NCAA Speciale March Madness

Speciale March Madness: i 5 eroi inattesi del primo turno del Torneo NCAA

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C’è una categoria di giocatori che ogni anno, in modo apparentemente casuale, rende magnifico e imperdibile l’appuntamento con il Torneo NCAA. Stiamo ovviamente parlando degli “unlikely heroes”, che in una singola notte possono passare dall’anonimato alla celebrità, facendo qualcosa di speciale che resta impresso per sempre nella memoria degli appassionati di pallacanestro. In definitiva, sono l’anima della March Madness, e la verità è che tutti noi seguiamo con così tanta passione questo evento perché è l’unico che è in grado di regalare storie come le loro. Andiamo a vedere i 5 principali “eroi inattesi” che si sono messi in mostra nel primo round di questa edizione del Torneo NCAA. 

#5 QUINCY SMITH, HAWAII
Nelle tre partite del torneo della Big West, aveva segnato appena 11 punti in totale. Ovvero gli stessi che ha realizzato nel solo secondo tempo del match di ieri, che ha visto Hawaii (#13) mandare a casa l’ambiziosa California-Berkeley (#4). Giunta al suo ultimo anno in NCAA, la guardia dei Rainbow Warriors è stata decisiva nel sorprendente successo dei suoi con un career-high di 19 punti, 8 dei quali arrivati nel parziale che nella ripresa ha spedito California dal -1 al -11 ed ha sostanzialmente deciso il confronto.

#4 JAKE LAYMAN, MARYLAND
Dopo aver segnato solo 14 punti nelle due partite del Torneo NCAA disputate lo scorso anno, la versatile ala dei Terrapins si è riscattata alla grande, e non solo perché ha segnato un career-high di 27 punti, che ha aiutato Maryland a sventare il pericolo upset contro South Dakota State (battuta alla fine per 79-74). Layman ha tirato con 7/11 dal campo e 5/8 da oltre l’arco, mostrando un buon range di tiro e una certa fiducia nelle sue capacità, ma il suo impatto è stato importante su entrambi i lati del campo: Jake è infatti quello che si definisce il “glue guy”, il collante della squadra. Il suo exploit in termini di punti non è totalmente inaspettato: l’11 marzo ne aveva messi 26 nel torneo della Big Ten contro Nebraska, dopo che non aveva segnato più di 20 punti da gennaio 2015.

#3 MAKAI MASON, YALE
Il classico caso del giocatore sconosciuto ai più, che vede nella “Big Dance” l’occasione della vita per accendere i riflettori su di sé. Al suo esordio nel Torneo NCAA, Mason ha pensato bene di rubare la scena a tutti con un career-high di 31 punti, frutto di 9/18 dal campo e 11/11 dalla lunetta. La point guard di Yale, che tra l’altro è solo al secondo anno, ha anche aggiunto 6 rimbalzi e 4 assist, rimanendo in campo per quasi 40 minuti: ciò non gli ha impedito di essere lucido con il pallone tra le mani (solo 2 palle perse), anche nel momento di maggior pressione di Baylor, e glaciale dalla linea della carità. Magari non diventerà mai materiale da NBA, ma attenzione perché a questo ragazzo il talento non manca. E neanche gli attributi, a giudicare dall’epico upset realizzato dalla sua Yale.

#2 JOSH HAGINS, LITTLE ROCK
Nel giorno del suo 22esimo compleanno, questo ragazzo si è regalato quella che finora si può definire la partita più bella di tutta la sua vita: in questa stagione non aveva mai segnato più di 20 punti, ma ovviamente all’esordio nel Torneo NCAA è esploso con un career-high di 31 punti, con 10/20 dal campo e 8/10 dalla lunetta, a cui ha aggiunto anche 7 assist, 6 rimbalzi, 5 recuperi e 0 palle perse. Così facendo, è diventato il primo giocatore nella storia della March Madness a mettere a referto almeno 30 punti, 5 assist, 5 rimbalzi e 5 recuperi in una singola partita. Ma non è tutto, perché Little Rock nei tempi regolamentari ha completato la rimonta dal -13 a poco più di 3 minuti dal termine grazie ad una tripla pazzesca di Hagins. Il quale si è poi ripetuto tra primo e secondo overtime con le giocate decisive.

#1 THOMAS WALKUP, STEPHEN F. AUSTIN
Se cercate il suo nome sui siti specializzati in materia di NBA, e soprattutto di Draft, non troverete assolutamente nulla, se non le semplici statistiche. Eppure questo ragazzo, giunto al suo anno da senior, ha fatto qualcosa di straordinario contro West Virginia (#3), una delle migliori difese dell’intera nazione. Per essere una guardia di 6’4’’, Walkup è tosto fisicamente ed è uno che sa fare un po’ di tutto su un campo da basket: i Montaineers lo hanno scoperto a loro spese, dato che hanno perso nettamente per 70-56, con Walkup che ha messo a referto 33 punti (2/3 da oltre l’arco, 19/20 dalla lunetta), 9 rimbalzi, 4 assist e 4 recuperi (su 16 di squadra). La sua incredibile prestazione non ha lasciato indifferenti gli addetti ai lavori e gli scout di mezzo mondo: potete star certi che sentirete ancora parlare di questo ragazzo.