Notte NCAA: ok Wiggins, ottimi Parker e Randle. Ma Smart ruba la scena a tutti giocando alla KD

UN CAMERUNENSE ALLA RIBALTA – Il signore vestito con l’abito fatto su misura, seduto in mezzo alla folla dell’Allen Fieldhouse, non aveva mai visto una partita di basket dal vivo. Ma conosceva abbastanza il gioco per esultare quando suo figlio Joel Embiid schiacciava il pallone nel canestro: il freshman lo ha fatto più volte, chiudendo con un’ottima doppia-doppia da 16 punti e 13 rimbalzi e aiutando Kansas ad imporsi per 86-66 su Iona. Il camerunense ha comunque avuto un ottimo supporto: Perry Ellis ha segnato 21 punti, mentre Andrew Wiggins si è accontentato di 13 punti (4/9) con 7 rimbalzi e 2 recuperi. Per i Gaels da segnalare i 21 punti di A.J. English.

MATRICOLE TERRIBILI – Tutto facile anche per Kentucky, che ha spazzato via UT Arlington per 105-76. Sugli scudi James Young, che ha scritto 26 punti con 5 canestri da oltre l’arco: si tratta del terzo miglior marcatore diverso in tre uscite per i Wildcats, coach Calipari può essere sicuramente felice, perché significa che le sue matricole terribili sono già pronte per essere una squadra difficilissima da affrontare per tutti. Solita doppia-doppia di routine per l’attesissimo Julius Randle, che ha messo a referto 22 punti e 10 rimbalzi, mentre Andrew Harrison e Willie Cauley-Stein hanno contribuito rispettivamente con 15 e 14 punti. I Mavericks possono consolarsi con i 24 punti di Brandon Edwards ed un primo tempo chiuso sotto solo di 9 (42-33): poi nella ripresa Kentucky ha iniziato ad ingranare e non c’è stata più partita.

SOFFRONO I BLUE DEVILS – Soffre più del previsto Duke, che ha bisogno del career-high di Rodney Hood (30 punti con 8/10 dal campo e 12/12 dalla lunetta) per avere la meglio su East Carolina. 83-74 il finale di un match sempre in bilico, fino a quando a pochi minuti dal termine i Blue Devils non hanno fatto valere il loro maggior talento. Molto positiva anche la prova di Jabari Parker che, pur non tirando benissimo (8/18) ha messo a referto 21 punti con 9 rimbalzi e 6 stoppate. I Pirates hanno mandato quattro uomini in doppia cifra e sono usciti dal campo con la soddisfazione di aver tenuto testa ad una squadra di un altro livello.

È SMART O KD? – Una prestazione alla Kevin Durant di Marcus Smart basta e avanza ad Oklahoma State per imporsi nettamente in un match difficile come quello su Memphis. 101-80 il finale di una partita in cui a farla completamente da padrone è stato Smart, che proprio davanti agli occhi della stella dei Thunder ha segnato un career-high di 39 punti con 11/21 dal campo e 12/16 dalla lunetta, aggiungendo anche 4 rimbalzi, 5 recuperi e 2 stoppate. Per i Tigers c’è stato poco da fare, anche perché le due guardie titolari (Michael Dixon Jr. e Geron Johnson) hanno combinato un complessivo 2/20 al tiro e non sono bastati i 23 punti di Nick King.

DIFESA SOFFOCANTE – Vince senza problemi anche Louisville, che ha concesso la miseria di 48 punti ad Hartford, imponendosi per 87-48. I Cardinals si sono confermati squadra votata alla difesa, costringendo gli avversari a 25 turnovers a fronte di 7 commessi: a livello nazionale sono il team che perde meno palloni di tutti, con soli 6 di media. Chris Jones continua a non far rimpiangere Peyton Siva in cabina di regia: per lui 11 punti, 4 assist, 4 recuperi ed 1 solo turnover. Il miglior marcatore della serata è stato Montrezl Harrell con 20 punti, mentre Russ Smith stavolta si è accontentato di 14. Si è visto per 13’ anche Kevin Ware, che ha chiuso con 4 punti e 2 recuperi.