NCAA Speciale March Madness

Speciale March Madness: 10 giocatori da tener d’occhio, tra stelle affermate e possibili sorprese

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#10 PERRY ELLIS – SENIOR, KANSAS
Tra i giocatori all’ultimo anno, è uno di quelli che potrebbe avere un futuro nella NBA. Difficilmente il più entusiasmante e divertente che vedrete nel Torneo, ma è il giocatore più importante di una squadra che parte con il seed #1 nel South Regional, quindi va per forza di cose tenuto d’occhio. In questa stagione, Ellis ha mostrato di aver fatto la scelta giusta rimanendo un altro anno a Kansas, dopo l’infortunio al ginocchio sofferto nel finale della scorsa stagione. Il ragazzo ha recuperato bene ed è migliorato molto, soprattutto dal punto di vista offensivo: si presenta al Torneo con 16.7 punti, il 52.3% dal campo e il 43.3% da oltre l’arco, conditi da 5.9 rimbalzi e 1.4 assist in 30.3 minuti di media. È senza dubbio la prima scelta del gioco interno dei Kayhawks: se riuscirà a confermare l’efficienza offensiva mostrata finora, con i suoi compagni potrebbe rendersi protagonista di una bella corsa. 

#9 TYLER ULIS – SOPHOMORE, KENTUCKY
«È il miglior giocatore della nazione. Tutti lo sanno, ma hanno paura di dirlo perché è un 5’9’’». Partiamo dalle parole spese da John Calipari dopo la vittoria del titolo della SEC, conquistata proprio grazie alle gesta di Ulis, primo Wildcats negli ultimi 15 anni a mettere a referto 30 punti e 5 assist in una partita, che tra l’altro era una finale. Questo ragazzo è indubbiamente uno dei migliori playmaker del college basketball, se non proprio uno dei migliori giocatori in assoluto. Lasciate perdere l’altezza, Tyler con i suoi 17.2 punti e 7.2 assist è, assieme al sorprendente Jamal Murray (a livello statistico, uno dei migliori freshman che si siano visti a Kentucky, ndr), il motivo per cui questi Wildcats possono aspirare ad arrivare lontano in questo Torneo.

#8 A.J. ENGLISH – SENIOR, IONA
È la vera e propria “scoring machine” dei Gaels, che hanno ottenuto la qualificazione all’evento più prestigioso del college basketball laureandosi campioni della MAAC, grazie al successo colto in finale contro i Monmouth Hawks. La guardia di Iona si presenta con numeri davvero importanti: 22.4 punti, 6.2 assist, 5.0 rimbalzi e quasi 100 triple segnate (92, 3.4 di media). È bene sapere che la sua presenza in campo può coincidere con prestazioni realizzative incredibili: ha segnato almeno 40 punti in due occasioni; in particolare, lo scorso dicembre ne ha messi 46 contro Fairfield, spedendo sul fondo della retina la bellezza di 13 triple. E non è tutto, perché dal 7 febbraio in poi non ha mai chiuso con meno di 15 punti a referto.

#7 GRAYSON ALLEN – SOPHOMORE, DUKE
Questo talento clamoroso ha trascorso quasi tutta la sua prima stagione a guardare i Blue Devils dalla panchina, salvo poi risultare decisivo nella finale con Wisconsin per il titolo nazionale, alla cui conquista contribuì con 16 punti in 21 minuti. Adesso i vari Jones, Okafor e Winslow sono in NBA e Duke è nel bel mezzo di una sorta di anno di transizione, in cui non sembra valere le squadre migliori, ma va comunque rispettata. Anche perché tra le sue fila annovera Allen, che da sophomore è già diventato uno dei giocatori più temuti nella ACC, e non solo. Grayson è una guardia dalle spiccate doti fisiche, rapida, con un’ottima meccanica di tiro ed un arsenale offensivo sempre più in espansione, che sa anche giocare per i compagni. Si presenta al Torneo con 21.6 punti, 4.5 rimbalzi e 3.6 assist in 36.3 minuti di media, tirando con il 46.7% dal campo, il 41.7% da oltre l’arco (2.5 triple segnate a partita) e l‘83.5% dalla lunetta.

#6 GEORGES NIANG – SENIOR, IOWA STATE
Nonostante i suoi 31 punti con 13/18 al tiro, accompagnati anche da 7 rimbalzi, 5 assist e 2 stoppate, i Cyclones hanno perso in volata il quarto di finale della Big 12 contro Oklahoma. Ciò non cancella la buona stagione a livello di squadra (21-11 il record, con un paio di belle vittorie contro Kansas e Oklahoma, tra le migliori del ranking, ndr), ma soprattutto l’ottima annata dal punto di vista individuale di Niang, leader indiscusso di questa Iowa State. L’ala classe 1993 viaggia con 19.8 punti, 6.2 rimbalzi e 3.3 assist in 32.9 minuti, tirando con ottime percentuali (54.7% dal campo, 38.1% da tre, 80.0% dalla lunetta). E’ la punta di diamante del 15esimo miglior attacco della nazione ed è il prototipo di “stretch four” che può essere complicato da accoppiare per gli avversari.

#5 BRICE JOHNSON – SENIOR, UNC
I Tar Heels sono partiti con un chiaro obiettivo in questa stagione: vincere il titolo nazionale. E in effetti sono tra i favoriti, anche perché si presentano al Torneo con quattro dei cinque titolari della scorsa annata, il che li rende tra le squadre più esperte e amalgamate. Ad impressionare all’interno di questa UNC, è stato sicuramente Brice Johnson, che ha avuto una crescita molto importante in questo suo anno da senior, tanto da diventare una possibile top-pick del prossimo Draft. L’ala grande classe 1994 viaggia con una doppia-doppia di media (16.6 punti, 10.6 rimbalzi), condita dal 61.4% dal campo e da 1.3 stoppate. Nel quarto di finale della ACC ha fatto registrare la 20esima doppia-doppia stagionale: giusto per darvi un’idea di quanto sia stato dominante finora questo giocatore, tra l’altro in una conference che conta fenomeni del calibro di Kris Dunn e Tyler Ulis.

#4 KRIS DUNN – JUNIOR, PROVIDENCE
Ha deciso di rimandare l’approdo in NBA per provare ad aiutare i Friars a vivere una stagione speciale e si è portato a casa il premio di “Big East Player of the Year” per il secondo anno consecutivo. È largamente considerato uno dei giocatori più completi dell’intero panorama collegiale: può essere un fattore in difesa, ma soprattutto è uno dei migliori passatori della nazione (6.4 assist), nonché un giocatore in grado di contribuire in maniera importante sia a rimbalzo (5.6) che a livello realizzativo (16.3 punti). Inoltre, ha ormai maturato l’esperienza per poter fare la differenza nei finali di partita.

#3 JAMEEL WARNEY – SENIOR, STONY BROOK
Questo giocatore è la ragione per la quale i Seawolves hanno ottenuto la loro prima storica qualificazione alla “Big Dance”, grazie al trionfo nell’America Est. Nella finale del torneo di conference, Warney è stato assolutamente immarcabile ed ha firmato un record di 43 punti con 18/22 dal campo, affiancati da 10 rimbalzi e 4 stoppate. Il lungo di Stony Brook non solo è una macchina da doppie-doppie (19.8 punti, 10.7 rimbalzi), tra l’altro con un’efficienza altissima (63.7% dal campo e soli 1.3 turnover di media), ma è anche un giocatore che ha un impatto determinante su entrambi i lati del campo, come dimostrano le 3 stoppate a partita con cui viaggia. Kentucky è avvisata…

#2 BUDDY HIELD – SENIOR, OKLAHOMA
Se non avete mai sentito il suo nome, allora significa che non avete minimamente seguito la stagione NCAA. È uno dei giocatori di punta del college basketball, forse il migliore in assoluto, che si presenta al Torneo con numeri pazzeschi: 25 punti, 5.6 rimbalzi, 2.1 assist, 1.2 recuperi, il 46% da tre e l‘89.5% dalla lunetta. Da oltre l’arco è addirittura più efficiente dello Steph Curry versione Davidson, e questo non è un caso, perché forse al momento nessuno all’interno della NCAA rappresenta il modo di giocare del #30 di Golden State meglio di Buddy Hield.

#1 DENZEL VALENTINE – SENIOR, MICHIGAN STATE
Chi vi scrive, ha un debole particolare per questo giocatore. Che non è solo estremamente talentuoso, ma è uno di quelli che giocano con una classe ed un’eleganza da far brillare gli occhi. Prima che saltasse diverse partite per infortunio, Michigan State era imbattuta, ma ciò non le ha impedito di vincere il titolo di conference e di arrivare al Torneo con la consapevolezza di essere tra le favorite. D’altronde non potrebbe essere altrimenti, quando in squadra si ha un giocatore come Valentine, ormai maturo mentalmente e tecnicamente per la NCAA, che sta viaggiando con 19.4 punti (46.4% da oltre l’arco), 7.6 rimbalzi e 7.6 assist di media.