Personaggi da torneo: la strana coppia di Albany, DJ Evans e John Puk

Come ogni anno, il torneo offre partite spettacolari e, soprattutto, porta all’attenzione degli appassionati personaggi prima nascosti nel sottobosco delle conference minori. Un perfetto esempio ci arriva dagli Albany Great Danes, squadra che ha superato il primo turno contro Mount Saint Mary’s ed è uscita poi a testa alta contro i molto più quotati Florida Gators. Impossibile non rimanere colpiti in primo luogo dalle divise un po’ gialle e un po’ viola di Albany e in secondo luogo dall’assortimento dell’asse play-pivot, perché due giocatori più diversi che occupano due posizioni così fondamentali nella stessa squadra raramente si possono trovare.

Dantonio J. Evans – questo il suo nome all’anagrafe – è un playmaker di 1.75m, anche se probabilmente le rilevazioni sono state fin troppo generose con lui. È uno studente di sociologia e chiuderà al termine dell’anno accademico la sua avventura biennale alla University at Albany. È arrivato nella capitale dello stato di New York dopo due anni all’East Mississippi Junior College. Nella sua prima stagione ai Great Danes ha fatto principalmente panchina: 9.9 minuti e 2.4 punti di media. Da senior, è diventato un membro fisso del quintetto base e si è messo in luce per le sue qualità da autentico funambolo. Grande palleggiatore e buon tiratore da fuori, ha segnato un massimo di 22 punti in stagione regolare e ha tenuto una media di 11.5 punti. In due partite di Torneo ha prima pareggiato il suo career high contro Mt. St. Mary’s e ha poi fornito una prestazione da 21 punti e 7 rimbalzi contro i Gators. Il ricordo più bello che si porterà a casa da questo torneo? L’incredibile virata con cui è arrivato a canestro nel secondo tempo della sfida con i Mountaineers.

Sotto canestro, a ricevere i passaggi di Evans, c’era invece John Michael Puk, centro di 2.08m originario dell’Iowa. Ecco, forse la definizione precedente non è proprio del tutto corretta. Puk, nel pitturato, non è che ci stia poi tanto. È un grandissimo giocatore di sistema, che viaggia senza sosta nella metà campo offensiva per portare i blocchi ai compagni e farsi trovare occasionalmente per il tiro piazzato. Non è un giocatore appariscente, non è nemmeno un ragazzo che si fa notare da un punto di vista statistico (6.3 punti e 4.4 rimbalzi di media in stagione), ma in un sistema di tagli e passaggi come quello dei Great Danes è una pedina che svolge alla perfezione il suo lavoro. Se poi ci si aggiunge che sa come proteggere il suo ferro e che è un discreto stoppatore, ecco spiegati i suoi quasi 30 minuti di media in stagione. Anche per lui, studente di biologia, questo è l’ultimo anno con la maglia gialloviola. E chissà se nel futuro lui e DJ Evans calcheranno ancora i parquet per giocare a pallacanestro. Ma in questi tre giorni, decisamente, hanno lasciato il segno nell’edizione 2014 del torneo NCAA.

Photo: timesunion.com