Quanto è diversa Louisville dopo l’infortunio a Ware? I Cardinals nel bene e nel male

Tutti ormai sanno ciò che è successo al povero Kevin Ware, sophomore di Louisville, nel primo tempo della partita di Elite Eight del Torneo NCAA contro i Duke Blue Devils, il giocatore con la maglia numero 5 si è rotto la tibia semplicemente saltando per cercare di stoppare un avversario, rottura che ha procurato una ferita esposta davvero impressionante per lui e per chi ha visto la scena.
Ma non parliamo di questo, cerchiamo di capire come questo infortunio possa influire il cammino di Louisville e il morale dei giocatori dei Cardinals.
Al momento dell’infortunio di Ware Louisville ha dovuto affrontare il momento più brutto della sua stagione, i Cardinals infatti si trovavano nel mezzo di una gara punto a punto con un’avversaria forte come Duke, per di più con in palio la presenza alle Final Four. La squadra di Pitino in quel momento si è trovata priva di un giocatore chiave nella rotazione e negli accoppiamenti difensivi, Ware è il principale cambio di Siva ed è l’unico giocatore della panchina di Louisville in grado di portare palla costantemente anche se di solito la sua impronta sulla partita la lascia con le giocate di energia e con la difesa, la guardia classe 1993 infatti possiede più centimetri di Siva e Smith, inoltre le sue braccia molto lunghe gli consentono di difendere anche contro avversari più alti. Ovviamente tutto questo è nulla in confronto al fattore psicologico, non dimentichiamoci che parliamo di ragazzi giovani, tra i 18 e i 23 anni, che non solo escono impressionati da una scena del genere ma che potrebbero pensare “e se succedesse anche a me? Se è accaduto a un mio compagno per un salto di routine cosa impedisce che anche io possa subire lo stesso infortunio?”. Per non parlare del fattore umano, questi ragazzi non solo giocano insieme ma vivono effettivamente a contatto: studiano insieme, si allenano insieme, sono compagni di stanza nel campus dell’università e affrontano insieme trasferte lunghissime, spesso più lunghe di quelle a cui sono abituate i nostri giocatori di Eurolega per cui è inutile dire che la il termine “compagno di squadra” sia riduttivo, sarebbe più giusto parlare di fratellanza quando ci si riferisce a questi ragazzi. A questo punto la domanda sorge spontanea: Come si reagisce quando a un fratello capita una cosa del genere? Si è tristi e demoralizzati per l’accaduto o si gioca al doppio dell’intensità così da conquistare la vittoria nel nome dell’infortunato? Ogni medaglia ha due facce, oltre al fattore paura di cui abbiamo già parlato bisogna citare anche la questione legata all’adrenalina, i compagni di Ware a seguito dell’accaduto vengono obbligatoriamente travolti da un flusso di energie e di emozioni superiori alla norma, tutte cose difficili da gestire, Russ Smith & co. infatti avrebbero potuto farsi prendere dalla foga e prendersi tiri troppo veloci e fuori ritmo, commettere facili palle perse oltre che falli duri e gratuiti.
Questa a mio parere è stata la vera impresa di Louisville, riuscire a gestire le emozioni contenendo la paura, mantenendo la concentrazione e riuscendo a incanalare l’adrenalina del momento nella giusta direzione così da avere una marcia in più anche con un giocatore in meno.
A questo punto la squadra di Pitino diventa la vera favorita di queste Final Four, d’altronde ha provato di poter vincere contro Duke anche senza Kevin, al prossimo turno troverà Wichita State che resta senza dubbio la squadra più modesta tra le quattro presenti nonostante abbia dimostrato di potersela giocare anche contro i mostri sacri della NCAA ma soprattutto va tenuto conto che i Cardinals hanno attraversato il momento peggiore, quello in cui non si conoscono le condizioni del compagno infortunato, in cui si ha negli occhi solo il suo dolore. Ora Louisville ha tempo per preparare una partita senza Ware, i giocatori hanno già incontrato il compagno e quest’ultimo si è già sottoposto con successo all’operazione chirurgica per la ricostruzione della tibia tanto che in giornata si è fatto anche scattare una foto mentre è in piedi con l’aiuto delle stampelle.
Motivazione? Presente. Qualità? Presente. Consapevolezza che si tratti del momento perfetto per vincere? Presente. All’appello non manca nulla, ora provate a fermare questi Cardinals.

Photo: thestarphoenix.com