Torneo NCAA: i cinque giocatori più impressionanti del terzo giorno

#1 – SHABAZZ NAPIER, UCONN
Tre anni fa Kemba Walker si è preso il Torneo NCAA. Quest’anno Napier sta provando a seguire le sue orme ed in queste prime due partite non ha di certo sfigurato, anzi. La guardia all’ultimo anno di UConn ha trascinato la sua squadra alle Sweet 16 con una prestazione super da 25 punti, 5 rimbalzi, 3 assist e 2 recuperi. Ma soprattutto, nonostante un fastidio alla gamba destra, è stato inarrestabile nei momenti cruciali, costringendo Villanova (2) alla sconfitta per 77-65. I suoi canestri dal palleggio con ogni probabilità saranno negli incubi dei difensori avversari per molto tempo. Finché Napier riesce a mantenere questi ritmi, Connecticut ha grandi possibilità di continuare a far strada nel Torneo.

#2 – XAVIER THAMES, SAN DIEGO STATE
Come possiamo riassumere il gioco di SDSU? Gran difesa ed un one-man show in attacco. E finché Xavier Thamas giocherà come ha fatto ieri, lo spettacolo sarà destinato ad andare parecchio avanti. La guardia ha messo a referto la bellezza di 30 punti, uno in meno rispetto al suo career-high, ed ha smazzato anche 5 anni, guidando gli Aztecs ad una vittoria sostanzialmente agevole su North Dakota State. Adesso Thames ha un solo obiettivo in vista delle Sweet 16: prendersi la rivincita contro Arizona. Nell’ultimo confronto, infatti, SDSU ha perso per 69-60 e Xavier, pur segnando 19 punti, ha vissuto una serata molto difficile con 5/16 dal campo. Gli Aztecs avranno bisogno di tutto il suo talento offensivo per avere una chance di vittoria contro la fortissima Arizona.

#3 – BRANDEN DAWSON, MICHIGAN STATE
Nella gara di apertura, a rubare la scena a tutti è stato Adreian Payne, autore di uno scintillante career-high da 41 punti. Ieri è invece tornato sul pianeta terra, mettendo a referto “solo” 12 punti, ma per i talentuosissimi Spartans non è stato di certo un problema trovare un altro giocatore determinante. Contro Harvard ci ha pensato Branden Dawson a fare pentole e coperchi, segnando un career-high di 26 punti con 12/15 dal campo, a cui ha aggiunto 9 rimbalzi, 1 assist ed 1 recupero. Dawson è un junior ed è da vedere se si dichiarerà per il prossimo Draft, in cui molto probabilmente verrebbe scelto al secondo giro. Di certo se riuscirà a ripetere prestazioni del genere e ad aiutare Michigan State ad arrivare fino in fondo, potrà attirare l’attenzione delle franchigie NBA che cercano un’ala fisica, potenzialmente devastante dal post.

#4 – JOSEPH YOUNG, OREGON
E’ vero, i Ducks hanno perso e Young ha sbagliato la conclusione più importante della partita, ma non basta un errore nel finale per rovinare la splendida partita giocata da Joseph. Dopo aver battuto BYU, Oregon ha dato vita ad un incontro emozionante e ben giocato contro Wisconsin, trascinata da un Young da 29 punti (10/19 dal campo e 4/7 da oltre l’arco), 3 rimbalzi e 2 assist. Gran parte del merito è suo, se i Ducks nel primo tempo sono stati capaci di costruire un vantaggio di 12 lunghezze. Nella ripresa, però, la difesa dei Badgers è salita di colpi, così come l’attacco ha iniziato a girare e la partita è radicalmente cambiata. L’unica macchia della partita di Young è la tripla sbagliata nel finale che sarebbe potuta valere la nuova parità, ma bisogna dargli credito per aver disputato una gran partita. Nonostante la sconfitta e la conseguente eliminazione dal torneo, di certo Joseph non è passato inosservato.

#5 – JORDAN SIBERT, DAYTON
I Flyers (11) hanno prima piazzato il clamoroso upset contro i rivali statali di Ohio State. Non contenti, hanno poi sorpreso anche Syracuse (3). Il che non era assolutamente pensabile alla vigilia, ma Dayton ha fronteggiato nel migliore dei modi la migliore difesa a zona del college basketball, riuscendo a produrre tiri aperti con un’ottima circolazione di palla. Inoltre, ha avuto il merito di rendere un inferno la vita dal perimetro agli Orange, che hanno tirato da oltre l’arco con un irreale 0/10 (inclusa la bomba della vittoria sbagliata da Ennis). I Flyers si caratterizzano per un attacco molto equilibrato, quindi è difficile assistere a grandi prestazioni individuali. Ma una menzione speciale non possiamo non dedicarla a Jordan Sibert che, al di là dei 10 punti, 4 rimbalzi, 2 assist e 2 recuperi finali, ha segnato a 47 secondi dal termine una tripla pazzesca, ben oltre la linea dei tre punti, che ha praticamente deciso l’incontro.