Torneo NCAA: i vincitori e gli sconfitti delle Final Four

VINCITORE ASSOLUTO – KEVIN OLLIE
Phil Martelli. Jay Wright. Fred Hoiberg. Tom Izzo. Billy Donovan.
Oltre ad essere tra gli allenatori più rispettati del college baskeball, in comune hanno l’eliminazione dal Torneo contro Kevin Oliie. Stanotte Connecticut si è ritrovata sotto 16-4 contro Florida, sembrando timida in attacco e spaesata in difesa. Ma Ollie non ha perso il controllo della situazione ed ha saputo scuotere e tirare il meglio dai suoi ragazzi, che hanno ritrovato fiducia nei propri mezzi, hanno rimontato e conquistato una finale che sa di clamoroso. Ollie ha praticamente vinto la sfida con Donovan: quando Florida è passata alla zona 1-3-1, UConn è stata pronta con un attacco 2-1-2; sapendo che i Gators avrebbero fatto di tutto per ingabbiare Shabazz Napier, gli Huskies sono stati intelligenti a servire con più continuità DeAndre Daniels e Ryan Boatright, divenuti pedine fondamentali nel successo di UConn. Basti pensare che Napier ha preso solo sei tiri dal campo: in più di quattro mesi non ne aveva mai tentati meno di nove. I migliori giocatori di scacchi sanno come vincere con i loro cavalli e le loro torri, mentre lasciano che la regina faccia da esca. Questo è esattamente ciò che Ollie ha fatto contro Florida per conquistare la possibilità di giocarsi il titolo nazionale.

SCONFITTI ASSOLUTI – I GIOCATORI PIÙ ATTESI DI FLORIDA
Alla vigilia ovviamente ci si aspettava uno scontro epico tra Shabazz Napier e Scottie Wilbekin, i giocatori più rappresentativi delle rispettive squadre. Ma se le difficoltà di Napier erano preventivabili, dato che si sapeva che praticamente tutta la difesa di Florida avrebbe dedicato attenzioni particolari a lui, di certo non potevamo mai immaginare una partita oscena da parte di Wilbekin. Quest’ultimo probabilmente sarà stato frenato dai problemi al ginocchio, ma comunque non ha segnato un solo punto nei circa 30 minuti finali: nel secondo tempo ha tirato con 0/4 dal campo, chiudendo senza punti, assist, palle recuperate e rimbalzi, ma solamente con 3 palle perse e 4 falli commessi. Allo stesso modo, Michael Frazier II non è riuscito neppure a tentare un tiro negli ultimi 30 minuti. Sicuramente mai nessuno avrebbe scommesso un centesimo sul fatto che Kasey Hill avrebbe segnato più punti di Frazier e Wilbekin insieme.

VINCITORE – CALIPARI ED IL TIMEOUT AD INIZIO SECONDO TEMPO
Dopo l’intervallo, Kentucky è rientrata in campo nella seguente maniera: Julius Randle è stato stoppato, dall’altro lato Ben Brust ha sbagliato da oltre l’arco, ma Frank Kaminsky ha strappato il rimbalzo offensivo ed ha servito Sam Dekker per la tripla aperta. Erano passati solo 59 secondi, ma John Calipari aveva già visto abbastanza. Ha deciso di usare subito uno dei suoi rimanenti quattro timeout e non si sa cosa ha detto ai suoi ragazzi: qualcuno sospetta che abbia dato loro la famosa bevanda di Michael, come quella del film “Space Jam”. Fatto sta che i Wildcats sono rientrati in campo con un volto totalmente diverso e nei seguenti 3 minuti hanno piazzato un parzialone di 15-0 che ha cambiato la partita. In quel lasso di tempo, Kentucky ci ha ricordato perché alla vigilia era pronosticata tra le squadre più forti della nazione.

SCONFITTA – LA REGULAR SEASON
Nella Selection Sunday il comitato ha deciso che UConn e Kentucky fossero rispettivamente la n.26 e n.29 della nazione. In altre parole, almeno 25 squadre hanno avuto una stagione migliore delle due che si contenderanno il titolo nazionale. Alla vigilia della stagione, i Wildcats venivano accreditati come i maggiori favoriti per il Torneo, ma sono incappati in una regular season molto complicata. Viene quasi da chiedersi se i quattro mesi di rs significano qualcosa, visto dove sono ora UConn e Kentucky. Di sicuro entrambe hanno avuto bisogno di quelle 32 partite per trovare la quadratura del cerchio, ma allo stesso tempo si ha la sensazione che più imprevedibile diventa il torneo e più difficile diventa convincere i tifosi a guardare le partite di novembre e dicembre. In particolare, i Wildcats sono entrati nel torneo con un record di 1-6 contro le squadre che hanno ricevuto una testa di serie n.10 o superiore. Naturalmente, ora hanno vinto cinque partite consecutive contro questa categoria di avversari.

VINCITORE – AARON HARRISON
Un giorno, ci guarderemo alle spalle e ci ricorderemo delle imprese di Aaron nel Torneo NCAA 2014. Kentucky ha dato vita a quattro partite consecutive a dir poco esaltanti e nelle ultime tre Harrison è stato l’uomo della divina provvidenza. Sotto di un punto con Louisville a 40 secondi dal termine, la stella dei Wildcats ha segnato da oltre l’arco per dare il vantaggio decisivo ai suoi; in parità con Michigan a 2 secondi dalla fine, ha infilato una tripla pazzesca con la mano in faccia per dare ai suoi il passaggio alle Final Four. E adesso si è ripetuto, realizzando un’altra bomba tutt’altro che semplice, la sua prima della serata tra l’altro, che ha permesso a Kentucky di battere Wisconsin e di approdare alla finalissima. Ha segnato solo 8 punti in nottata, ma è stato comunque l’eroe della partita.

SCONFITTO – ANDREW HARRISON
Senza di lui probabilmente Kentucky non sarebbe mai arrivata fino in fondo: ha messo a referto 20 punti contro Wichita State, ha controllato la partita contro Louisville con 14 punti e 7 assist, ma ieri non è stata la sua serata. Andrew ha tirato con un pessimo 4/14 dal campo, chiudendo con 9 punti. In teoria ha smazzato l’assist per la tripla della vittoria di suoi fratello gemello, ma di certo non è stato il suo passaggio a facilitare il compito ad Aaron, che ha fatto tutto da solo. Tra l’altro, sul possesso precedente di Wisconsin, Harrison ha rischiato di farla grossissima: ha commesso fallo sul tiro da tre punti di Traevon Jackson, ma per fortuna di Kentucky il replay ha mostrato agli arbitri che il giocatore dei Badgers aveva prima commesso infrazione di passi. Avrà sicuramente modo di rifarsi nella finalissima.