Lo strano caso di Grinnell College: alla scoperta del “Sistema” di coach Dave Arsenault

La prima cosa che solitamente si va a guardare quando si apre un boxscore di una partita di basket, che sia Prima Divisione o NBA cambia poco, è ovviamente la voce “pts”, punti segnati… Taylor: 109. 109?! No, aspetta, deve esserci qualcosa che non va, devo aver letto male, vado a dare un’altra occhiata. Taylor, Taylor Taylor, eccolo qui! Ed ecco confermate le 109 “cucuzze”.
Altre voci statistiche da controllare: “min”, minuti giocati, 29; “fg”, tiri dal campo, 35/70, 24/48 da 3 punti. Chiudo il boxscore ancora frastornato: qui stiamo decisamente perdendo il controllo, la realtà sta superando la fantasia. Poi, all’improvviso, un flash: “vuoi vedere che quel Taylor lì è lo stesso dei 138 di qualche mese fa?”. Cominciano le ricerche su internet, e dopo pochi tentativi ne ho la conferma. L’asticella si è definitivamente alzata, credo che tutti debbano avere delle spiegazioni.

Quello che avete appena letto non è tratto da un film, né tantomeno da un libro di Dan Brown o autori simili. E’ semplicemente la reazione che la maggior parte degli appassionati di Pallacanestro ha avuto appena saputo della performance di tale Jack Taylor, guardia (gli aggettivi “point” o “tiratrice” credo siano superflui) da Grinnell College, Division III della NCAA.

In pochi, forse, sapranno che una prestazione del genere è possibile in un solo posto sulla terra: Grinnell, IOWA, e agli ordini di un solo allenatore: Dave Arsenault, creatore di quello che viene ormai definito come “The System”, “Il Sistema”.

CHE COS’E’ IL SISTEMA

Il sistema” è, al pari della “Princeton offense” e del “Run and Gun”, uno stile di gioco del basket che però, a differenza dei primi due, viene adottato da pochissime squadre sul pianeta, forse a causa della grande stravaganza che desta in chiunque ne legga i principi. Di stravagante, come potrebbe benissimo dirvi Coach Dave Arsenault, ha ben poco: “The System” è stato partorito dopo un attento e minuzioso studio del regolamento FIBA, con tanto di calcoli matematici per associare alla regola dei “35 secondi per tirare” un numero ideale di ribaltamenti da eseguire sul campo, ovviamente in fase offensiva.
Come qualsiasi sistema offensivo che si rispetti, anche questo ha i suoi, personalissimi, sacramenti, che Arsenault enuclea ogni volta con quel ghigno di chi sa di aver inventato qualcosa di eccezionale ed irripetibile:


I 5 PRINCIPI DEL SISTEMA

1) La squadra deve prendere almeno 94 tiri a partita, di cui la metà devono essere tiri da 3 punti. Per la serie: “il run and gun ci fa un baffo”, 94 tiri in 40 minuti è un numero che farebbe impallidire anche i migliori Phoenix Suns di Mike D’Antoni e Steve Nash. Ritmo elevato è sinonimo di grande condizione atletica dei giocatori, che devono essere sempre pronti a correre avanti e indietro per il campo: e allora quale miglior modo per mantere freschi i propri ragazzi se non quello di cambiare tutto il quintetto in campo ogni due minuti e mezzo di gioco, richiamando così i giri di cambi tipici dell’Hockey.  Ovviamente può capitare che la supertar rimanga in campo più dei canonici 15/20 minuti, ma non pensate neanche che Taylor abbia giocato sempre 40 minuti: anche l’altra notte, come già detto, 29 minuti di utilizzo.
2) La difesa deve forzare almeno 32 palle perse agli avversari. Come vedete quindi, anche la difesa ha il suo peso in uno schema di gioco come quello di Grinnell. 32 palloni persi, però, sono davvero tanti, e spesso questa è la statistica più difficile da far registrare durante la partita. Aggiungeteci poi che spesso coach Arsenault ordina ai suoi di far segnare in layup gli avversari in 1 contro 5, portando gli altri 4 “difensori” sul perimetro avversario pronti a ricevere il “lancio baseball” e a scoccare il tiro da 3 senza la minima perdita di tempo e capite come possa essere complicato realizzare questo “mantra”.
3)Si devono prendere almeno 30 tiri in più della squadra avversaria. Come si può facilmente immaginare, per prendere così tanti tiri è necessario rubare tanti palloni e catturare tanti rimbalzi in attacco. A tal proposito, rimandiamo subito al principio numero 4, strettamente collegato a questo.
4) La squadra che attua il “Sistema” deve segnare almeno un terzo dei tiri derivanti dai propri errori. Ciò significa avere la necessità di prendere tantissimi rimbalzi offensivi, per poi andare al tiro (possibilmente da 3 punti)  il più rapidamente possibile.
5) La situazione ideale è arrivare in svantaggio di 10 punti a 10 minuti dalla fine. Il motivo? Non lo sappiamo, coach Arsenault però lo definisce come qualcosa di “scientifico”: vi sentireste in grado di smentire uno con una testa del genere, ideatore di tutta questa roba?

Come già detto, forse “il Sistema” potrebbe sembrarvi una castroneria, ma per una volta, fidatevi di uno stupido: se non potete andare direttamente a Grinnell per assistere “live” ad una partita, cercate su youtube (uno dei video lo trovate in fondo all’articolo), e vi garantisco che rimarrete estasiati, non credendo a quello che state vedendo.

PS. Nella partita di apertura Jack Taylor è andato a referto con “soli” 71 punti che, sommati ai 109 di domenica notte, lo fanno viaggiare ad una media di 90 punti a partita. Serve che vi dica in che posizione si trovi nella classifica marcatori della Division III?

Grinnell College basketball 2013/14. Photo by: pioneers.grinnell.edu