Torneo NCAA: le squadre più shoccanti ad aver raggiunto le Final Four negli ultimi 29 anni

La favola di Dayton, testa di serie numero 11, si è fermata alle Elite Eight, quindi per queste Final Four ci dobbiamo “accontentare” della presenza una n.7 come Connecticut e di una n.8 come Kentucky. Uno dei motivi per cui il Torneo NCAA è uno degli eventi sportivi più seguiti dell’anno è il fattore sorpresa che spesso la fa da padrone: gli upset sono all’ordine del giorno, soprattutto nei primi round, dopodiché qualche cenerentola riesce anche ad approdare alle Final Four, il palcoscenico nazionale più ambito del college basketball. Come detto, quest’anno la n.11 Dayon non ce l’ha fatta a conquistare l’atto finale, ma andiamo a vedere le squadre più sorprendenti ad essere arrivate fino in fondo negli ultimi 29 anni, ovvero da quando la NCAA ha ampliato il Torneo a 64 squadre.

Wichita State (n.9 nel 2013) – Se gli Shockers, pur essendo usciti dall’attuale torneo da testa di serie n.1, sono passati alla storia per la loro regular season perfetta, nella scorsa competizione sono stati una delle storie più belle. Partiti con aspettative molto basse, hanno sorpreso tutti con il loro stile di gioco molto quadrato ed efficace, perdendo solo alle Final Four contro i futuri campioni di Louisville. E’ proprio dall’esperienza dell’anno passato che Wichita State ha preso fiducia e slancio per costruire una regular season perfetta, che però ha portato ad un’eliminazione abbastanza precoce nel torneo per mano di Kentucky.

Virginia Commonwealth (n.11 nel 2011) – La cosa più impressionante del cammino di VCU, fu che era partita addirittura come “First Four team”, quindi si è dovuta innanzitutto conquistare l’accesso al tabellone vero e proprio. Ha poi fatto fuori nell’ordine una n.6, una n.3, una n.10 ed una n.1, diventando solo la terza squadra di sempre con la testa di serie n.11 ad approdare alle Final Four.

George Mason (n.11 nel 2006) – L’unica ragione per cui il grande pubblico ha sentito parlare di questo college è per il gran cammino nel torneo di cui si è reso protagonista 8 anni fa. George Mason non solo è stata una sorpresa clamorosa, ma per arrivare alle Final Four ha anche dovuto mettere ko diverse squadre più quotate: innanzitutto ha eliminato Michigan State (n.6 che era reduce dall’atto finale nella stagione precedente), poi ha continuato con North Carolina (n.3 e campione in carica) e Connecticut (n.1 e favorita per il titolo). Difficile trovare un’altra outsider che abbia battuto nella stessa competizione squadre così quotate per arrivare fino in fondo.

Wisconsin e North Carolina (entrambe n.8 nel 2000) – Non c’era mai stata prima di allora una Final Four con almeno due squadre con un seed più basso del sesto, quindi Badgers e Tar Heels hanno scritto una pagina importante della storia del torneo. Entrambe avevano fatto registrare un record di 18-13 nella regular season e nessuna delle due era riuscita a vincere almeno quattro partite consecutive. Eppure sono riuscite a vincere i rispettivi Regionals, eliminando le teste di serie n.1 e realizzando un’impresa fuori dal comune.

Michigan (n.6 nel 1992) – Ad essere onesti, i famosi “Fab Five” che potevano contare su gente del calibro di Chris Webber, Juwan Howard e Jalen Rose meritavano un seed più alto, ma comunque si sono presi la loro rivincita nel torneo, affermandosi come il quintetto interamente composto da freshman più indimenticabile della storia NCAA. Durante il loro cammino hanno messo ko la n.4, la n.2 e la n.1 del loro Regional, per poi perdere in maniera netta in finale contro Duke.

Kansas (n.6 nel 1988) – Quando una squadra ha un giocatore dotato come Danny Manning, selezionato qualche mese dopo con la prima scelta assoluta al Draft NBA, tutto è possibile. Ed i Jayhawks lo hanno dimostrato, sconfiggendo qualsiasi squadra si è parata dinanzi a loro nel Torneo. “Danny and the Miracles” sono stati la seconda seed più bassa di sempre a vincere il titolo nazionale, il che li rende di diritto una delle squadre più sorprendenti di sempre.

Providence (n.6 nel 1987) – Queste son state le prime Final Four di un certo Rick Pitino, che forse (ma forse eh!) se masticate un minimo di college basketball negli ultimi 20 anni avete sentito nominare spesso. Pitino in quell’occasione è stato l’allenatore di Billy Donovan, attuale coach che ha guidato Florida alle F4, il quale era la guardia di quella squadra sorprendente che arrivò fino in fondo.

LSU (n.11 nel 1986) – Probabilmente stiamo parlando della più grande cenerentola di tutti i tempi. Allora, infatti, i Tigers sono stati i primi in assoluto con un seed a due cifre a conquistare le Final Four. E lo hanno fatto battendo in ordine la n.6, la n.3, la n.2 e la n.1 del loro Regional. Di sicuro il fatto che le prime due partite sono state giocate sul loro campo li ha avvantaggiati ed ha permesso loro di prendere slancio, ed è proprio grazie a loro se oggi il torneo è ancora più imprevedibile, dato che non si giocano più partite in casa di una delle partecipanti.

Villanova (n.8 nel 1985) – Essendo stata la testa di serie più bassa di sempre a trionfare nella competizione, deve essere considerata necessariamente una delle outsider più impressionanti della storia NCAA. Nella corsa verso il titolo, Villanova ha battuto due n.1 e altrettante n.2, ma soprattutto la Georgetown di Patrick Ewing, che era una delle favorite più accreditate.

North Carolina State (n.6 nel 1983) – Questa squadra, guidata dall’indimenticabile Jimmy Valvano, merita di essere menzionata, anche se la sua impresa l’ha firmata quando ancora non erano 64 le squadre che accedevano al tabellone. I Wolfpack di Lorenzo Charles hanno colto una delle vittorie più belle di sempre nel torneo, facendo una vera e propria impresa in finale, contro la Houston di due leggende come Hakeem Olajuwon e Clyde Drexler.

Certo, nella maggior parte dei casi a trionfare è realmente una delle favorite: basti pensare che 18 degli ultimi 29 campioni nazionali sono stati testa di serie n.1, ma soprattutto che solo due squadre con un seed più basso del quarto hanno conquistato il titolo in questo lasso di tempo. Ciò, però, non toglie che il Torneo è uno degli eventi sportivi più imprevedibili ed appassionati e che per un college con un seed basso approdare alle Final Four è già di per sé una vittoria importantissima, soprattutto per il prestigio che ne ricava.