa serie di Top 5 che anticipano la nuova annata NCAA che è ormai ai blocchi di partenza. Nella prima puntata ci eravamo concentrati sui migliori giocatori dell’intero panorama NCAA (clicca QUI per leggere l’articolo) da cui però avevo escluso i freshmen ma solo perché avrei dedicato a loro una speciale Top 5, precisamente questa che andremo ora ad affrontare.
I freshmen di quest’anno sono talenti rari e io per primo avrei voluto includere ben più giocatori tra cui ci sono alcuni miei “pupilli” quali James Young di Kentucky, Rondae Hollis-Jefferson di Arizona e Kennedy Meeks di North Carolina ma il bello della Top 5 è anche questo, è corta e impietosa, solo pochi eletti possono farne parte. Andiamo quindi a scoprire i giovanissimi talenti presenti in questa classifica.

TOP 5: I MIGLIORI FRESHMEN

Andrew Wiggins, Ala Piccola, Kansas Jayhawks
andrew_wigginsTutti gli occhi sono su di lui e Wiggins lo sa bene, il canadese è un talento cristallino, un vero diamante il cui potenziale non ha limiti, un giocatore che potrebbe cambiare l’intero panorama del basket mondiale fin da oggi. Il problema però è facilmente intuibile, questo giovanissimo ragazzo è già sottoposto a una pressione incredibile e ben superiore rispetto a quella a cui dovrebbe avere a che fare un piccolo uomo classe 1995, una pressione che rischia di schiacciare questo diciottenne e rovinarlo abbandonandolo lungo una strada ricca di aspettative e promesse non mantenute, il contratto che l’Adidas pare avere già pronto per lui ne è l’esempio più lampante (clicca QUI per leggere l’articolo a riguardo). Sia chiara una cosa: io, nel mio piccolo, auguro a Wiggins ogni bene ma sono certo che con quei mezzi atletici e fisici (d’altronde è pur sempre il “prodotto” di un ex atleta NBA e di una sprinter olimpica, cosa vi aspettavate?), quell’abilità in palleggio, quei cambi di direzione, quella capacità di reagire con una velocità irreale e nel modo migliore agli adattamenti della difesa avversaria e infine quella sicurezza nei propri mezzi lo porteranno lontano, molto lontano.

Julius Randle, Ala Grande, Kentucky Wildcats
Julius RandleIn tanti parlano di Jabari Parker come del miglior freshman dietro a Wiggins ma il mio personale voto va al ragazzone da Prestonwood Christian Academy. Parliamo di un ragazzo di circa 208 centimetri per 115 kg che non solo domina nel pitturato, come è giusto che sia, ma che è in grado di battere il suo uomo dal palleggio partendo anche da dietro la linea del tiro da tre punti. Già questo basterebbe per fare impazzire chiunque ma quando alla domanda “qual è la cosa che preferisci fare su un campo da basket?” lo si sente rispondere con “mi piace molto cercare i miei compagni più liberi con scarichi dal post basso” allora non posso fare altro che guardare commosso questo talento e prendermi qualche minuto per rendermi conto che il ragazzo è destinato a diventare un giocatore assolutamente totale. Il fisico è già notevolissimo ma si nota subito che la sua non è una struttura longilinea, anzi Randle è destinato per costituzione a mettere su altri muscoli che comunque non dovrebbero influire sul suo atletismo che è davvero fuori dal comune, specie per uno della sua stazza. Come se non bastasse, al momento sta lavorando alla costruzione di un tiro frontale dalla media/lunga distanza che entri con continuità, unica arma che gli manca ma che se dovesse imparare in fretta obbligherebbe ogni difensore ad alzare bandiera bianca.

Jabari Parker, Ala Piccola, Duke Blue Devils
jabari-parkerInevitabilmente siamo arrivati a Jabari, la nuova stella arrivata alla corte di Coach K. Parker è un alieno di circa 2.04 m per 110 kg ma che nonostante tutto riesce a ubriacare persino i playmaker a suon di crossover, una caratteristica quella del ball-handling già molto sviluppato che, unita a un fisico già ben strutturato, gli permette di giocare da ala piccola in maniera totale: a marcarlo c’è un giocatore piccolo e leggero? Lo porta in post e lo mangia spalla a canestro. Lo marca un ala grande? Nessun problema, Parker lo porta lontano da canestro, lo fa cadere in un paio di finte per poi chiudere o in entrata in palleggio o con un tiro cadendo indietro, così come se fosse facile. Non penso sia necessario dire che questo ragazzo possiede anche un tempismo innato per la stoppata e ottima posizione a rimbalzo, elementi che però vanno presi con le pinze nel passaggio da high school a college, specialmente il primo aspetto. Una cosa però è certa: questo ragazzo è un leader emotivo più unico che raro, in quattro anni di liceo a Simeon Career Academy infatti ha vinto tutte e quattro le volte il titolo statale dell’Illinois e pare che voglia continuare la sua tradizione vincente anche in NCAA.

Aaron Gordon, Ala Grande, Arizona Wildcats
aaron-gordonAaron è il fratellino di Elisabeth Gordon, cestista ad Harvard, e di Drew Gordon, ex giocatore di UCLA, New Mexico e Sassari, anche se difficilmente Aaron potrà ripercorrere le orme del fratello maggiore dato che è destinato a ben altri palcoscenici. Gordon è una macchina, una sorta di robot progettato per saltare più in alto rispetto a tutti gli altri, con più potenza e più cattivaria, una sorta di nuovo Blake Griffin con meno muscoli (come è giusto che sia per un ragazzino di appena 18 anni) ma con già molta, moltissima più abilità nel creare dal palleggio. A inizio estate c’era qualche dubbio sulla posizione che avrebbe coperto in NCAA e in NBA dato che all’epoca era alto circa 202/203 centimetri, troppo poco per giocare da ala grande e con un tiro troppo grezzo e discontinuo per giocare da ala piccola ma le misurazioni recenti dicono che è riuscito a crescere fino a 206/207 centimetri, un dato che lo rende non solo un’ala grande a tutti gli effetti ma addirittura un’ala grande capace di battere il suo marcatore direttamente dal palleggio. Se ci fossero altri dubbi sulle prestazioni recenti di questo ragazzo sappiate che è stato l’MVP del McDonald’s All-American Game, la gara di esibizione tra i migliori senior liceali d’America, così come anche dell’intero Mondiale Under-19 vinto con Team USA in Repubblica Ceca.

Joel Embiid, Centro, Kansas Jayhawks
Joel-EmbiidNiente gemelli Harrison, niente Dakari Johnson, per me in Top 5 ci va Embiid e non solo perché sono emotivamente molto legato al Camerun, suo paese di origine, ma perché questo è un giocatore totalmente illegale per la NCAA. JoJo, suo soprannome, è un centro da 2.13 m per 115 kg, un giocatore fisicamente già pronto per la NBA e tecnicamente molto più avanzato di quanto si pensi, nel suo bagaglio infatti è anche presente un tiro dal mezzo angolo che mette con continuità e, attenzione, addirittura la tripla frontale. A tutto ciò aggiungiamo anche una straordinaria abilità a rimbalzo e soprattutto perfette doti da stoppatore, non ci sono dubbi infatti che sia lui il migliore intimidatore difensivo d’aerea di questa recruiting class. Da migliorare ci sono i movimenti offensivi, soprattutto per quanto riguarda i piedi che al momento sono piuttosto lenti ma se coach Bill Self ha detto di rivedere in lui un certo Hakeem Olajuwon un motivo ci sarà. E’ pronto per fare il leader a livello NCAA? Ovviamente no ma è per questo che non potrebbe trovarsi in un luogo migliore di Kansas, al fianco dei veterani, di Wiggins e dell’altro super freshman Wayne Selden.

Foto copertina di rushthecourt.net