Torneo NCAA: i 5 fattori che hanno deciso la finale tra UConn e Kentucky

#1 IL BACKCOURT DEGLI HUSKIES – Alla vigilia dell’incontro, uno dei più grandi interrogativi era il seguente: riusciranno i gemelli Harrison a tenere a bada il duo formato da Shabazz Napier e Ryan Boatright? Di sicuro non l’hanno fatto nei primi sette minuti, quando UConn è letteralmente scappata sulle ali delle sue guardie titolari, che hanno soffocato i diretti avversari e dettato un ritmo veloce in attacco. Poi Kentucky è rientrata, ma nei momenti cruciali il magico duo degli Huskies non si è mai tirato indietro ed ha sfoderato giocate importanti, giocate che valgono un titolo nazionale. 

#2 NON IL SOLITO RANDLE – Dalle sue mani, e soprattutto dal suo gioco in post, son passate molte delle fortune di Kentucky in questa stagione. Julius è un elemento indispensabile nello scacchiere di Calipari, è il miglior giocatore della squadra, ma nella finalissima, pur non avendo giocato male, non è stato il solito Randle. Si vocifera di qualche problema fisico, ma fatto sta che non ha giocato al meglio delle sue possibilità. Tranne qualche spunto alla fine del primo tempo, in attacco ha sofferto contro Giffey, giocatore che avrebbe dovuto dominare fisicamente, e contro i continui raddoppi in post: allora ha provato a creare per i compagni, ma con scarsi risultati nel secondo tempo.

#3 GLI ATTACCHI POCO CONTINUI – Se il primo tempo il tema della partita è stato chiaro, con una squadra subito in fuga e l’altra costretta a rimontare, nel secondo entrambe hanno dato vita ad un punto a punto a causa di scarsa continuità offensiva tra tiri sbagliati, passaggi forzati e possessi sprecati. Ma dopo che i Wildcats sono tornati ad un solo possesso di distacco, gli Huskies hanno avuto l’ennesima fiammata offensiva con cui hanno dato una spallata alla partita: nel giro di poco più di un minuto, Boatright ha smarcato Giffey per la tripla ed ha poi rubato il pallone e conquistato due liberi per il +7. Kentucky allora ha provato ad andare da Randle, che però ha mandato il pallone direttamente in parterre, e sul ribaltamento di fronte Napier si è inventato il canestro del 48-39. Anche se mancavano ancora 11 minuti al termine, probabilmente questo break è stato decisivo.

#4 LA SCHIACCIATA DI JAMES YOUNG – Per diversi minuti non abbiamo fatto altro che vedere e rivedere nella nostra mente questa pazzesca schiacciata del freshman di Kentucky. Che non solo è stata di rara bellezza e potenza, ma ha anche “rischiato” di girare la partita in favore dei Wildcats. Quest’ultimi si sono decisamente esaltati sulla giocata di Young ed hanno mostrato tutto il loro atletismo, costruendo un break di 0-8 nel giro di 2 minuti che dal -9 li ha riportati a -1. James è stato il faro nel buio di Kentucky: con Randle che ha faticato a trovare ritmo ed i gemelli Harrison poco in partita, spesso e volentieri il peso dell’attacco è ricaduto tutto su di lui.

#5 IL CAPOLAVORO DI SHABAZZ NAPIER – C’è tanto di questo giocatore nel quarto titolo nazionale di UConn. Dopo aver lasciato la scena agli altri contro Florida, stavolta se l’è presa tutta ed ha letteralmente dominato la partita. Assolutamente letale nel crearsi il tiro dal palleggio, è stato un vero e proprio incubo per la difesa di Kentucky. Tra l’altro ha anche smazzato diversi cioccolatini, che però compagni non proprio eccelsi come Nola e Kromah hanno clamorosamente sprecato: e forse proprio questo rende ancora più grande l’impresa di Shabazz e dei suoi Huskies, che nessuno si sarebbe mai immaginato di vedere trionfare nella finale nazionale.